Violenza
06 Marzo 2026
Immagine illustrativa generata con IA
Lungo la linea della rimessa laterale, il pallone si ferma. Le voci si alzano. Poi, invece del fischio, uno schiocco secco: due schiaffi e un pugno al volto. In una domenica di provincia, durante una partita del campionato Under 17, in Sardegna, il terreno di gioco diventa lo scenario di un’aggressione contro un’ufficiale di gara: una ragazza di 17 anni. È successo nella sfida tra Nuova La Salle e Gioventù Sarroch del 28 febbraio 2026.
Secondo quanto emerge dai documenti ufficiali e dai resoconti giornalistici, l’aggressione si consuma al 4’ del secondo tempo. In distinta come assistente di parte, un dirigente della Gioventù Sarroch protesta in modo veemente per una decisione su una semplice rimessa laterale. La giovane direttrice di gara lo ammonisce. La reazione diventa verbale, scattano gli insulti, quindi l’espulsione. È a quel punto che, stando al provvedimento disciplinare, l’uomo “colpisce al volto con due schiaffi” l’arbitra e, mentre lei tenta di allontanarsi, la raggiunge con “un pugno”, provocando lesioni certificate in pronto soccorso con prognosi di 45 giorni. La gara viene sospesa. Alcuni tesserati della Nuova La Salle intervengono per bloccare l’aggressore e portare i primi soccorsi alla giovane ufficiale di gara.
Di fronte alla “estrema gravità” della condotta, il giudice sportivo territoriale della Lega Nazionale Dilettanti ha inflitto al dirigente il divieto di svolgere qualsiasi attività in ambito FIGC per 5 anni. Il provvedimento rimarca una serie di elementi aggravanti: il ruolo ricoperto dall’uomo, l’essere la vittima un ufficiale di gara donna e minorenne, il contesto giovanile che dovrebbe essere palestra di lealtà, correttezza e rispetto, e soprattutto i “futili motivi” alla base della reazione violenta. Contestualmente, alla Gioventù Sarroch vengono comminate l’ammenda di 1.000 euro, la perdita della gara per 0-3 a tavolino e la penalizzazione di 2 punti in classifica.
Nelle ore successive ai fatti l’Associazione Italiana Arbitri ha pubblicato un comunicato di ferma condanna sull’accaduto: «Colpire un arbitro rappresenta sempre un fatto gravissimo. Farlo nei confronti di una ragazza di 17 anni impegnata a dirigere una gara giovanile supera ogni limite di civiltà sportiva e umana. È inaccettabile che chi ricopre un ruolo educativo e di responsabilità nel mondo dello sport si renda protagonista di un gesto tanto vile quanto violento. Ancora più grave è che un episodio di questo tipo si verifichi su un campo di calcio giovanile, che dovrebbe essere innanzitutto luogo di formazione, rispetto e crescita. Non è più tollerabile assistere a episodi di violenza contro gli ufficiali di gara, soprattutto quando a subirli sono giovani arbitri. L’Associazione Italiana Arbitri chiede che fatti di tale gravità vengano perseguiti e sanzionati con la massima severità e che l’intero movimento calcistico, in tutte le sue componenti, assuma una posizione chiara e inequivocabile: la violenza non può e non deve trovare spazio nei nostri campi. In questa prospettiva, l’Associazione auspica la piena operatività dell’Osservatorio istituito con il Comunicato Ufficiale n. 272/A del 30 aprile 2025 sugli atti di violenza ai danni degli arbitri, affinché vengano promosse iniziative concrete e coordinate volte alla prevenzione e al contrasto di questo fenomeno. La violenza nei confronti degli ufficiali di gara rappresenta infatti una vera e propria piaga per il nostro movimento sportivo e si pone in aperta contraddizione con i principi di lealtà, rispetto e correttezza che costituiscono il fondamento dello sport e dell’attività calcistica. L’esempio deve partire proprio da chi ricopre ruoli di responsabilità. Dirigenti, allenatori, genitori e pubblico sugli spalti sono chiamati a promuovere e difendere i valori dello sport, contribuendo a creare un ambiente educativo e sano, nel quale il calcio possa tornare ad essere un luogo di crescita, formazione e rispetto reciproco. Chi educa attraverso lo sport ha il dovere morale e civile di trasmettere questi principi ogni giorno. Alla giovane collega va l’abbraccio, la piena solidarietà e il sostegno di tutta l’Associazione».
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