Cerca

Under 17

La rivincita è nuovamente servita! Piegano la storica rivale e consolidano il secondo posto

La Sestese disarma la Cedratese nell'ennesimo atto di una saga infinita

Luca Frondella, attaccante della Sestese

UNDER 17 SESTESE • Luca Frondella

Vero: è stata la settimana del derby di Milano. Verissimo: ha indubbiamente attirato a sé le luci dello show. Altrettanto certo: ha distratto il calcio dei pochi. Perché ha colorato una città intera di due soli colori. Perché ha (forse) riaperto un campionato che sembrava già deciso, ferocemente indirizzato verso un'unica sponda di cielo. Perché ha particolarmente riaffermato la centralità del Diavolo sul prato di casa sua (e di nessun altro), mentre ha rimodulato le certezze di un Inter troppo sicura del suo charme. Ok, al Milan le copertine della Serie A, del mondo e della domenica sportiva. Ma il sabato di fùtbol (quello "dei pochi", per intenderci) ha altresì regalato emozioni folli. Uniche, intatte, eteree. Ponendo nuovamente al centro del villaggio una rivalità altrettanto acuta, forte di un corso e ricorso storico continuo, che tuttora strappa le righe più dolci. Quella tra Cedratese e Sestese: "La" partita, come gli appassionati amano etichettarla. E come i protagonisti amano...giocarla. Il motivo? Bisogna fare un passo indietro. Poi, uno oltre. Che ci proietterà verso l'atto consumatosi lo scorso sabato. L'atto della verità? Chissà. Altro che derby di Milano...

 

UN CONFRONTO EPICO

 

Stagione 2024/2025. Campionato Under 16. Laddove il domani prende forma e lo sforzo assume senso. Del resto, c'è un futuro da scrivere e un calcio da bagnare dei propri colori. Chi fa la prima mossa, in purezza, guadagna terreno sulla concorrenza. La geografia del Girone A, ad esempio, trova in due realtà antistanti un porto sicuro. Per lo spettacolo e per la combattività. Per il presente e per quel che sarà. Proprio così. Da una parte, come noto, la Cedratese. Allenata da Paolo Fera, guidata sul verde da un quartetto sinergico e talentuoso: parla la lingua del gol. Al pari di una filastrocca: Biffardi, Marangoni, Capobianco, Astone. Finiranno tutti in doppia cifra. Poco male. La squadra, però, è robusta in ogni dove. Ha spirito e identità. E, difatti, concluderà l'anno con 72 punti, 22 vittorie, ben 106 gol realizzati e soli 28 incassati. Sembrano numeri videoludici, belli e impossibili, difficilmente replicabili. O almeno, pare.

Perché, nel varesotto, un'altra realtà ben decide di mettersi l'elmetto. Di costruire bellezza. Di pensare l'immenso e bramare ciò che vige oltre esso. Parola della Sestese. Al cui timone c'è Paglia, nei cui equilibri si affermano con orgoglio massimo altri quattro assi spessi. Anch'essi capaci di chiudere con 10 o più firme. Al pari di una filastrocca, parte due: D'Andrea Picconi, Piazza, Alberio, Pedrini. Musica in versi: aggiungeranno caos al caos. Come? Così: i biancoblu eguagliano il bottino della duellante. Percorso copia-carbone: stesso bottino (72 punti), simil numero di conquiste (23), pressoché simbiotica raccolta-gol fatti (103) e subìti (36). Insomma: hanno detronizzato chiunque ambisse allo scettro. Hanno monopolizzato un torneo ricco di concorrenza. E hanno esportato splendore ad ogni latitudine. 

Anche quando poste l'una contro l'altra. No: non si sono risparmiate. Per niente. Ma no: non si sono nemmeno annullate reciprocamente. Anzi: i due scontri di regular season hanno visto trionfare una sola sponda del fronte. Radica i suoi perché a Gallarate, nel basso varesotto, dove lo scorrere è vivido e dove il tessile conserva ancora parecchia centralità fisica ed economica. Ecco: Fera ha lì tessuto il suo capolavoro calcistico. Primeggiando in casa (3-1), dominando in trasferta (0-4), legittimando status e sogni. Uno ad uno, senza indugio e senza remore. Per guadagnarsi, di diritto e di rovescio...presente e quel che sarà. Davvero.

 

"SEMBRA UN DERBY DI COPPA..."

 

Presente, misto a quel che sarà, uguale: arriva il capitolo tre della saga. Scritto, prodotto e interpretato dai medesimi protagonisti, sulla falsariga dei due precedenti. Normale assistere allo spettacolo, quando nessuno (ma proprio nessuno) vuole leggere la storia da semplice figurante. Entrambi gli autori affilano le penne. Vogliono scriverla, la storia. Vogliono viverla. Vogliono vincerla. Perderla significherebbe - inevitabilmente - perdersi. Ma prima di decretare principi e Re, serve necessariamente passare dallo spareggio. Logico, avendo finito a pari punti, incrociare nuovamente gli sguardi. Chi se non loro, per azzannare le cerchie dell'Elite? Ci hanno provato Sedriano e Rhodense...senza successo. Semplicemente, Cedratese e Sestese sono state troppo per chiunque. A loro la pedana, allora.

Ma solo a una la corona. Ai primi. E nella maniera più incredibile. La finalissima, il Superclassico alla Ernia (chiamatelo come volete) finisce 3-2 per i gallaratesi. I marcatori? Due della premiata ditta (Biffardi e Rosberti) e una freccia dell'arco (Zanardelli). Lato biancoblu, rimane solo il tempo dei rimpianti. Che né ChiaBottoglia riescono a spezzare. Persisterà con margine e rivendicherà i suoi spazi. Quantomeno, fino alla stagione successiva. La classe 2009 varesotta è dura da affossare. Riemergerà. E riemergerà permeata di quella tenacia lì. Quella che, solitamente, anima le grandi rincorse. 

 

ORA CI SIAMO: LENTE SULL'OGGI

 

Rivincita, difatti, sarà. Contesto, prima. L'annata Under 17 riparte dal blocco regionale. Sponda Cedratese, al timone resta Paolo Fera. Lato Sestese, sale in cattedra Paolo Marchiorato. Cosa cambia? Tanto, se non tutto. L'unica cosa che mantiene eguali le misure...è il nome dei due tecnici. Perché i biancazzurri latitano a centro gruppo e non riaffermano la propria unicità. E perché i biancoblu, al contrario, mantengono alte le percentuali. Insediando prontamente il secondo posto, dopo 10 partite e per le successive 18: D'Andrea Picconi e compagni, difficoltà a parte, sono sempre lì. Sì a -13 dall'Ardor Lazzate capostipite del Girone A, ma altrettanto certi del proprio status di vice-potenza. Consequenzialmente, marcheranno il gap con la storica controparte. Quella che, giusto un anno fa, privava l'Under 16 del titolo di categoria. Quella che quest'anno, invece, fatica un po' di più. Proprio vero: è cambiato il mondo.

Completamente ribaltato dal campo, che ricongiungerà i cammini delle due squadre in pieno novembre. Viale Lombardia apparecchia la tavola. Presto gremita e grondante, di sogni e di relativi campioni. Di campioni e di relativi sogni. Iconici per la Sestese, che strappa con Picconi (tanto per cambiare) e canta sulle note di...Facchinetti. Capobianco illude i desiderata cedratesi: finisce 2-1, finisce così. Eppure, la testa di entrambe va già al ritorno del prossimo marzo. Che arriva in un attimo. E che...ribalta nuovamente le luci dello show. I gallaratesi, nel frattempo passati di mano (Bottone al posto di Fera), hanno ritrovato brio e forma, pur restando lontani dalla zona playoff. L'alter ego, come anticipato, si fregia di un virtuale argento iridato. Per l'oro del testa a testa sarà questione di...attimi, anche qui. Finirà sul collo della stessa Sestese, che lo scorso sabato - a due istantanee dal derby di Milano - ha parzialmente riequilibrato lo score della rivalità. Come? Beh, chiedetelo a Frondella: ha ribaltato da solo l'iniziale vantaggio avversario. Nella sua tana. Non più così impossibile da fare propria. Lo ha detto il manto verde, che ne ha combinata un'altra delle sue. Cedratese-Sestese, però, resterà sempre la sua invenzione migliore.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter