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Rivoluzionano il proprio settore giovanile, ora sono un punto di riferimento per il territorio

Investimento sulla Veo per i ragazzi dell'Offanenghese, prossimo anno match analyst e un responsabile tecnico-tattico

Giovanili, Offanenghese

GIOVANILI • Offanenghese

Il settore giovanile dell’Offanenghese, guidato da Fabio Carratta, segue un modello operativo basato sull'analisi dei dati e su una precisa struttura tecnica. La gestione, che comprende le categorie dall'Under 15 all'Under 17, non prevede obiettivi di classifica imposti dalla società, ma si concentra sul monitoraggio individuale. Carratta chiarisce: «Io non pongo mai obiettivi di classifica, perché se glieli ponessi mi sposterei su qualcosa che è imprevedibile. Io voglio controllare la crescita dei ragazzi: dobbiamo avere giocatori migliori di quelli che le famiglie ci hanno consegnato». A supporto di questo percorso, la società ha investito in tecnologie specifiche, come la videocamera Veo, e pianifica l’integrazione di sensori sulle scarpe per raccogliere metriche fisiche precise. La struttura poggia su un database tecnico-tattico che archivia lo storico di ogni giocatore.

«Quando si cambia tecnico, si avrà negli anni una scheda con lo storico degli infortuni, le caratteristiche atletiche e le informazioni tecniche. Questo dà alla società uno strumento per monitorarlo; io voglio lasciare tutto scritto», spiega Carratta, sottolineando la necessità di continuità informativa. La strategia prevede l’impiego dei calciatori sotto età, come il debutto di un 2011 nel gruppo Under 17, per accelerare la maturazione tecnica. Dalla prossima stagione l’organigramma si arricchirà con un match analyst e un responsabile tecnico-tattico per il settore giovanile. La prima figura svolgerà un lavoro collettivo e individuale attraverso tagli video sui singoli; il responsabile tecnico-tattico completerà il processo sul campo con esercitazioni mirate a potenziare i movimenti analizzati.

Si tratta di un metodo a 360 gradi che vede la collaborazione tra allenatore, match analyst e responsabile tecnico per costruire i giocatori del futuro con una didattica sartoriale. Il progetto si coordina con la prima squadra tramite la direzione di Urmi, puntando all’inserimento dei giovani. «Noi vogliamo 10/11 giocatori provenienti dal vivaio in prima squadra», afferma Carratta, citando i ragazzi già aggregati nelle scorse stagioni. L’Under 19 funge da filtro funzionale al passaggio ai senior. Con un passato in AlbinoLeffe e Cremonese, Carratta valuta i tecnici per la competenza didattica: «Quando scelgo un allenatore, guardo come allena, non i risultati ottenuti in passato». Questa metodologia punta a standardizzare il lavoro per garantire una crescita uniforme, trasformando il club in un riferimento tecnico capace di costruire valore nel tempo senza inseguire successi effimeri.

La presidenza di Daniele Poletti all'Offanenghese non è un semplice incarico gestionale, ma un ritorno alle origini che ha salvato il sodalizio dal rischio di chiusura. Classe 1977, Poletti ha ripreso in mano le sorti del club nel 2016, in un momento critico in cui la società, priva di una guida locale, rischiava di consegnare le chiavi al Comune. «È da una vita che sono a Offanengo. Mio padre Giovanni ha gestito il club negli anni Settanta e Ottanta, poi lo zio Ludovico negli anni Novanta», racconta il presidente. Un legame familiare profondo che ha imposto una ricostruzione radicale. «All'epoca dovevamo costruire tutto da capo. Se arrivavamo a cento tesserati, compresa la prima squadra, era tanto», ricorda Poletti. Con umiltà, ha colmato le proprie lacune tecniche avvalendosi di collaboratori esperti, capaci di mappare non solo il territorio di Crema, ma di estendere l'orizzonte alla bassa bergamasca, bresciana e al lodigiano.

Oggi, l'Offanenghese è un punto di riferimento dove l'atleta non è mai ridotto a numero. «Noi vogliamo essere professionali, convinti che questo approccio faccia la differenza», sottolinea Poletti, che ha curato con attenzione maniacale non solo le risorse umane, ma anche le strutture, dagli spogliatoi agli spazi dedicati a ogni singola squadra per garantire sessioni di allenamento di un'ora e mezza. La gestione Poletti ha saputo trasformare un vivaio deserto in una realtà competitiva in cui tutta l'agonistica disputa i campionati Regionali e la Juniores è protagonista nel torneo Élite, consolidando un modello di gestione che coniuga la tradizione familiare con una visione pragmatica e moderna della società sportiva.

Il settore giovanile dell'Offanenghese è il risultato di un decennio di pianificazione capillare. La società oggi gestisce un bacino che coinvolge oltre duecento ragazzi suddivisi tra le diverse categorie agonistiche e di base. Il presidente Poletti illustra così la struttura attuale: «Nel settore agonistico contiamo circa 65-67 atleti, che diventano novanta se includiamo l'Under 19. Per quanto riguarda l'attività di base, che parte dai nati nel 2013 fino ai 2021, seguiamo tra i 120 e i 130 ragazzi». Numeri che testimoniano una crescita costante in ogni fascia d'età, garantendo al club una continuità di presenze che era impensabile solo dieci anni fa.

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