Under 16 Élite
17 Marzo 2026
UNDER 16 ÉLITE VARESINA • GABRIELE CUTAIA
Dimenticate i tempi di adattamento e le prudenze tattiche: Gabriele Cutaia non sa cosa siano. Solo dodici mesi fa il suo nome era il segreto meglio custodito dei campionati regionali comaschi, un centravanti da oltre quaranta gol a stagione che sembrava giocare un altro sport rispetto ai coetanei. Oggi, quel «Toro» silenzioso che ha lasciato l'Ardita Cittadella per la corazzata Varesina è diventato l'incubo dei difensori dell'Élite. Non è solo una questione di numeri — anche se i 15 centri stagionali pesano come macigni — ma di impatto emotivo. Sabato scorso, contro l'Ardor Lazzate, Cutaia ha messo in scena il suo intero repertorio: una rimonta firmata con un colpo di tacco da fuoriclasse e un gol di rapina che successivamente è costato anche una testata fortuita con un compagno, ma che ha riportato l'entusiasmo della capolista ai livelli di inizio anno. È la storia di un'ascesa verticale che non accenna a fermarsi, il racconto di un numero 10 che ha preso il vizio del gol dal suo idolo Cutrone e la fame della scalata da Gabrielloni, portando la Varesina a un passo dal traguardo più prestigioso.
Per capire chi è Cutaia bisogna guardare ai suoi riferimenti. Non le stelle internazionali, ma Alessandro Gabrielloni, il simbolo del Como che ha scalato le categorie dai dilettanti alla Serie A. Gabriele sta seguendo lo stesso spartito: 41 gol nei Regionali l'anno scorso e già 15 con la maglia della Varesina. «A inizio stagione ero quasi preoccupato di non trovare spazio», confessa con la sincerità dei grandi, «mi ero posto l'obiettivo di 20 gol». Un traguardo che ora sembra realisticamente raggiungibile visto che mancano ancora cinque partite di campionato, a conferma che quando hai il gol nel sangue, il salto di categoria è solo un dettaglio burocratico.
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La scommessa di Venegono Superiore su di lui è stata totale. E Gabriele ha risposto dominando non solo tra i suoi coetanei, ma lasciando il segno anche nell'esordio con l'Under 17 Élite contro il Sant'Angelo: entra sullo 0-0, si procura la punizione da cui nasce il gol del vantaggio e raddoppia poi i conti con un'incornata vincente. Il «Toro» non teme il peso della maglia, lo usa come armatura.
L'ultima dimostrazione di forza è arrivata nel match contro l'Ardor Lazzate. Sotto di un gol dopo soli quindici minuti, la Varesina ha rischiato di sbandare, ma ha trovato nel suo bomber il faro per uscire dalla tempesta. Il pareggio è un capolavoro di coordinazione: cross di Gurzi e una deviazione di tacco fulminea sul primo palo che ha gelato la difesa avversaria. Il raddoppio, invece, è stato un inno al cinismo. Una ripartenza fulminea chiusa da un tocco sottomisura dopo l'assist di Vitale. Uno scontro di gioco nell'esultanza con Targa gli ha impedito di festeggiare come avrebbe voluto, ma il messaggio era stato inviato: la crisi di metà stagione è alle spalle e l'entusiasmo è tornato quello dei giorni migliori. Ad archiviare la pratica ci ha pensato poi lo stesso Vitale per il 3-1 definitivo.
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Dopo un girone d’andata chiuso a +12, la Varesina ha dovuto gestire il ritorno delle inseguitrici, arrivate col coltello tra i denti. Ma per un ragazzo cresciuto con i valori dell'Ardita Cittadella, la pressione è solo benzina. «Le altre squadre giocano dando tutto contro di noi, ma ora siamo tornati quelli dell'inizio», assicura Gabriele. Con la media realizzativa di un cecchino e una leadership che si rafforza ogni domenica, Cutaia è pronto per le fasi finali. La Varesina ha trovato l'uomo della provvidenza, un ragazzo riservato fuori dal campo ma capace di trasformarsi in una furia agonistica appena sente il fischio d'inizio. Se il percorso di Gabrielloni insegna che sognare non è vietato, quello di Gabriele dice che il bello deve ancora venire.