Torneo Italo Galbiati
04 Marzo 2026
TROFEO ITALO GALBIATI MONZA • Pietro Babacar Sarr e Alessandro Terna, due protagonisti nel successo contro l'Alcione
Nel calcio, come nella vita, i primi minuti dicono tanto. Non tutto certo, ma possono indirizzare moltissimo come andrà una giornata, quale impressione lascia una persona, o – nel calcio – che tipo di partita sta per nascere. Sono attimi brevi, ma spesso rivelatori. I primi minuti sono quelli in cui capisci l’aria che tira: lo sguardo dei giocatori, il ritmo dei primi palloni, la sicurezza di chi vuole imporre la propria idea. Partire bene significa prendere fiducia, mettere pressione agli avversari, far capire subito che tipo di partita si vuole giocare. È una questione di approccio, di mentalità prima ancora che di tattica. Perché le partite non si vincono unicamente con la qualità, ma con il modo in cui si entra in campo. Ed i primi dieci minuti del Monza quest'oggi contro l'Alcione, che sono valsi il momentaneo 3-0, rappresentano una vera dichiarazione d’intenti. Una voglia non solo proseguire nella competizione, ma di scacciare i fantasmi del turno precedente (sofferto e non convincente) e di sognare in grande per le partite a venire.
Gli uomini di Magrin entrano in campo con un’idea chiarissima: aggredire la partita. Non aspettare, non studiare, ma colpire subito. Il Monza alza il pressing, occupa le linee di passaggio e prova a trasformare ogni pallone perso dell’Alcione in un’occasione. È un approccio feroce, fatto di intensità e coraggio, che mette subito in difficoltà gli Orange. Bastano appena due minuti perché il piano prenda forma. Merati legge una giocata, si piazza sulle linee di uscita e approfitta di una palla gestita male da La Masa per innescare la riaggressione. Il pallone carambola sui piedi di Sarr, che controlla orientandosi verso la porta e resiste alla pressione avversaria con una naturalezza disarmante. Un attimo dopo parte il sinistro incrociato, violento e preciso. Il pallone si infila in rete ed è vantaggio Monza. Per l’Alcione è una vera doccia fredda, uno di quei colpi che arrivano prima ancora di avere il tempo di capire che partita sarà.
Il problema, per gli uomini di Tettamanti, è che il Monza non si ferma. Anzi, sente l’odore del sangue e continua a spingere. La qualità dei biancorossi emerge soprattutto nelle seconde palle e nelle transizioni. È ancora Sarr a prendere in mano la scena qualche minuto più tardi. Su un pallone sporco recuperato nel cerchio di centrocampo vede aprirsi davanti a sé il corridoio centrale. Lo attacca con decisione e poi, con i tempi perfetti, libera nello spazio Spagnolo. L’attaccante biancorosso parte come un treno, scappa alle spalle della difesa orange e davanti al portiere non trema: rasoterra di sinistro e pallone in fondo alla rete. È il 2-0, un colpo pesantissimo che cambia completamente il peso della partita e indirizza la semifinale dell’Italo Galbiati.
L’Alcione prova a reagire, con il carattere di chi sa che certe partite non sono mai finite finché l’arbitro non fischia tre volte. Gli Orange cercano di risalire il campo aggrappandosi alla leadership di Caruso e ai lampi di Casagrande, ma il Monza non arretra di un centimetro. Continua a giocare con sicurezza, con quella sensazione di controllo che hanno le squadre quando la partita sembra girare tutta dalla loro parte. E infatti al 10’ arriva il terzo colpo. Sugli sviluppi di un calcio piazzato nasce una mischia nell’area dell’Alcione, uno di quei momenti caotici in cui conta solo chi arriva prima sul pallone. Il più rapido di tutti è Terna, grande ex della partita, che trova la zampata vincente. Il pallone finisce in rete ed è 3-0. Dieci minuti appena, e la semifinale ha già preso una direzione chiarissima. Un inizio devastante, di quelli che raccontano perfettamente quanto possano essere decisivi i primi minuti di una partita.
L’Alcione, nonostante il punteggio pesante, non rinuncia alle proprie ambizioni. Gli uomini di Tettamanti continuano a crederci, provano ad alzare il ritmo del palleggio e a muovere il pallone con più velocità per scardinare l’assetto del Monza. Ma proprio mentre gli Orange tentano di prendere campo, i biancorossi dimostrano quanto possano essere letali negli spazi aperti. È ancora Sarr il più pericoloso: prima colpisce un palo con una conclusione improvvisa, poi innesca la corsa di Spagnolo, che si ritrova a tu per tu con il portiere, ma Righini è bravissimo ad anticiparlo all’ultimo istante. L’Alcione allora prova a cambiare l'inerzia con forze fresche dalla panchina e, per qualche minuto, sembra poter riaprire la partita. La grande occasione nasce da un calcio d’angolo. Sangalli rifiuta lo schema preparato, indica ai compagni di attaccare l’area e piazza il pallone sulla lunetta del corner. Con il mancino disegna un cross perfetto sul secondo palo, dove arriva Todesco. Il colpo di testa, però, trova pronto Brandolese, che salva il risultato e probabilmente chiude alle speranze di rimonta. È l’attimo che potrebbe riaccendere la gara, ma il calcio sa essere crudele: gol sbagliato, gol subito. Tre minuti più tardi, ancora su palla inattiva, arriva il quarto colpo del Monza. Il più rapido di tutti è ancora Terna, che prende il tempo ai centrali dell’Alcione e trova l’inserimento perfetto per battere il portiere. A quel punto la partita prende definitivamente la strada dei biancorossi. I ragazzi di Magrin capiscono di aver trovato la chiave nei calci piazzati e nella capacità di sfruttare il gioco aereo. Così arriva anche il quinto gol: altro corner, questa volta battuto da D’Avanzo, che pennella un pallone perfetto in area. Sul cross svetta Murolo, che con uno stacco imperioso praticamente dall’area piccola firma il 5-0. Il finale racconta di un’Alcione che continua a lottare fino all’ultimo pallone, ma che deve arrendersi alla qualità e alla forza del Monza. Il pokerissimo biancorosso diventa così il biglietto perfetto per la prossima sfida contro l’Inter, una gara che promette di essere equilibrata e ricca di emozioni.