Under 16 Élite
17 Marzo 2026
UNDER 16 ÉLITE VIS NOVA • Davide Comità
Ci sono giocatori che si leggono sul tabellino e altri che si misurano con il cronometro. Lui appartiene a entrambe le categorie, ma per capire davvero il suo impatto bisogna guardare dove si trova quando la palla scotta. È il braccetto sinistro che non accetta di restare confinato nella propria metà campo, il mancino che trasforma una fase di possesso in un assalto aggiunto, sovrapponendosi con la fame di un’ala. Con oltre 1400 minuti nelle gambe e una soglia del dolore che lo ha visto rientrare da uno strappo in tempi record, è diventato il fattore imprevedibile di una squadra che ha riaperto ufficialmente la caccia al primato. Non chiamatelo solo difensore: è un equilibratore coraggioso, capace di stringere i denti contro tutto pur di non far mancare il suo apporto in un Girone B che non concede pause. Domenica, nel tennistico 6-1 sulla Solbiatese, è arrivato anche il terzo sigillo stagionale. Posto giusto al momento giusto? Forse più una buona dose di “fattore C”. Fattore Comità. Dalle battaglie giocate sotto età con i 2009 alla leadership attuale tra i suoi coetanei, la crescita di Davide è uno dei manifesti di una Vis Nova che non vuole smettere di sognare il sorpasso.
Domenica contro la Solbiatese è arrivata una prova di forza collettiva, ma il gol di Davide ha avuto un sapore particolare. Non è stata una marcatura da copertina. «Praticamente su una punizione la palla è arrivata da sinistra verso destra, un compagno l'ha rimessa in mezzo e su quella torre la palla mi ha colpito in pieno mentre stavo già cadendo con mezzo corpo in morta», racconta Davide in preda alle risate. «Ero steso lì a un passo dalla rete e non avevo capito subito, poi mi sono trovato quattro persone sopra a festeggiare».
È il suo terzo centro stagionale, un bottino niente male per chi di mestiere deve difendere. Ma Davide non è un giocatore statico. «L'anno scorso ne ho fatti quattro, se contiamo quello in finale. Più in generale piace molto quando vado in sovrapposizione e salto l'uomo. Quel momento lì mi gasa particolarmente». Questa propensione offensiva nasce dal suo passato da esterno, trasformata poi in dote preziosa da braccetto nella difesa a tre.
Ciò che impressiona di Comità è la tempra mentale. La sua stagione era iniziata in salita a causa di uno strappo al quadricipite. «Dovevo stare fuori due mesi, ma ho recuperato in tre settimane», spiega sottolineando un attaccamento alla maglia non così comune per un classe 2010. Anche adesso, nonostante una fascite che lo punzecchia come l'arsura da cui viene colta la gola in un pomeriggio d'agosto, lui continua a non fa un passo indietro. È un momento troppo importante della stagione. Questa solidità gli ha permesso di essere il quinto giocatore più impiegato del gruppo. «In difesa mi trovo bene, soprattutto quando ho due compagni solidi dietro come quelli su cui posso contare ora. Quando ci sono loro, io posso salire tranquillo e staccarmi in avanti».
Le sue caratteristiche non sono passate inosservate anche agli occhi del tecnico Elio Garavaglia, selezionatore della Rapp Under 16. In questo contesto, Davide viene spesso sperimentato in ruoli diversi, come il quinto di sinistra. «A me la Rappresentativa piace molto. Il mister è tosto, mi mette sotto pressione. È un ruolo che sento di poter ricoprire bene». Non è la prima volta che si confronta con contesti superiori. Già negli anni passati ha vissuto frazioni di stagioni venendo aggregato al gruppi dei classe 2009, accumulando un'esperienza che oggi lo rende un leader consapevole tra i suoi coetanei. Quest'anno, ha anche esordito in Coppa Under 17 Élite, giocando l'intera gara con i più grandi. «Giocare con loro mi ha aiutato tanto, ti dà una marcia in più».
Il suo percorso è fatto di gavetta e rivincite. Cresciuto nello Schiaffino fino all'ultimo anno del calcio a 9, passa poi in pianta stabile in quel di Giussano, alla Vis Nova con il salto nell calcio a 11. Ora, con la maglia delle baby lucertole, sta vivendo un sogno chiamato potenziale primato: la classifica dice -3 dalla Varesina e il campionato è apertissimo. «Lo abbiamo riaperto. Quest'anno ce la possiamo ancora fare. Siamo sempre lì sul filo del rasoio». La mentalità dello spogliatoio è chiara: non sottovalutare nessuno. «In spogliatoio ci diciamo sempre che sono tutte difficili. Domenica con Nico (Niccolò Gigli) a fine primo tempo siamo andati subito a guardare i risultati degli altri». Se la Vis Nova riuscirà nell'impresa, molto passerà dal coraggio di quel braccetto col vizio dell'attacco.
