Under 16 Élite
05 Marzo 2026
UNDER 16 ÉLITE VIS NOVA • Niccolò Gigli
Ci sono strade che sembrano fatte per essere percorse una volta sola, e altre che, invece, ti riportano esattamente dove tutto è iniziato, proprio quando pensavi di averle salutate per sempre. Niccolò Gigli ha il passo di chi sa dove andare e il cuore di chi non dimentica chi c'era quando le luci erano spente. Per capire la stagione folle del capitano della Vis Nova, bisogna partire da un bivio, da quel momento in cui il menisco ha deciso di fare i capricci proprio mentre il calcio dei grandi bussava alla porta. Lecco era la sfida, il professionismo era il palcoscenico, ma il destino ha preteso un pedaggio troppo alto. E allora, Niccolò ha fatto quello che solo i grandi sognatori sanno fare: è tornato a casa. Non è stata una resa, ma una rincorsa. Giussano per lui non è solo un centro sportivo, è un porto sicuro, il posto dove il numero 10 sulla schiena e la fascia sul braccio non sono pesi, ma ali. Oggi, guardando la classifica e vedendo quel -3 dalla Varesina capolista, ci si accorge che il suo ritorno ha cambiato la geografia del Girone B. Con 18 gol segnati – numeri che farebbero impallidire un centravanti di razza – Gigli sta riscrivendo le leggi della fisica per un centrocampista. Non è solo questione di tecnica, che pure abbonda tra pallonetti e inserimenti letali; è una questione di anima. In ogni sua esultanza c’è la forza di un ragazzo che ha saputo trasformare un infortunio in una motivazione feroce. La Vis Nova sogna, e lo fa con gli occhi di un capitano che ha scelto il cuore per tornare a essere un gigante.
La storia di Niccolò Gigli è un viaggio fatto di tappe prestigiose e decisioni controcorrente. Dopo i primi passi alla Folgore Caratese, è in quel di Giussano che Niccolò trova la sua dimensione, attirando le attenzioni dei radar più importanti d'Italia. Milan, Inter, Como, Lecco: i nomi che circolavano attorno al suo talento durante le fasi finali con i 2009 erano quelli che fanno tremare i polsi a qualsiasi adolescente. Sì, con i 2009, perché Gigli disputa il momento più caldo della stagione da sotto età. Eppure, il calcio è fatto di momenti e sensazioni. Se i comaschi non lo avevano convinto a piano, il Lecco sembrava essere la terra promessa.
Ma il destino, a volte, colpisce duro. Un infortunio al menisco a fine campionato ha frenato un'ascesa che sembrava inarrestabile. «Ero sempre stato titolare, poi quell'infortunio mi ha fermato», ricorda lui. In quei momenti di terapia e silenzi, Niccolò ha capito che per ripartire serviva l'aria di casa. Il ritorno alla Vis Nova non è stato un ripiego, ma una scelta consapevole. «È come se fosse casa», dice con la consapevolezza di chi ha ritrovato il piacere del divertirsi. Scontato? Banale? Mai, nel calcio nulla lo è.
Se l'anno scorso Niccolò era un jolly utile per ogni evenienza – dalla fascia alla mediana, passando per la trequarti – quest'anno la sua evoluzione tattica ha lasciato tutti a bocca aperta. Sotto la guida del tecnico Michele Nicoletti, Gigli ha rotto gli indugi. «Quest'anno sono molto più offensivo, Nicoletti in campo dà molta libertà perché vuole che ci esprimiamo», spiega il capitano. I risultati? 18 gol e 6 assist in 22 presenze. Una media realizzativa che lo rende il terminale offensivo più pericoloso di un gruppo che gira a meraviglia, oltre ad essere il miglior marcatore delle baby lucertole e il terzo miglio realizzatore nella classifica capocannonieri del girone B.
Il suo stile di gioco è mutato: meno attesa, più imbucate. Le sue perle stagionali, come il golazo contro la Sestese o l'azione travolgente con la Varesina, sono il manifesto di un giocatore totale. Non è solo un finalizzatore, ma il motore immobile di una squadra che gioca un calcio coraggioso e propositivo. Insieme a un compagno di reparto dai piedi caldi come Gabriele Fulco (13 gol tutti spettacolari), e il legnatore/equilibratore di Kadri Plaku, il centrocampo della Vis Nova ben rispecchia una squadra che non teme di guardare negli occhi rivale alcuna e chissà, anche qualche big di altri gironi.
Essere il capitano a 15 anni - oggi 16 - in una squadra che lotta per il titolo non è un compito per tutti. Ma per Niccolò, la fascia è stata la scintilla definitiva. «Emotivamente sono molto felice, fare il capitano mi dà più motivazione. Mi prendo le responsabilità, anche le colpe, e le accetto». In queste parole c'è tutta la maturità di un ragazzo che Nicoletti ha scelto come guida per un gruppo che sta provando non solo l'assalto alla vetta, ma sta cercando anche di confermare quella maturità mostrata proprio nelle partite che pesano.
Gigli è l'esempio in campo e fuori, quello che accetta l'entrata dura in allenamento del «falegname Plaku» - sì, gli piace proprio come definizione per il compagno - con un sorriso e che sa gestire la pressione di gare folli, come quel 3-2 contro il Mariano vinto in superiorità numerica ma sofferto fino all'ultimo secondo tra gli sfottò degli amici in tribuna. È questa umanità, unita a una classe cristallina, che lo rende il leader perfetto per una piazza calda come quella di Giussano.
Nonostante la stagione da incorniciare, resta un piccolo sapore agrodolce legato alla Rapp Under 15. Un percorso che lo ha visto sempre protagonista, fino a quel TDR (Torneo delle Regioni) dove la sfortuna è tornata a farsi sentire sotto forma di un dolore alla schiena. «Contro le Marche pareggiamo, con la Basilicata gioco poco per il dolore, poi vinciamo quell'ultima partita con la Sicilia...e ai quarti siamo stati tremendamente sfortunati». Quella gara con il Lazio, la ricordiamo ancora tutti.
Ma anche in questo caso, Niccolò preferisce guardare il bicchiere mezzo pieno. Oltre al campo, resta il rapporto con i compagni di viaggio: i messaggi sul gruppo WhatsApp con i vari Briganti, Chiecca, Bollani, Tognacca e tutti gli altri; e il legame con lo staff. Esperienze che formano il carattere e che lo preparano a quello che verrà. Perché il talento di Gigli non è passato inosservato: i due giorni di allenamento al Novara a dicembre sono un segnale chiaro. Il numero di telefono è lì, pronto a squillare, magari verso aprile, quando i campionati si decidono e i sogni diventano realtà.
Ora, però, c'è solo la Vis Nova nella testa di Niccolò. Quei tre punti che separano le baby lucertole dalla vetta occupata dalla Varesina sono lo stimolo quotidiano per un finale di stagione che si preannuncia infuocato. Con una media voto del 7.4 e una capacità di incidere che non ha eguali nel girone, Gigli sa che il destino è nelle sue mani, o meglio, nei suoi piedi.
La Vis Nova gira, segna e diverte. E al centro di tutto c'è lui: il ragazzo che ha visto sfuggire il professionismo troppo presto per poterci tornare dalla porta principale, con una fascia al braccio e una storia incredibile da raccontare. Se quest'anno i playoff sono un obiettivo concreto, il merito è anche di quel capitano che ha scelto di tornare a casa per diventare leggenda.