Under 16
10 Marzo 2026
LEONE XIII UNDER 16 ● Leonardo Ratti è l'incubo di tutti i rigoristi
Il parallelismo ormai è stato fatto milioni di volte: gli sportivi sono percepiti come gli eroi epici contemporanei, non solo per le capacità atletiche, ma anche per il continuo senso di resilienza e agonismo presenti in ogni partita. E se c'è un momento che più degli altri può essere assimilato agli antichi duelli, è sicuramente il calcio di rigore: il tempo sembra fermarsi, le squadre passano in secondo piano. L'attenzione è tutta per i due sfidanti, l'uno contro l'altro, come dei moderni Achille ed Ettore. Di norma, a vincere è chi tira. Ma le eccezioni esistono eccome: una su tutti è Leonardo Ratti, portiere del Leone XIII, che in campionato ha parato 5 dei 6 rigori che gli hanno calciato. Probabilmente, se ci fosse stato lui al posto di Ettore, gli Achei non avrebbero mai vinto.
Facciamo un po' di ordine. Si parte già dalla 1ª giornata: il Leone XIII è in vantaggio per 2-0 contro la Triestina quando, a pochi minuti dalla fine del primo tempo, gli alabardati hanno a disposizione un penalty. Un gol rimescolerebbe le carte in gioco e potrebbe avere un peso psicologico importante, soprattutto a ridosso dell'intervallo. Ma Ratti non si fa problemi: rigore parato e vittoria assicurata per i suoi, che chiudono con un netto 5-1. Passiamo alla 5ª giornata, alla delicata sfida contro il Bonola: Simonato fa doppietta in due minuti e porta avanti il Leone sul 2-0, poi Casella e Aaron Jara Gonzales (doppietta anche per lui) la ribaltano. Come se non bastasse, i gialloverdi hanno a disposizione un penalty per portarsi sul 4-2 e chiudere definitivamente i giochi. Sul dischetto va Pittelli, ma l'esito è lo stesso: Ratti si oppone e tiene in vita i suoi, che pareggiano pochi minuti più tardi con la punizione di Bresciani. La storia si ripete tre turni più tardi, anche se questa volta il risultato non è quello sperato: nella sfida alla capolista Ardor, la squadra di Pino si vede assegnare contro l'ennesimo rigore già al 9', a seguito di un contatto su Bisceglie. Ratti si tuffa sulla sinistra e intercetta la conclusione di Galzaignato, ma la fortuna non lo premia e non può fare nulla sul tap-in di Foggi. Finisce 3-1 per gli arancioneri.
Arriviamo così alla 12ª giornata, contro la Pro Novate. Come spesso accade con i rossoblù, la partita è una montagna russa di emozioni: la sblocca Brusadelli 12', poi succede l'inaspettato: calcio di rigore per la Pro Novate e... gol. Incredibilmente, Gabriele Franzone riesce a segnare dal dischetto a Ratti, l'unico in tutta la competizione a riuscirci. Ma non è finita qui: il Leone si porta sul 4-1, poi Izzia e Rigante accorciano le distanze e, sul 4-3, il direttore di gara indica ancora una volta il dischetto. Franzone si ripresenta sul punto di battuta, ma non può essere sempre Natale: questa volta Ratti lo ipnotizza e, insieme a Seghieri, consegna i tre punti a Pino con il punteggio mirabolante di 5-4. Infine ecco la sfida infrasettimanale contro l'Afforese, recupero della 19ª giornata. Solito rigore assegnato contro il Leone, solito risultato: sullo 0-0, Ratti neutralizza anche Brescianini e permette ai suoi di portare a casa un punto contro i gialloblù.
Cinque rigori parati su sei, si diceva. Significa che Ratti è riuscito a neutralizzare oltre l'83% dei penalty che gli hanno tirato. Chiaramente il campione preso in considerazione è troppo limitato per estrapolarne una statistica credibile e "ufficiale", ma è curioso come questo dato corrisponda a più del doppio della percentuale di Diego Alves (40%), il quale, con i suoi 28 penalty intercettati su 70, è il miglior portiere della storia in questo ambito specifico. Eppure, a sentire lo stesso Ratti, non sembra esserci un segreto particolare dietro al suo talento: «Non ho una tecnica vera e propria, come guardare il piede d'appoggio o la rincorsa. Provo a scegliere un lato fin dall'inizio e mi butto da quella parte, senza pensarci due volte; così da impiegare tutte le mie energie nel tuffo, senza dubbi o incertezze. In allenamento poi i rigori li proviamo raramente, anche se io e l'altro portiere (Bruno Senni, ndr.) ce li tiriamo spesso a vicenda».
Ma si sa, dagli 11 metri la tecnica conta relativamente. È più un gioco psicologico con l'avversario, una sfida di nervi con chi si ha davanti. E Ratti sa che il peso delle aspettative non ricade su di lui: «Prima che mi calcino contro un rigore, mi sento tranquillo. Anzi, mi carico ancora di più perché so di non avere responsabilità, e che se anzi lo dovessi parare, mi farebbero tutti i complimenti». Sono 22 i gol incassati dal portiere in 15 presenze, con 4 reti inviolate che lo collocano al 4º posto in questa categoria (davanti a lui solo Vaca Pangay dell'Ardor Bollate con 6 e i due portieri del Bonola, Dibari e Lucà, rispettivamente con 10 e 6). Sintomo che, oltre all'abilità da para-rigori, c'è molto di più: bravo in tuffo e in uscita bassa, Ratti se la cava bene anche con i piedi, visto che fino a pochi anni fa giocava fuori dai pali. Poi, però, il destino ha deciso di fargli indossare i guantoni, per la felicità dei tifosi del Leone. E, su questo siamo sicuri, per l'infelicità di tutti i rigoristi del campionato.