Under 16 Élite
18 Marzo 2026
VIRTUS CISERANO BG UNDER 16 ÉLITE • Giacomo Bresciani con i suoi gol sta facendo impazzire la regione e non solo
Ma cosa succede esattamente quando, dannatamente in stato febbrile, vi scivola il termometro per terra? Semplice: il vetro si rompe e quella saetta rossa, chiamata mercurio, si muove alla velocità della luce, decomponendosi in infinite quantità di sfere piccolissime, facendo perdere vista e controllo a chi cerca senza risultati di acchiapparlo. Questo è l'esempio perfetto dell'avventura - o disavventura, a seconda dai casi - che le difese del girone C di Under 16 Élite, e non solo, hanno provato nel cercare di fermare il «mercurio» di Comun Nuovo, all'anagrafe Giacomo Bresciani. Il classe 2010 della Virtus Ciserano, nonché capocannoniere del girone e della categoria, con ben 24 gol in 24 partite, è letteralmente il gioiellino che sta rompendo gli equilibri di tutta la Lombardia. Professione? Nasce cestista e diventa una punta di diamante, con un vizio del gol incontrastabile. Fede calcistica? Atalanta. idolo? Neymar. ma per descrivere il talento di Giacomo, sviscerare solo queste curiosità, sarebbe davvero il minimo. Andiamo alla scoperta del goleador della squadra di Grigis, a 4 punti dalla vittoria matematica del girone e con l'obiettivo già prefissato di aggiudicarsi il titolo regionale, dopo i calci di rigore «mentirosi» dello scorso anno e un Trofeo Galbiati giocato da grande squadra, interrotto per la lotteria dei rigori ai quarti di finale contro il Renate. Insomma, ad oggi, quella della Virtus è una stagione condotta da squadra professionistica travestita da dilettantistica. Ma come diceva Ligabue, nel suo album: Arrivederci, mostro!, «Il meglio deve ancora venire».
Sì, il percorso di Bresciani all'interno del mondo del calcio inizia a sei anni. Ma, dietro a questo nuovo amore acceso per il pallone di cuoio, c'è la palla a spicchi. Giacomo inizia a fare sport affacciandosi al basket per via della sorella, ma dopo pochissimo tempo capisce in che direzione deve andare il suo futuro, grazie ai suoi amici, i quali giocavano e parlavano 24 ore su 24 solo di quel maledetto sport. La sua avventura con calzettoni e scarpini nel borsone, inizia nella squadra del suo paese: il Comun Nuovo. Al nono anno di età arriva la chiamata della Virtus Ciserano, la quale si accorge del talento cristallino del piccolo Giacomo. Per lui la Virtus è più di una casa, un amore a prima vista: «Da quando sono alla Virtus, ormai da sei anni, e mi sono sempre trovato benissimo».
Tra la scorsa stagione e gli ultimi anni passati, ha attirato parecchi interessamenti da parte delle squadre professionistiche del bergamasco, la prima è stata l'Albinoleffe, che sin piccolo e anche nel corso della scorsa stagione ha mosso interesse verso il baby bomber, il quale in quel di Zanica ha svolto due provini in carriera. L'altra, invece, non ha bisogno di troppe presentazioni, ovvero la dea dell'Atalanta, anche la sua squadra del cuore. Giacomo ha svolto un provino in nerazzurro, nel corso della stagione scorsa, con il cuore a mille e la positività di aver arricchito il proprio bagaglio culturale calcistico, delle gran belle esperienze, davvero significative.
La svolta per il «mercurio» 2010, da lui stesso dichiarata, ha un nome e un cognome: Luca Cavalli. Fino a due stagioni fa, Giacomo viveva un momento di incertezza, confinato nel ruolo di esterno in un 4-3-3 che faticava a valorizzarlo e che lo vedeva spesso spettatore dalla panchina. Tuttavia, il cambio di modulo e lo spostamento a punta destra nel 4-3-1-2 hanno agito come un vero catalizzatore. I numeri parlano chiaro: una prima parte di campionato - quello scorso - travolgente, segnata da una media realizzativa impressionante di 18 reti in sole 17 apparizioni. Quello che sembrava l'inizio di un'ascesa inarrestabile è stato però, sfortunatamente frenato da un problema alla schiena, un infortunio che lo ha costretto a saltare l'intero girone di ritorno.
Per lui, la miglior annata della sua carriera, rimane indissolubilmente la scorsa, ovvero quella 24/25, in cui il sigillatore seriale ha scritto il proprio nome nei tabellini per ben 24 volte in stagione, contribuendo alla vittoria della Coppa Italia Lombardia e il campionato senza storia. Nonostante l'exploit sotto porta, Bresciani mantiene i piedi ben saldi a terra. A quindici anni, con una carriera ancora tutta da scrivere, rifiuta l'etichetta di giocatore arrivato al suo «prime», come da definizione odierna. Al contrario, vede in quell'infortunio e in quei gol mancati lo stimolo per lavorare ancora più duramente. La consapevolezza dei propri ampi margini di miglioramento è ciò che lo spinge ogni giorno a sfidare i propri limiti, con la dedizione di chi sa che il meglio deve ancora venire, proprio come quella canzone di Ligabue che per il cammino del giovane bergamasco, si ripete di continuo.
A sottolineare i punti di forza di Giacomo, la sua testimonianza passerebbe in secondo piano, perché la voce grossa la fanno le modalità con cui sono arrivati i gol, che l'opportunista della formazione di Grigis ha messo a segno. Così il mercurio rossoblù si esprime sulle sue qualità: «Credo che i miei punti di forza siano la velocità e il dribbling, mi piace tanto puntare l'uomo e creare superiorità numerica per la squadra». Mentre, fuori dal campo: «Fuori dal terreno di gioco, invece, penso sempre di avere la giusta mentalità e molta umiltà». L'Atalanta per lui è ben più di una fede calcistica, e dell'attuale formazione di Raffaele Palladino, il suo giocatore preferito è Gianluca Scamacca. I motivi? «Mi piace molto come protegge la palla e allarga il gioco, è molto difficile fare il lavoro che fa lui per la squadra, però purtroppo non ha molta continuità». Ma se parliamo di ispirazione totale in memoria del «calcio bailado», con tante similitudini coerenti con il suo modo di giocare, il giovane di Comun Nuovo non ha dubbi e risponde Neymar: «La mia fonte d'ispirazione, però, è Neymar. Di lui adoro l'eleganza e la tranquillità con cui sta in campo; ha una tecnica assurda e secondo me è stato uno dei giocatori più forti della storia».
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In quel di Ciserano, la vera forza della Virtus non si può limitare solamente al campo. Un sistema funzionante in tutti i minimi dettagli, coeso a partire dal gruppo, la fiducia che apporta il tecnico Andrea Grigis e uno spogliatoio magico. Lo si capisce quando alla domanda: Chi è il più simpatico tra i tuoi compagni? La baby stella, fa fatica a rispondere con un solo nome, ma la menzione speciale non manca. «Non saprei dire chi è il più simpatico in spogliatoio, ce ne sono due o tre che fanno ridere, però sicuramente quello con cui ho legato di più è stato Ravasio, l’ho conosciuto 3 anni fa quando abbiamo iniziato a giocare a 11 con mister Pala. In campo abbiamo molta intesa, ma anche fuori dal campo siamo molto amici».
Sulla stagione in corso, ci sono parecchie visioni e aspettative, secondo le quali, per molti, la favorita al titolo regionale di categoria sarebbe proprio la formazione orobica. Ma uno dei leader della squadra, come lui cosa ne pensa? «Sinceramente non saprei, perché non ho ancora sfidato tante squadre degli altri gironi, come il Sangiuliano City, che è primo a 63 punti e non mi sento di dire che siamo favoriti. Secondo me bisogna essere concentrati in ogni partita, avere tanta voglia di vincere e, soprattutto bisogna dare il massimo per aiutare la squadra e i compagni». Lo scorso anno il cammino immacolato della squadra di Luca Cavalli si è fermato solamente ai calci di rigore in finale regionale contro la Vis Nova di Mongrandi. Archiviato tutto con la vittoria vicina del girone a soli quattro punti rimanenti da conquistare nelle ultime cinque giornate, l'obiettivo dei rossoblù è quello di prendersi la rivincita, proprio nelle fasi finali.
Così dichiara Bresciani: «Il nostro obiettivo è quello di arrivare lì, il mister Grigis, cerca di farci crescere tutti insieme e migliorare calcisticamente e umanamente». Quando si parla di sogno nel cassetto, per Giacomo, come per moltissimi dei giovani prospetti del calcio italiano, il pensiero va subito lì, a quella maglia azzurra che rappresenta il tricolore: «Il mio sogno è arrivare a giocare in nazionale, so che è molto difficile, ma farò di tutto per realizzarlo». Sogni troppo grossi che a pensarci non riesci a dormire, ma la stoffa del tenace scorre nelle vene di Giacomo e da queste parole si percepisce chiaramente tutta la forza delle sue ambizioni.
Oltre alla tattica e ai gol, c'è qualcosa di più profondo che spinge il classe 2010 a dare il massimo ogni volta che calca il campo da calcio. Dietro la determinazione di Giacomo Bresciani non ci sono solo schemi o ambizioni personali, ma il legame indissolubile con una figura che ha segnato la storia dello sport italiano: suo nonno, Ermanno Fasoli. Campione olimpico a Tokyo 1964 nei pesi leggeri di boxe, Fasoli non era per Giacomo solo un punto di riferimento atletico, ma un vero e proprio idolo umano, l'esempio vivente di ciò che il giovane attaccante aspira a diventare da grande. La sua scomparsa ha rappresentato il momento più duro nella vita di Giacomo, un vuoto che però si è trasformato col tempo in una fonte inesauribile di energia. Oggi, il vero «segreto» delle sue prestazioni e della sua resilienza risiede proprio nel ricordo di suo nonno che ha scalato le vette del mondo con i guantoni. Prima di ogni fischio d'inizio, il pensiero di Giacomo vola a lui. Ogni scatto, ogni contrasto e ogni pallone spinto in rete non sono più solo gesti tecnici, ma un omaggio silenzioso.
Bresciani da quel giorno non gioca più soltanto per la maglia o per le statistiche; gioca con la consapevolezza di avere un tifoso speciale a cui rendere onore, cercando di rendere orgoglioso l'uomo che, più di chiunque altro, gli ha insegnato il valore del sacrificio e della grandezza. Il bomber bergamasco, inoltre è stato convocato in entrambi i raduni della Rappresentativa Under 16, a Vighignolo e Segrate, nei quali si è dimostrato uno dei più ispirati tra i ragazzi osservati dal tecnico Elio Garavaglia, soprattutto nel secondo appuntamento in cui il diamante di Ciserano ha realizzato una tripletta. Il sentiero per il futuro di Giacomo è molto luminoso, anzi luminosissimo a seguire una traiettoria a passo spedito alla ricerca metodica e mentale di realizzare i suoi sogni.