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Under 17

Le dominatrici si sfidano: equilibrio totale, quattro gol in mezz'ora cambiano tutto

Fino all’intervallo è battaglia vera tra Breno e Cellatica, poi la partita prende una direzione precisa

Davide Martinelli e Simone Pelamatti • BRENO UNDER 17

BRENO UNDER 17 • Davide Martinelli e Simone Pelamatti protagonisti nella vittoria di Coppa

La sfida tra due dominatrici si decide tutta nella ripresa: il Breno cambia marcia e travolge il Cellatica. Zero a zero per un tempo. Poi quattro gol in mezz’ora. Il duello tra le formazioni più dominanti dei rispettivi gironi si decide tutto nella ripresa: il Breno cambia marcia, sfrutta gli episodi e travolge il Cellatica con un 4-0 che vale la semifinale. Perché fino all’intervallo è equilibrio totale, ritmi alti e occasioni da entrambe le parti. Poi qualcosa cambia: un episodio, un gol, e la partita prende una direzione precisa. E quando una squadra così concreta trova spazio, diventa difficile fermarla.

UNA GARA IN EQUILIBRIO TOTALE

La prima frazione è equilibrata e giocata su ritmi alti. Il Breno prova a costruire con continuità, ma fatica a trovare precisione nell’ultimo passaggio, mentre il Cellatica cerca di uscire palla a terra senza però riuscire a dare continuità alla manovra a causa del pressing avversario. Il lavoro degli allenatori è lampante e la grande preparazione alla gara si risolve in 45 minuti di studio, non privi di grandi occasioni che arrivano da entrambe le parti. Al 10’ Negrini va vicino al vantaggio di testa su corner di Belingheri, trovando però la grande risposta di Frata. Poco dopo è Nodari a provarci da fuori, ancora con il portiere ospite attento.

Il Cellatica risponde in ripartenza: Abrami salta Bouksim in velocità ma conclude sul primo palo trovando Pelamatti pronto. Anche Mondini sfiora il gol per il Breno su cross dal fondo, con una conclusione poco decisa che è facile preda del numero 1 ospite. Nel finale Abeni ha un’altra buona chance in contropiede, ma alza troppo la conclusione sopra la traversa. Il duello più atteso della sfida, quello tra Martinelli - difensore goleador e leader emotivo dei padroni di casa - e Nobilio - perno offensivo del Cellatica e spietato goleador - si risolve in un pareggio, con la gabbia costruita da Pedersoli attorno al numero 9 che funziona bene.

UNA PARTITA CHE SEMBRAVA BLOCCATA SI TRASFORMA IN POCHI MINUTI

La ripresa si apre con un Breno meno preciso, ma bastano pochi minuti per cambiare l’inerzia della gara. Al 5’ è Mondini a sbloccare il risultato, sfruttando una deviazione di Lanfranchi su cross, il più veloce in area a raccogliere la sfera e sbloccare la partita. Quattro minuti più tardi lo stesso Lanfranchi trova il raddoppio con un destro preciso da fuori area che vale il 2 a 0. Sotto la pioggia scrosciante il doppio colpo pesa sul Cellatica, che poco dopo resta anche in dieci uomini per l’espulsione di Coelli, in un momento emotivamente delicato della gara, dopo un diverbio con il direttore di gara. In superiorità numerica il Breno gestisce e continua a spingere: al 22’ arriva il terzo gol con Martinelli, che svetta su corner e firma di testa. Lo stesso difensore chiude poi la gara al 35’ su calcio di rigore a seguito di un fallo di mano, fissando il risultato sul 4-0. Nel finale i padroni di casa amministrano il possesso, controllando una partita ormai indirizzata. 

 

LE DICHIARAZIONI

Pedersoli sottolinea il valore dell’avversario e l’approccio dei suoi: «Sono primi nel loro girone con merito, una squadra organizzata, che prova a giocare da dietro e che quando trova spazio in ripartenza sulle fasce è pericolosissima. Abbiamo approcciato benissimo la partita. Chiedo ai ragazzi di giocare al ritmo più alto possibile, per adeguarsi il prossimo anno alla juniores: devono pensare velocemente e andare fisicamente.»

Dall’altra parte D’Amato evidenzia gli episodi chiave: «Loro sono una squadra forte e fisica, molto preparata. Dovevamo sfruttare meglio le due grandi occasioni che abbiamo avuto nel primo tempo sullo 0-0. Nel secondo tempo abbiamo pagato l’uomo in meno. Faccio i complimenti ai miei ragazzi: per la prima volta, come Cellatica, siamo arrivati a questo punto della Coppa e abbiamo dimostrato di potercela giocare.»

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