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Torneo delle Regioni

I classe 2009 della Lombardia e lo Scudetto sul petto: «Orgogliosi, ma non deve diventare pressione»

Dalla rifinitura al viaggio da Milano alla Puglia: Luca Bellini racconta un gruppo che si sta saldando

Luca Bellini, Rappresentativa Under 17

TORNEO DELLE REGIONI RAPPRESENTATIVA UNDER 17 • Luca Bellini, racconta le sensazioni alla vigilia del debutto

La rifinitura come primo termometro, e non solo tecnico. Alla vigilia del debutto contro l’Abruzzo nel Torneo delle Regioni, il tecnico della Lombardia Luca Bellini fotografa una squadra che sta trovando identità soprattutto fuori dal campo: «Il gruppo l’ho visto bene proprio dal punto di vista del gruppo, nel senso che come relazioni… il viaggio tipo odissea per arrivare da Milano in Puglia è stato utilissimo. È servito ai ragazzi per conoscersi, per fare gruppo e questo è importante». E in campo, i segnali sono coerenti con quello che si è visto lontano dal rettangolo verde: «Già sul campo si è visto che c’è voglia di lavorare insieme. Li vedo molto focalizzati sull’obiettivo». Con una postilla che sa di calcio vero: entusiasmo e intensità in settimana non bastano, poi c’è la partita. «Un conto è fare allenamento ed essere carichi a pallettoni, poi un conto sarà andare in campo».

ORGOGLIOSO E CON UN FORTE SENSO DI RESPONSABILITÀ ADDOSSO

Il palcoscenico è di quelli che pesano, e Luca Bellini non lo nasconde. Alla domanda su come si senta al suo primo Torneo delle Regioni, la risposta mette insieme appartenenza e dovere: «Orgoglioso di rappresentare la mia regione, orgoglioso di aver avuto la possibilità di poter selezionare tra l’élite del calcio lombardo e con una forte responsabilità addosso». Responsabilità che si amplifica per un dettaglio simbolico: due scudetti di fila conquistati proprio dalla categoria Under 17. La Lombardia porta con sé un’eredità ingombrante, ma l’allenatore trasforma il peso dal fardello alla motivazione.

Bellini la mette giù chiara: «È inevitabile che ci metteranno pressione, però non li hanno vinti questi ragazzi qua i due scudetti. Li hanno vinti due annate che non ci sono più, quindi loro devono sapere che loro devono fare il loro percorso». E aggiunge un dato che serve a riportare la narrazione su binari più reali: «È vero che ne hanno vinti due in fila, ma sono poi 8 su 35». Tradotto: tradizione sì, ma non mitologia. L’obiettivo, semmai, è cambiare prospettiva: «Dobbiamo viverla non come una pressione, ma come un’opportunità. E questo ai ragazzi sto cercando di farglielo capire».

UNDICI GIÀ PRONTO: CI SONO I 20 RAGAZZI PIÙ ADATTI

Sul fronte scelte, il Bellini gioca di pretattica fino a un certo punto, perché la certezza ce l’ha: «L’undici iniziale ce l’ho in testa da 20 giorni - e sorride -, assolutamente sì». Ma guai a chiedere nomi: «Non te lo dico neanche sotto tortura. Se hai guardato con attenzione la rifinitura, e forse ce l’hai fatta, te ne sarai accorto. I ragazzi che non sono fessi hanno già capito». Il lavoro, in realtà, era già indirizzato da tempo: «Le idee sono state chiare». A complicare il percorso, un intoppo dell’ultima ora legato a un giocatore: «Il problema del ragazzo di Varesina… abbiamo dovuto intervenire all’ultimo minuto perché non ci hanno dato disponibilità a convocarlo». Un dettaglio che ha imposto un’aggiustata, ma senza intaccare la convinzione generale.

Il messaggio finale è un manifesto di metodo: non conta solo il talento astratto, conta la funzionalità al torneo, al gruppo, al contesto. «Sono contento del lavoro che ha fatto la rete di scouting, del lavoro che ha fatto il mio staff con cui mi sono confrontato costantemente». E la sintesi è netta, da allenatore che ha già in testa la rotta: «Pensiamo di aver portato qua, se non i 20 migliori, sicuramente i 20 più adatti per fare questo torneo»Ora, però, si passa dalle parole al campo. La Lombardia arriva con la testa piena di idee, con un gruppo che si sta saldando. Il debutto con l’Abruzzo dirà quanto questa squadra è pronta a farlo.

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