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Under 16

La piazza che sogna la Serie C ha il bomber del futuro in casa: il classe 2010 continua a stupire

Luca Dalla Pria è uno dei simboli della Folgore Carate: 28 gol in 23 presenze e vuole segnare a tutti

Luca Dalla Pria, Folgore Caratese

UNDER 16 FOLGORE CARATESE • Luca Dalla Pria

«Già da inizio stagione volevamo vincere il campionato». Dentro questa frase c’è tutto il senso dell’annata della Folgore Caratese e, soprattutto, il peso specifico della sua punta, Luca Dalla Pria. Perché i numeri aiutano a capire, ma non bastano a raccontare fino in fondo: 28 reti, dieci in più del secondo in classifica marcatori, e un ruolo da protagonista assoluto nella capolista del girone. Dalla Pria è stato decisivo praticamente in ogni gara, diventando il punto di riferimento offensivo di una squadra che ha costruito il proprio primato settimana dopo settimana. Un percorso che affonda le radici anche in una ferita ancora aperta: il campionato sfumato nella scorsa stagione. E allora questa non è solo una storia di campo, ma di crescita. Quella di un ragazzo partito dai campi di provincia che, in appena due anni, si è preso i regionali e ora guarda avanti, verso quei Nazionali che rappresentano il prossimo, grande obiettivo.

IL PERCORSO

Il calcio per lui esiste da sempre. «Ho iniziato a giocare a calcio ancora prima di cominciare le elementari, in famiglia abbiamo sempre avuto il DNA calcistico», racconta. Tanto che la sorella, Greta Dalla Pria, ha avuto una carriera professionistica giocando prima in Serie C con il Real Meda e poi con il Sassuolo. Per Luca invece è un percorso che parte dall’oratorio del paese, passa per Carugo e poi esplode a Cabiate: «A Cabiate ho vissuto tre anni bellissimi, che ricordo con tanto affetto, dove abbiamo anche vinto il campionato U14 provinciale e io ho segnato 82 gol.». Accasato nella società brianzola, ha chiuso il campionato con 42 gol all’attivo, un secondo posto in classifica e una sconfitta ai play-off con il San Giorgio, che tuttora milita nello stesso girone, che ha lasciato il segno: «La partita con il San Giorgio dell’anno scorso è stata pesante, ma mi ha fatto crescere. Eravamo arrivati a -4 dalla Leon perché non siamo mai riusciti a batterli negli scontri diretti, poi ai playoff è arrivata quella sconfitta, in maniera molto simile a quella di quest’anno, sempre contro di loro. Sulla carta eravamo più forti, ma alla fine sono riusciti a tagliarci le gambe». Nonostante quella delusione, la stagione della punta è stata più che memorabile, lasciando anche qualche interrogativo sulla sua permanenza: «Avevo pensato all’ipotesi di disputare un campionato Elite, ma alla fine ho preferito restare ancora con questa società per crescere ulteriormente e perché mi sono sempre stati vicini. Non mi pento in alcun modo della mia scelta. Quest'anno ho trovato due mister che mi hanno aiutato tantissimo: se guardo il Luca di inizio stagione e quello di adesso, vedo tante differenze. Oggi non posso rimproverarmi nulla». Tra le tante cose, ha dimostrato serietà e grande impegno sul campo. Il segreto? Mentalità, un amore profondo per il calcio e anche lucidità nel leggere il contesto. «Mi guardo spesso attorno e vedo ragazzi davvero forti che però non riescono a sfondare per via di alcuni atteggiamenti. Per questo cerco sempre di allenarmi con serietà e di imparare, anche sacrificando qualche svago».

LA STAGIONE

La stagione della Folgore Caratese è stata, fin qui, il risultato di un percorso costruito giorno dopo giorno da una squadra forte e consapevole. L’attaccante ha messo a segno 28 reti in 23 presenze, staccando di ben dieci gol il secondo miglior marcatore del campionato, Cristian Brembilla «Quest’anno stiamo facendo bene come squadra, ed è merito del gruppo che siamo riusciti a creare e della società», sottolinea. «Nonostante i tanti cambi rispetto all’anno scorso, siamo riusciti a unirci e a creare un gruppo vero e competitivo». La Folgore si trova infatti al primo posto fin dalla prima giornata, con un bel +6 sulla Cisanese e con tutti gli scontri diretti conquistati: uno stato di forma importante, messo in discussione solamente per un breve periodo che ha visto due sconfitte e due pareggi nel giro di otto gare. «Abbiamo avuto un periodo di difficoltà dovuto anche a vari infortuni, ma siamo rimasti compatti e ora stiamo andando avanti». Tra le tante cose, a Dalla Pria una non manca: la convinzione. «Già da inizio stagione volevamo vincere il campionato, ora ci mancano cinque partite e cercheremo di dare tutto fino alla fine per poter festeggiare a fine stagione». Accanto alla corsa al titolo, c’è anche una sfida personale che l’attaccante non nasconde: «Ci tengo a vincere il premio di capocannoniere, come mi ero prefissato a inizio stagione: sarebbe un traguardo importante per me». Tra le tante reti segnate spicca un piccolo dettaglio: ha segnato contro tutte le squadre del suo girone, con l’unica eccezione della Fiorente Colognola, con cui dovrà giocare il ritorno. Sarà proprio quella l’ultima occasione per completare la lista.

IDENTIKIT

Dal punto di vista tecnico, Luca Dalla Pria non è il classico centravanti strutturato. Non fa della fisicità il suo punto di forza, ma compensa con qualità sempre più decisive nel calcio moderno: velocità, agilità negli inserimenti e capacità di creare superiorità nell’uno contro uno. E forse la sua bassa statura, che per molti può essere uno svantaggio, per lui è invece un’arma: «So di non essere una punta alta da sponda e di guerra», ammette. «Il mio gioco si basa sulla corsa, sugli inserimenti e sull’1vs1. Sono bravo con il pallone tra i piedi e quando punto l'uomo». Un esempio concreto delle sue caratteristiche è la rete dell’1-0 siglata contro l’Accademia Isola Bergamasca: riceve il passaggio, si gira e si libera del marcatore; da lì subisce trattenute di maglia e tre avversari tentano di fermare la sua cavalcata, ma nessuno ci riesce, ed è lì che, con freddezza, batte il portiere. «Quello con l’Accademia penso sia stato il gol più bello che abbia mai fatto. In più era anche il giorno del mio compleanno e abbiamo festeggiato dopo la vittoria». A colpire, oltre ai numeri, è la già accennata mentalità. Si tratta di un ragazzo che non cade nell’esaltazione personale: «Mi piace restare umile, non mi piace vantarmi. In campo siamo tutti uguali, ma ovviamente quando ricevo complimenti da compagni, allenatori e avversari sono sempre molto contento». Un approccio che si riflette anche nella lettura del proprio percorso. Sul futuro, il sogno è chiaro ma resta sullo sfondo, senza ossessioni: «Arrivare tra i professionisti sarebbe molto bello. Mi farebbe piacere, anche per rendere felici i miei genitori che hanno sempre creduto in me. Ma adesso sono concentrato sul presente». Fuori dal campo, resta un ragazzo semplice. «Sono un grande juventino, a parte mia sorella interista siamo una famiglia bianconera. Da piccolo mi piaceva Dybala, oggi mi piace molto Yildiz. Ma il mio modello assoluto è Cristiano Ronaldo». Non solo per il talento, ma per il percorso: «Da lui ho capito che nessuno ti regala nulla. È partito da zero ed è arrivato al successo completamente da solo, restando nella storia».

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