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Under 15

A 14 anni fa già la differenza! Si ispira a Dybala, gioca con i più grandi e ribalta la partita

Quattordici gol in 20 partite nella sua categoria, ora il classe 2011 fa doppietta da sotto età

Aquilini Mario Rigamonti

UNDER 15 MARIO RIGAMONTI • Michele Aquilini

Ci sono momenti in cui bisogna solo aspettare, osservare, capire quando è il momento giusto per colpire. Come un’aquila che vola alta nel cielo, paziente, finché non vede la sua occasione. Michele Aquilini domenica ha fatto proprio questo: è rimasto in attesa, ha studiato la partita e quando è stato chiamato in causa ha puntato la sua preda... colpendo con precisione e freddezza. Entrato a gara in corso nella sfida Under 16 Élite con il Caravaggio, quarta forza del campionato, il giovane classe 2011 ha avuto un impatto devastante: prima il gol del 3-2, riaccendendo entusiasmo, fiducia e poi ha chiuso i conti con il definitivo 4-2. Due zampate da vero attaccante, quello capace di farsi trovare pronto nel momento decisivo. Un impatto immediato, di quelli che non passano inosservati, considerato anche il livello dell'avversario e l'importanza della sfida.

UN PERCORSO CHE PARTE DA LONTANO

Dietro una prestazione così, però, non c'è solo il talento. C’è una storia fatta di primi calci al pallone, di passione genuina e di crescita passo dopo passo. Michele ha iniziato a giocare al Violino, l’oratorio vicino a casa, dove tutto nasce per divertimento, tra amici e spensieratezza. Poi il passaggio in diverse località (tra cui un anno al Cellatica e uno alla Pavoniana), fino ad arrivare alla Mario Rigamonti, diventata ormai casa da cinque anni. Il suo percorso è stato costruito con costanza, alimentato da una passione che ha radici profonde: «Ho iniziato a giocare perché mio papà mi ha trasmesso l'entusiasmo per questo sport, e col tempo ho iniziato ad amarlo sempre di più.» Parole semplici, ma che raccontano quanto il calcio, per lui, sia qualcosa di autentico. 

TRA SOGNI, IDOLI E MENTALITÀ

Come tanti ragazzi della sua età, anche Aquilini guarda in alto e si ispira ai grandi. Il suo punto di riferimento è Paulo Dybala, simbolo di tecnica, fantasia e imprevedibilità, e bandiera della Juventus, squadra per cui tifa fin da piccolo. E se l'idolo è chiaro, lo è anche il sogno: «Il mio sogno sarebbe giocare in Serie A.» Un obiettivo importante, che richiede lavoro, sacrificio e continuità, ma giornate come quella di domenica dimostrano che la strada intrapresa, per puntare in grande, è quella giusta. La doppietta con il Caravaggio non è un episodio isolato, ma si inserisce in una stagione già molto positiva. Sono infatti 14 i gol realizzati con i suoi coetanei: numeri che testimoniano una crescita costante e una presenza sempre più decisiva sotto porta. Sono queste le prestazioni che non sono passate inosservate e che hanno permesso a Michele di essere chiamato a dare una mano alla categoria superiore, l'Under 16 Élite. E anche lì, come abbiamo visto, ha riposto presente. Ma c'è un obiettivo chiaro che va ben oltre i numeri: «Voglio aiutare la squadra a raggiungere il campionato Élite.» Una dichiarazione che racconta ambizione, ma soprattutto spirito di squadra. 

Se i gol raccontano il talento, le parole raccontano la persona. E in quelle del bomber granata emerge chiaramente quanto sia forte il legame con la squadra: «Mi trovo molto bene con i compagni e ho anche un bel rapporto col mister, che riesce a tirarmi su di morale quando non sto giocando la mia migliore partita.» Un gruppo unito, in cui crescere insieme e affrontare anche i momenti difficili. E dopo una giornata da protagonista, non si dimentica di pensare al gruppo: «Ci tenevo a ringraziare i miei compagni per avermi aiutato a fare questi gol.»

Come un’aquila che ha appena spiccato il volo, Michele Aquilini ha mostrato di avere istinto, talento e fame, qualità che fanno la differenza nei momenti decisivi, ma che trovano il loro valore maggiore quando sono messe al servizio del gruppo. La strada è ancora lunga, fatta di allenamenti, sacrifici e nuove sfide, ma partite come questa lasciano il segno. E mentre lui continua a volare alto, ha dimostrato che quando arriva il momento, sa esattamente come colpire.

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