UNDER 16 ACADEMY CASATESE MERATE • Alessandro Azzolina
«Nonostante tutto, adesso sono puramente concentrato a finire la stagione con la squadra e a prenderci il playoff». A pronunciare questa frase potrebbe sembrare un adulto, invece è un ragazzo di 16 anni: Alessandro Azzolina, attuale portiere dell'Academy Casatese Merate Under 16. Il giovane portiere ha vissuto un inizio di 2026 da montagne russe: dall'infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per più di un mese, facendogli perdere gare importanti per il campionato, alla chiamata in prova dal Lecco.
L'IDENTIKIT
Portiere alto 1.80, mancino ma bravo con entrambi i piedi, oggi Azzolina ha fatto della porta la sua passione, ma questo ruolo non è sempre stato il suo: «Ho iniziato a giocare ad otto anni nella squadra del mio paese, a Cernusco Lombardone; all'inizio facevo la punta, ma il mio giocatore preferito era Buffon. Un giorno il mister ci chiese quale fosse il nostro ruolo preferito: io scelsi la porta e da quel giorno è diventato il mio ruolo». Calcisticamente è cresciuto nell'ambiente di Merate, quindi è tutt'altro che un volto nuovo. Nell'annata precedente ha vissuto l'esperienza dell'Élite assieme a molti dei suoi compagni, ottenendo la salvezza e ricevendo proposte da altre società che gli avrebbero garantito un'altra annata nel massimo campionato regionale. Nonostante ciò, ha scelto di proseguire con la stessa casacca: «Ho preferito restare qui un'altra stagione perché conosco bene l'ambiente e non ero convintissimo delle altre offerte; con il gruppo e con il nuovo mister mi trovo molto bene». Lo stesso tecnico, Vincenzo Oliva, si è espresso in merito alla sua permanenza: «È un giocatore di grande valore, ci sta dando una mano preziosissima e ritengo che abbia tutte le carte per poter giocare sia in Élite che nei professionisti». La squadra di Oliva sta vivendo una buona stagione che li ha lanciati in pienissima lotta playoff. Nonostante tante frenate nel corso della stagione, ora si trovano a solamente un punto dal quinto posto. Tra queste frenate c'è stata anche un'emergenza in porta: Azzolina, a inizio girone di ritorno, ha subito un infortunio al dito durante un allenamento, che in primis gli ha fatto saltare la gara con l'Accademia Isola Bergamasca, chiusasi per 3-3. Poi c'è stato anche l'infortunio dell'altro portiere, Castelluccia, nel mezzo della gara con la Cisanese, che ha lasciato quindi i lecchesi senza portiere nel corso della partita.
L'estremo difensore è tornato a disposizione da poche gare, nel mentre è arrivata una grande sorpresa: la chiamata del Lecco. La società di Serie C lo ha richiesto in prova per un paio di allenamenti: «Sono stato felice della chiamata. Sui due allenamenti posso dire di essermi trovato bene con i compagni, con i preparatori è molto diverso rispetto a come sono abituato. Non è la prima volta che mi cercano: era già successo quando ero più piccolo, così come con il Monza quando erano in Serie C. Non si è fatto nulla perché sono molto scomode da raggiungere per orari e tempistiche. Sul futuro? Nonostante tutto, adesso sonopuramente concentrato a finire la stagione con la squadra e prenderci il playoff». Come accennato, in lui esiste una grande passione per il calcio e soprattutto per la porta: «Sono interista, ma da piccolo Buffon era il mio giocatore preferito: mi sono avvicinato alla porta così. Ad oggi guardo spesso le prestazioni dei portieri, il mio preferito attualmente è Muric: mi piace per la tecnica e per come si posiziona in porta» Come il portiere kossovaro, anche Azzolina gioca molto con i piedi e posizionandosi alto in fase di costruzione, spesso assaggiando il rischio, e ciò lo rende quasi un undicesimo giocatore di movimento: «So di essere bravo con i piedi e mi piace, nonostante il rischio; poi il mister mi vuole così, visto il nostro gioco ed io mi faccio trovare pronto.» Nel corso di questa stagione, complice ovviamente l'infortunio, ha totalizzato 13 presenze condite da ben 7 clean sheet.
IL PARERE DEL TECNICO
«È un ragazzo molto serio e focalizzato: dà sempre il massimo in ogni circostanza, anche prendere gol in allenamento lo innervosisce. Per noi è un elemento davvero importante, sia per le sue parate sia per il gioco che ci aiuta a costruire. Durante l'infortunio abbiamo sentito la sua mancanza. Per la preparazione è stata mia premura includerlo, in comune accordo con il suo preparatore, negli allenamenti di squadra invece di lasciarlo più isolato: i risultati si sono visti e sono contento della sua crescita e delle sue soddisfazioni», Vincenzo Oliva in merito.
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