Cerca

Under 17

Lo hanno fatto davvero! Battono la capolista in trasferta con una splendida prova di forza

L'Ardor Lazzate non aveva mai perso in stagione. Poi, però, è arrivato un Bosto sorprendente

Massimiliano Aceti, match winner della partita contro l'Ardor Lazzate

UNDER 17 BOSTO • Massimiliano Aceti

A filo d'erba nacque un sogno. Costruito sulle idee, sui muscoli, sui dettagli. Quelli che, sommati uno ad uno, producono bellezza. Un solo grido: vincere. O, meglio: lasciare sul verde ogni centimetro di sé. Ma proprio tutti: anche andando oltre. Oltre i limiti, oltre le attese, oltre le proprie stesse leggi insite. E non contro, sia chiaro. Altrimenti non ci sarebbe gusto a sfidarsi, a colorarsi. O meglio: a scoprirsi. Ecco, il Bosto - nel pomeriggio di sabato 28 febbraio - ha probabilmente scoperto di essere davvero forte. Perché, sbarcato sul pianeta Ardor Lazzate, ha confezionato una prova di forza sui generis: meno ricamata, meno avvolgente, decisamente concreta e compatta. Risultato? La squadra di Marantelli ha fatto la Squadra (volutamente scritto così). E ha battuto 1-0 una realtà che, fino agli ultimi scampoli di febbraio, non aveva mai perso. Mai. Ecco come nacque un sogno: a filo d'erba, costruito sulle idee, sui muscoli e sui dettagli. E ripetere, fino a quando non è chiaro.

ACETI INDICA LA VIA, IL BOSTO LA SEGUE

Marzo è lì che aspetta il primo servizio del 2026 sportivo. Febbraio, invece, vuole calare il suo sipario con un ultimo tango delle capinere. O con un ultimo coup de theatre, come direbbero quelli bravi. Bravi (anzi, bravissimi), sono anche - e soprattutto - i ragazzi scelti per consolidare il mensile passaggio di consegne. Comanda (in tutti i sensi possibili) l'Ardor Lazzate di Nicoli, che al tornante numero 25 del campionato Under 17 non ha ancora perso una volta. Tutto vero: 23 vittorie, 2 pareggi. Paradossalmente, il doppio segno X stona parecchio. Macchia una perfezione comunque perfetta. La colpa? Della Sestese, certo (fermò la capolista sullo 0-0 a inizio gennaio). Ma, ancora prima, fu esattamente il Bosto a strappare un punto. Era novembre, era un altro calcio. Tre mesi più in là, i rossoblù del varesotto sono sempre incollati al treno playoff, con annessa dose di gol (ben 107) e tenacia (tanta, e lo vedremo). Marantelli è quarto, eppure non è del tutto appagato. Dinanzi, del resto, vi sono due possibilità: battere la regina assoluta, agguantare un virtuale secondo posto. L'appetito diventa presto fame di conquista. Dopotutto, perché no? Perché non rompere gli equilibri e legittimare la propria unicità? Detto, fatto.

E il bello è che non ci vorrà nemmeno troppo tempo. Per la precisione, solamente 7 minuti. Accade l'impensabile: Lazzate costretta subito a rincorrere, Bosto avanti con orgoglio. Disegna la parabola vincente un Massimiliano Aceti da consolidata doppia cifra. Gol numero 17, e che gol: pesantissimo. Potrebbe persino trovare ulteriore slancio, perché gli ospiti ci mettono enfasi e concetti affacciandosi ancora dalle parti di Basilico. Senza fare male, ma senza nemmeno rischiare contrattacchi tangibili. Sì: i gialloblù di casa giocano sempre un calcio candido, talentuoso e piacevole alla vista. Eppure, la pericolosità delle incursioni resta pressoché tenue nel ritmo e non sfonda l'attenta (per non dire attentissima) retroguardia del Bosto. Sarà la chiave di volta della ripresa, perché il primo parziale termina così. Ora sì: secondo tempo. Capirete scorrendo.

IMPRESA COMPLETATA!

La ripresa è un inno alla gioia e alla resilienza. Non comanda più (in tutti i sensi) l'Ardor Lazzate di Nicoli. Ma, al contrario, dirige l'orchestra il maestro Bruno Marantelli. Lato Bosto, che persegue la stessa idea di dominio. Ovvero...chiude le linee. Soffre d'insieme. Combatte, rischia, eppure resta in piedi. Non cede, non cade e, alla fine, si prende tutto. Ma solo alla fine, perché i secondi 45 minuti di Via Franco Laratta sembrano non finire mai. Sembra di assistere a una partita nella partita. A proposito di andare oltre, e non contro.

Sì, perché la versione terribilmente offensiva dei rossoblù viene meno a favore di una maggiore applicazione corale. Tutti sanno che la storia è a portata di sogni: basta poco per farsela amica. E soprattutto sanno che lasciare anche un solo millimetro alla controparte potrebbe costare caro. Carissimo. Ma i varesotti, nonostante il calo fisico e atletico gradualmente riscontrato, mantengono vivacità e attenzione sulla stessa - massima - soglia di adrenalina. La truppa di Nicoli, invece, attacca a testa bassa: ci provano Fois e Brolis, Benassi e Fazio non mollano e osano. I gialloblù giocano, creano, affondano ferocemente. Ma non segnano e scoprono, così, il loro lato più umano. Perdendo dinanzi a un Bosto che, al contrario, può finalmente specchiarsi nella sua grandezza. Finisce 1-0.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter