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Under 17

Sono i più forti di tutti! Hanno superato i 20 gol a testa e fanno sognare i propri compagni

Il Girone A dei classe 2009 presenta una grossissima varietà di bomber

Andrea Gualandi, capocannoniere del Girone A

UNDER 17 BOSTO • Andrea Gualandi

Se non è la «generazione di fenomeni» cantata dagli Stadio, poco ci manca. Sì, perché la classe 2009 del Girone A sta letteralmente riscrivendo i codici del gioco. No, non della pallavolo (quella è roba da Velasco e Giani), bensì del nostro amato calcio. Che non delude mai, che emoziona sempre. Quantomeno sotto, sui campi dei pochi, dato che sopra qualche equilibrio scricchiola ancora. Tra cui, ecco, quello dei gol: se ne fanno sempre meno. Quindi, vi sono sempre meno marcatori capaci di agguantare la doppia cifra. In Serie A, ad esempio, vedere giocatori travalicare la quota 20 gol è diventato una rarità, se non per la solita ristretta cerchia d'èlite. L'ultima volta in cui più di due interpreti hanno superato tale cifra risale alla stagione '21/22. C'è stato anche un tempo in cui ben sei vi riuscirono contemporaneamente, vero (2020/21, 2016/2017). Ma sette no, mai: questa è roba da Under 17 regionale. Guardate sotto.

 

SETTE GIOCATORI, 178 GOL: ECCO I FANTASTICI DEL GIRONE A

 

Senza perdersi in stime empiriche, ecco il dato - reale, vero, incontrastato - del campionato che andremo a prendere in esame. Anche perché di giocare al gioco delle probabilità non serve. Basta prendere la calcolatrice e sommare i bottini dei fantastici sette. A partire dal primo, che da solo conta ben 29 gol: Andrea Gualandi. Tuttofare offensivo del Bosto che, nel corso della stagione corrente, ha presto preso in mano le redini della classifica-cannonieri. Erigendosi a riferimento di punta...da punta. O da esterno. O da centrocampista offensivo. Insomma, è l'hard-worker di Marantelli, che si gode il suo giocattolino da 131 reti. E che, contestualmente, gioisce sulle ali del bomber varesotto, armato del guizzo e del fisico che pone il gap. 

Consistente...il giusto, dato che il principale inseguitore ha una firma in meno a referto. Generalità. Nome, Alessandro. Cognome, Epifani. Squadra di appartenenza, Inveruno. Che ha da poco incamerato la salvezza matematica, ma che non sembra volersi fermare. Basti analizzare l'ultima cinquina rifilata all'Arconatese, dove il suo astro del ciel ha infilato la miglior prova della sua fagocitante stagione. Poker personale, quota 28 firme, sempre uno spettacolo. Per struttura, dote tecnica e killer instinct. Dote tecnica? Killer instinct? Ma non staremo parlando anche di Alberto Clemenza? Lo avrete già sentito, ma è giusto riparlarne. Non stanca mai, va di moda sempre. Come la sua Bustese, che dopo essersi garantita la categoria brama un rush finale di sole conquiste. Come i suoi 26 centri, di cui 14 arrivati nel solo girone di ritorno. Poco male. Specialmente se consideriamo che ne segna uno ogni 68 minuti: miglior dato del torneo.

Altro? Sì, decisamente. Clemenza non è l'unico a segnare con questa regolarità. "Sessantottino" lo è anche Ruben D'Andrea Picconi, terminale della Sestese. Che, nonostante qualche acciacco, ha superato i 20 gol anche quest'anno. Come lui, assestato a 25, c'è Luca Carbone, frontman dell'Ardor Lazzate prossimo vincitore del campionato. Stessi gol del rivale biancoblu, due presenze in meno: ne fa uno a partita, preciso. E preciso è il calcio del Bulgaro, così affine al suo principale astro: Andrea Siciliano. Rotto il vaso delle 30 partite, è arrivato a 24 reti e non ha certo finito di graffiare le tele del comasco. Quelle che, al contempo, la Valceresio ha saputo scalfire giusto due mesetti fa. Eccezionalmente, senza contare sul fiuto di Jordi Basilico, che non segnò in quel 3-2 ma che, di lì a poche partite, avrebbe superato i 20. Ora è a 21 e chiude questa speciale classifica. Per il momento, sia chiaro...

I PROSSIMI IN CIFRA TONDA?

Quindi, ricapitolando: con più di 20 gol sono solo in sette. Ma con la doppia cifra già nel serbatoio, a quattro giornate dalla fine del torneo, ce ne sono già ben 34. Il massimo, in Serie A, si assesta tutt'ora sui 29 (sempre raggiunto nella stagione 16/17, quella di Dzeko, Mertens, Icardi e compagnia cantanti). Non per erigere questi ragazzi a mostri sacri così precocemente, però i dati e le qualità balistiche sono dalla loro parte. Così come il tempo, dato che sono dei classe 2009 di enorme prospettiva.

A proposito di tempo. Chissà che gli ultimi tornanti del Girone non portino altri interpreti a sforare il tetto dei 20. In lizza, lì a due passi, ce ne sono moltissimi. I più vicini giocano sempre nel Bosto, vera e propria fucina offensiva: Massimiliano Aceti e Matteo Galimberti condividono i 19 centri stagionali. Un passo più indietro il fantasista dell'Ardor Lazzate Edoardo Lo Cicero, fermo a 17. Mentre a 16 spuntano l'attaccante della Cedratese Loris Marangoni e l'estroso Alessandro Palmiotto, scuola Caronnese. Chi vivrà vedrà. Vivremo e vedremo, questo sì. Anche perché non capita tutti i giorni di divertirsi così.

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