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Under 17

Meglio della Premier! Il diez ne fa tre e i rivali sfiorano una rimonta pazzesca

Di Cataldo a raffica sul Rovagnate; e la Speranza Agrate vince 5-3 una partita splendida

Leonardo Di Cataldo, fuoriclasse della Speranza Agrate

UNDER 17 SPERANZA AGRATE • Leonardo Di Cataldo

Essere fatti per quella determinata cosa. Quanti, effettivamente, possono fregiarsi di questo vanto? Pochi. O, meglio: pochissimi. È una ristretta cerchia di grandezza, quella che - in ogni tappa del percorso - può e sa rivendicare doppiamente la sua forza insita. A tal punto da rendere tutto così semplice, anche quando - di semplice - vi è ben poco. O, meglio: pochissimo. Se volete un esempio pratico, spostiamoci nei pressi di Via Archimede 2. La tana della Speranza Agrate...e di una speranza sportiva che, da mesi a questa parte, elargisce calcio ad ogni latitudine. Generalità, prima di iniziare. Nome, Leonardo. Cognome, Di Cataldo. Professione: numero dieci. In purezza. Altrimenti quanto disegnato contro il Rovagnate la scorsa domenica non avrebbe alcun fondamento scientifico. D'altronde, quando uno è fatto per quella cosa lì...

 

IL BALLO DELLE INCERTEZZE

 

Quello di Ultimo e della sua penna ariosa? No, ma ci siamo vicini. Perché i rossoverdi, dopo la Caporetto di Cantù, hanno obbligatoriamente dovuto «guardarsi dentro». E sistemare «qualche abitudine». In primis, quella di scivolare sempre sugli stessi limiti. Vietato. Soprattutto adesso, che le stelle alzano il pressing dell'attesa: siamo a ridosso del traguardo e ogni passo vale triplo. L'obiettivo? Ritrovare subito spirito, quadra e brio offensivo. Prerogative che, sia nella gioia che nel dubbio, hanno ben contraddistinto il gruppo di Vergani. Ora terzo a pari merito con il Sondrio, eppure ancora in lizza per un ulteriore slancio di classifica. La vetta dell'Academy dista 7 punti (impossibile, però...), il secondo posto del Seregno è lì a due lunghezze. E settimana prossima c'è lo scontro diretto...

Calma: un passo alla volta. Piuttosto chiediamoci: come ci arriverà il gruppo al momento più atteso? A giudicare dal risultato di domenica, bene. Ha sradicato le resistenze di un Rovagnate tutto fuorché scontato da scalfire, per poi tramortirlo sulla sirena dei 24. E il bello è che i biancorossi di Capello erano reduci da tre vittorie nelle ultime quattro partite, con annesse prestazioni roboanti: in ordine il 7-2 rifilato al Penta Piateda, il 2-6 di Meda e il tachicardico 2-1 relegato alla ColicoDerviese. Poi? Poi hanno conosciuto Leonardo Di Cataldo. Rieccolo qui, l'oro di Agrate. Che, contro i biancorossi, ha probabilmente sfoggiato la sua miglior versione. Senza tempo e lontano dallo stesso. «Altrove», letteralmente: fa un altro sport. Guardate: apre il match, lo chiude, nel mezzo lo rifinisce. Nessun errore: ha confezionato una tripletta candida (all'andata ne fece due), la prima del suo splendido torneo. Ora è a quota 17 gol. E scorge big come Jalal Darfaoui (virtuale capocannoniere con 22 reti) e lo stesso rovagnatese Samuele Beretta. Anche lui fermo a 17...fino a quando non ha deciso di riportare in vita i suoi. Avete capito bene: l'iniziale 4-0 della Speranza (insieme al diez sigillo di Ceresa) verrà seguito da una serie di capriole cinematografiche. Come fosse la Premier League.

 

NO ANSIA: ADRENALINA

 

Uniti in cerchio per definire l'orizzonte. Con lo sguardo complice, libero, a tratti teso ma vivo. E con la presenza. Fisica, vera, anche se affannata dal momento e sovrastata dal brivido. Anima e corpo sul palco: inizia la seconda parte dello show. Ansia? No: adrenalina. Pura e tangibile, come la reazione che il Rovagnate disegna sulle tele di Via Archimede. Eureka! L'iniziale poker non spaventa nessuno. Beretta in primis. A lui, adesso, la licenza di uccidere: segna due gol e applica il primo principio della sua legge. Veloce refresh delle statistiche: siamo a 19 reti. Non male. Ma non abbastanza. Ne cercherà presto altri.

Non ad Agrate, però. Dove i riflettori sterzano gradualmente su un terzo incomodo. Il meno atteso, forse. Il più incisivo, a conti fatti: i biancorossi trovano un clamoroso 4-3. Punge Panzeri, al sesto sigillo stagionale, e il duello si infiamma. Inevitabile. Vergani riassapora il vuoto, Capello capta odor d'impresa. Spartito, completamente ribaltato: la musica rossoverde cala nel graffio, quella delle casse lecchesi riverbera martellate di bellezza. Sarà così fino alla fine, senza esclusione di colpi. Poi? Poi, come il migliore dei dejà-vu...il Rovagnate sbatte su Di Cataldo. Ancora e ancora. Il One Man Show che torna a strappare le luci del mondo. Così: sigla l'hat-trick, confeziona l'ombrellino del long-drink, scrive 5-3 a referto. E la Speranza...casca negli occhi del suo dieci. Ora coincide tutto.

 

IL TABELLINO

 

SPERANZA AGRATE-ARS ROVAGNATE 5-3
RETI (4-0, 4-3, 5-3): Ceresa (S), De Pra (S), Di Cataldo (S), Di Cataldo (S), Di Cataldo (S), Panzeri (A), Beretta (A), Beretta (A).
SPERANZA AGRATE (4-3-3): Fachera 7, Barberio 7, Tornaghi 7 (46' st Besana sv), Ceresa 7.5 (43' st Manco sv), Scarioni 7, Valdivia 7, Amodeo 6.5 (34' st Tavella sv), Perego 6.5, De Pra 7.5 (28' st Crippa 6), Di Cataldo 9, Lauritano 7 (25' st Volpe 6). A disp. Lofrese, Cogliati, Laccetti, Massa. All. Vergani 7.5.
ARS ROVAGNATE (4-3-1-2): Sinigaglia[09] 6.5, Ripamonti 7 (36' st Bonfanti sv), Nava 7 (1' st Giussani 6.5), Cagliani 6.5, Ghezzi 6.5, Berisha 7, Panzeri 7.5 (31' st Drioua 6), Gouba 7 (36' st Sherzad sv), Beretta 8 (43' st Origo sv), Sala 7 (40' st Sango sv), Perego 7 (1' st Riboldi 6.5). A disp. Giussani, Stanizzi. All. Capello 7. Dir. Losa.
ARBITRO: Pessina di Seregno 6.5.

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