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Under 15

Il «Pupi» di Garbagnate! Inizia a giocare a 11 anni e in tre stagioni all'oratorio strega l'Atalanta

Alla scoperta del treno Riccardo Valle: corre più veloce del tempo e prova con una big di Serie A

Valle del Garbagnate

OSL GARBAGNATE UNDER 15 • Riccardo Valle

C’è chi il calcio lo interpreta come una fuga dalla routine non troppo di primo pelo e chi invece, a 11 anni, lo ha iniziato a vivere come una missione. All'anagrafe Riccardo Valle, classe 2012, appartiene chiaramente alla seconda categoria. Professione, Terzino sinistro e treno fuori-velocità dell’OSL Garbagnate, Riccardo non è un terzino qualunque che sfreccia sulla corsia principale: è un concentrato di velocità, grinta e maturità, il quale non vuole far altro e che bruciare le tappe, e ci sta riuscendo. La sua storia è un’arrampicata rapida e costante. Iniziata solo tre stagioni fa proprio tra le fila dell'OSL, la scalata di Riccardo ha preso una piega decisiva l'anno scorso, quando si è ritrovato a fare il «pendolare» tra i suoi coetanei negli Esordienti e i 2011, nel calcio in cui il risultato inizia a contare, ovvero l'Under 14 Provinciale di Legnano. Sabato con i più grandi, domenica con i 2012. Un doppio impegno che avrebbe stancato chiunque, ma che per lui è stato la palestra perfetta, che ha messo le basi per farlo trovare prontissimo alla sua terza stagione ufficiale in carriera, spesa totalmente da sotto età nel campionato regionale con i classe 2011 di Giovanni Pisano. Ebbene sì, «El Tractor» di via Padre Vismara, ispirato a Javier Zanetti, inizia a muovere i primi passi a ben 11 anni, al primo anno di Esordienti conseguendo due annate in pre-agonistica, fino al debutto fulmineo. Il tutto a due passi dalla Chiesa dei santi Eusebio, che tramite il suo imperioso campanile annuncia la chiamata per un provino da parte dell'Atalanta.

IMPARARE DAI GRANDI

Oggi, Riccardo è il «piccolo» del gruppo nell’Under 15 Regionale di Garbagnate. Giocare sotto età in un campionato così fisico non è per tutti: all'inizio la fatica atletica si è fatta sentire, ma il carattere di Riccardo ha fatto la differenza. Mese dopo mese, ha preso le misure ai giganti più grandi di lui, trasformando la titubanza in adrenalina. I risultati di questo sacrificio non hanno tardato ad arrivare.

Quando giochi con quella fame e quella serietà, gli occhi degli osservatori si accendono inevitabilmente. E così è arrivata la chiamata che fa tremare i polsi: quella dell'Atalanta. Un provino con la «Regina» dei settori giovanili italiani, il riconoscimento che il lavoro duro paga sempre. «Se ti chiama una società come l’Atalanta, vuol dire che stai facendo bene», dice Riccardo, con la saggezza di un veterano, pur sapendo che il traguardo è ancora lontano.

EL TRACTOR

Se gli chiedi a chi si ispira, Riccardo non ha dubbi: Javier Zanetti. Non un idolo fatto di finte superflue, ma un esempio di leadership, integrità, umanità e completezza. Proprio come la storica bandiera dell'Inter, la sua squadra del cuore, Riccardo vuole essere un leader totale. La sua velocità è l'arma letale sulla fascia, ma la sua vera sfida è interna: imparare a non farsi trascinare dalle provocazioni, restare lucido nel turbine della partita e perfezionare quei cross che per un terzino moderno sono il pane quotidiano.

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La duttilità è quella, il piede anche e l'abnegazione per i compagni non manca per nessuna ragione al mondo. Dimostrazione? Nella sfida con l'Accademia Lazzate, il numero 3 ha composto passando un test a pieni voti, la coppia difensiva centrale, adattandosi ad un ruolo molto più spregiudicato per il bene della sua squadra. Nella domenica 5 ottobre 2025 ha realizzato un altro grande obiettivo bramato, segnare il suo primo gol a livello agonistico e farlo in una partita rocambolesca aiutando i rossoblù a conseguire i tre punti contro il Gavirate, rende tutto ancora più magico. 

PAPÀ C'È SEMPRE

Dietro lo scatto bruciante sulla fascia, c’è un ragazzo che sa chi ringraziare. C’è papà, che non ha perso un solo minuto di una sua partita, diventando l’ombra silenziosa e costante del suo percorso. C’è il tecnico Pisano, il tecnico che ha avuto il coraggio di gettarlo nella mischia dei Regionali sotto età, credendo in lui prima di chiunque altro, per sostenere un obiettivo arduo come quello della salvezza, ormai alle battute finali. 

Ovviamente non mancano i compagni, quella squadra che lo mette ogni domenica nelle condizioni di spingere e sognare. Il sogno nel cassetto? L’esordio in Serie A. La strada è lunga, ma Riccardo ha già dimostrato di avere sogni troppo grossi per dormire. Per ora, il «Pupi» di Garbagnate Milanese continua a correre, con la grinta di chi sa che ogni allenamento è un centimetro in più verso un futuro radioso.

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