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Trofeo Italo Galbiati

La sfida dell'anno termina ai calci di rigore! Il Renate passa al cardiopalma e troverà l'Atalanta

Due miracoli di Lussana e Intini salva su Palmieri: Virtus ad un passo dall'impresa dagli 11 metri

Intini e Barbieri del Renate

TROFEO ITALO GALBIATI • Diego Intini e Niccolò Barbieri i protagonisti del passaggio del turno per le Pantere

Quell’appuntamento magico che sogni tutta la settimana e non hai altri pensieri se non fare il countdown dei giorni, prima di entrare in campo per il riscaldamento ed esclamare: «È il nostro momento». Un sogno, quello vissuto dalla Virtus Ciserano, unica compagine dilettantistica rimasta a competere nel Torneo Italo Galbiati di casa Cimiano, che dopo aver eliminato la Cremonese nella fase 2 degli ottavi, ai quarti si trova di fronte l’ostacolo Renate. Sì, proprio la squadra di Busnelli, reduce dalla finale nazionale della passata stagione. Nei tempi regolamentari i ragazzi di Grigis hanno disputato una prestazione incredibile, soprattutto nella prima frazione di gioco, in cui hanno creato più della prof nerazzurra senza però concretizzare a dovere. Va avanti la squadra ospite con il sigillo di Iteku, ma pareggia dopo nemmeno un minuto Marco Vincenzi. Nella ripresa il pendolo delle occasioni pende dalla parte dei bergamaschi: la magia su punizione di Ferrari fa gridare al cielo la tribuna di via Don Calabria. Ma le Pantere, con parecchi cambi di interpreti a certificare l’importanza e la voglia di passare il turno a tutti i costi, la riacciuffano con la zampata di Barbieri. A sancire chi tra le due dovrà affrontare l’Atalanta sono i calci di rigore e, nonostante due miracoli eroici di Lussana, per la Virtus Ciserano il Galbiati si chiude qui: decisivi il rigore sbagliato dalla saracinesca e quello parato da Intini su capitan Palmieri. Ai quarti di finale della fase 2, i brianzoli affronteranno la Dea.

TANTA VIRTUS MA VINCENZI RIBATTE A ITEKU

La gara parte subito con ribaltamenti di fronte straordinari. La Cenerentola di questo Galbiati, la Virtus, vuole a tutti i costi provare a tarpare le ali anche alle pantere del Renate. La dimostrazione arriva con Grigis che, per l’occasione, abbandona il consueto 5-3-2 trasformandolo in un 3-4-3 più offensivo e meno compatto. Dalla parte dei nerazzurri di Busnelli, il compito è chiaro: giocare una gara a specchio, puntando sulla fisicità in retroguardia per contrastare i tre tenori della Virtus: Bresciani, Ravasio e Ferrel. In avvio i protagonisti sono gli estremi difensori. Prima Intini scalda i guanti opponendosi all’acuto rampante di Bresciani, che in girata lo costringe al miracolo. Poi è la zampata di Mahmoud a impegnare Lussana, il quale non ha nemmeno il tempo di riposare dopo i prodigi compiuti la domenica precedente ad Agrate in campionato. I padroni di casa cercano spesso l’asse caldo e puntuale chiamato: Ferrel–Bresciani in verticale, per cercare di cogliere impreparata la retroguardia fisica e strutturata delle pantere. La seconda fiammata arriva proprio sui piedi del numero 9, che però trova ancora la risposta coraggiosa di Intini, bravo a opporsi con il ginocchio.

I rossoblù si distinguono per aggressività e agonismo nella riaggressione sulle seconde palle. Nasce così la terza occasione per i bergamaschi: sulla fascia sinistra la spinta di capitan Palmieri accompagna il movimento di Ferrari, che però in area non trova la necessaria freddezza e calcia senza impensierire il numero uno nerazzurro. Con il passare dei minuti, attorno alla mezz’ora, diventano davvero tante le occasioni non sfruttate dalla Virtus. La più ghiotta nasce da un uno-due incontenibile tra Ferrel e Bresciani, con il bomber tutto solo davanti a Intini: ancora una volta, però, il portiere del Renate dice no da pochi centimetri. Sul fronte opposto la velocità di Bianchi sulla corsia mancina è un fattore per far respirare i ragazzi di Busnelli: la sua sgasata costringe Lussana a un provvidenziale intervento con il piede destro, negando il possibile vantaggio nerazzurro. L'evento che sblocca la gara arriva al 25’: dalla destra Rossitto pennella con il destro una parabola elegante sul secondo palo, dove Iteku piomba in tuffo e arpiona il pallone spedendolo alle spalle di Lussana. Il vantaggio del Renate arriva quasi a sorpresa, dopo un lungo monologo della regina bergamasca che, per quanto visto, non avrebbe mai immaginato di trovarsi sotto. La reazione è immediata: dopo appena 40 secondi, il lampo di genio di Bresciani, che protegge un pallone servito da Ferrel e con un destro educato trova l’inserimento di Vincenzi. Quest’ultimo, con potenza, buca la rete e con rabbia ristabilisce la parità per la Virtus. Prima del duplice fischio arriva l’ennesima palla gol per i bergamaschi, ancora sui piedi di Jack, che controlla con la suola il traversone di Palmieri, senza però riuscire a concretizzare.

MAGIA DI FERRARI E IL RENATE LA RIACCIUFFA

Nella ripresa Busnelli cambia qualche carta in tavola, inserendo Genghini in mediana e Grigis inserendo Milesi. Ferrari, in veste da giocoliere con un sombrero, regala spettacolo e ancor di più quando si procura una punizione al limite dell’area, in una mattonella che non ha altri nomi se non il suo. Dal punto di battuta forgia il suo destro educato e, con il pennello, dipinge un gol strepitoso nell’angolino destro, dove Intini non arriva, per il meritato raddoppio all’8’. Dopo la non ottimale risposta dei suoi nella ripresa, il tecnico del Renate è obbligato a fare degli accorgimenti tattici e di interpreti, inserendo più qualità ed esperienza. Nonostante un gigantesco Ferrari e un maiuscolo Bresciani, il Renate, dopo il 2-1, scende in campo con un altro piglio e, con grande intenzionalità, credendoci in mischia dopo un corner dalla destra, arriva Pozzato in area a spizzare la sfera verso il centro dell’area piccola, dove all’appuntamento non tarda ad arrivare Barbieri a pareggiare clamorosamente i conti al 21’.

I ragazzi della Virtus Ciserano continuano il pressing e, atleticamente, si mostrano sempre dentro la partita. Con l’ennesima invenzione in ripartenza di Ravasio, che lancia Cornago in area di rigore, Intini esce ma il pallone, indirizzato a Bresciani, non arriva a regola d’arte affinché il numero nove possa concludere a rete. Alla mezz’ora della ripresa la tribuna di via Don Calabria si infiamma quando, sulla destra, l’ottimo subentrato Genghini riesce a imbeccare il movimento di Mahmoud, che incorna la sfera e la deposita di mezzo millimetro sopra la traversa. Allo spicchio dei supporter della Virtus Ciserano aveva dato l’illusione ottica del gol, ma, accortisi dell’errore, non tarda ad arrivare il boato per lo scampato pericolo. Sono i bergamaschi a chiudere la sfida in attacco, perché questo passaggio del turno vale tanto, tantissimo, e i rigori sembrano a un passo. Nella testa dei ragazzi di Grigis, però, sono una lotteria che non ha volontà di esistere. I minuti passano e il destino non si può cambiare: Virtus Ciserano e Renate dovranno passare dai calci di rigore.

NON BASTANO I DUE MIRACOLI DI LUSSANA PER L'IMPRESA: CI PENSA INTINI PER IL PASSAGGIO DEL TURNO

Simonini segna. Ferrari segna. Lentini segna. Zambetti sbaglia (Fuori). Genghini sbaglia (parato da Lussana). Qama segna. Mahmoud segna. Palmieri sbaglia (parato da Intini). Barbieri sbaglia (parato da Lussana). Lussana sbaglia (alto). Finisce 3-2 per il Renate.

IL TABELLINO

Virtus Ciserano Bg-Renate 2-2 (4-5) DCR
RETI: 25' Iteku (R), 26' Bresciani (V), 8' st Ferrari (V), 21' st Barbieri (R).
VIRTUS CISERANO BERGAMO: Lussana, Bassis, Palmieri, Qama, Zambetti, Corti, Vincenzi, Ferrari, Bresciani, Ravasio, Ferrel. A disp. Voloshyn, Milesi, Rovaris, Oppedisano, Cornago. All. Grigis.
RENATE: Intini, Rossitto, Bianchi, Rossi, Vella, Bestetti, Lillia, Bollani, Ligu, Mahmoud, Iteku. A disp. Bruni, Pozzato, Arena, Simonini, Barbieri, Lentini, Genghini. All. Busnelli.
ARBITRO: Merola di Milano.

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