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Under 17

Una sola sconfitta in 30 partite: numeri assurdi e titolo già vinto

Tre bomber devastanti e una difesa blindata: il segreto di una stagione fuori scala

L'esultanza dell'Ardor Lazzate

UNDER 17 ARDOR LAZZATE • Gialloblù già campioni con 4 giornate di anticipo

Una sola sconfitta in tutta la stagione. Centoquattro gol segnati, appena diciassette subiti. E un campionato chiuso con quattro giornate d’anticipo. L’Ardor Lazzate Under 17 non si è limitata a vincere: ha dominato. Dall’inizio alla fine, senza mai lasciare davvero spazio alle rivali, costruendo settimana dopo settimana qualcosa che va oltre il semplice titolo. È stata una dimostrazione di forza continua, fatta di numeri impressionanti, gioco, identità e fame mai sazia. Un percorso che, partita dopo partita, ha trasformato un obiettivo in una certezza: essere i migliori. E ora che è arrivata anche la matematica, resta una sola domanda: quanto è stata davvero speciale questa stagione?

UN DOMINIO TOTALE, UNA SQUADRA IMBATTIBILE

 

Avevano un obiettivo. Uno solo. Meglio ancora, l'unico consentito: guadagnare l'eterno ricordo. Punto. Dunque, sono partiti così: zaino in spalla, gambe cariche di vita, emozioni a mille watt. E il pallone, amico sincero, assiduamente sotto braccio. Emetterà presto la sua personale sentenza. La squadra di Nicoli è più...Squadra di tutte le altre. Gioca inebriando le arene, semina idee e raccoglie bellezza, vince con i muscoli quando servono e non cede mai il passo. Mai, letteralmente. Ha in pugno la concorrenza, accanita ma fattualmente troppo flebile: nelle prime otto partite, infatti, arriveranno otto (splendide) vittorie. Bum, senza appello né replica. Un inizio da wow, perfetto e complice. E "perfetto e complice" lo sarà anche dopo il successivo segno X di Bosto: non destabilizzerà, affatto. Al contrario, acuirà la fame del gruppo. Splendidamente unito, quindi in diritto di credere ancor più forte. Riprenderà lettera per lettera il discorso imbastito, terminando così il girone d'andata: 17 match, 16 successi. Cos'altro aggiungere?

NUMERI DA RECORD CHE A QUESTO LIVELLO NON SI VEDONO

Beh, qualcosa andrebbe aggiunto. Del resto, siamo solo all'inizio del viaggio. Quello che proseguirà una volta smaltite le feste, con uno 0-0 contro la Sestese che stoppa ma non spaventa. Anzi: pone un altro mattoncino di notevole consistenza. E a Nicoli, in fondo, piace così. Il tempo ne ripagherà gli sforzi, la pazienza e l'idea di dominio perseguita. Ne è consapevole: vuole godersi ogni sorso, ogni attimo e ogni piccola-grande conquista. Solo così potrà apprezzare l'essenza del suo stesso capolavoro: lasciandolo danzare verso l'orizzonte. Detto, fatto. Dopo lo stop contro i biancoblu, l'Ardor innalzerà nuovamente le percentuali. Che nemmeno il pari-spettacolo contro il Morazzone (3-3) e il primo ko stagionale sempre contro il Bosto (1-0) hanno saputo scalfire. Anzi, al contrario: le hanno ultimate. Perché 180 minuti dopo lo scontro contro l'ex Cialona, arriverà persino l'ok della matematica. Il tris di Gerenzano e l'ennesima partita-folle contro la Valceresio (4-4 omologato solo il giovedì successivo) chiudono ogni qual tipo di discorso e frantumano ogni qual tipo record sportivo. Ora sì, è fatta: l'Ardor Lazzate tinge la regione dei suoi colori. Scomoda il mito. E mette un piede nella leggenda. Ora sì, è fatta: Élite, sotto a chi tocca.

UN ATTACCO DEVASTANTE

 

Era già tutto pronto sabato scorso, ma una frizione tra interpreti aveva sospeso l'incontro (a circa un minuto dalla fine), smorzato gli entusiasmi e di conseguenza rinviato i propositi di festa alla settima dopo. Scoccato il grande giorno, un vero e proprio giovedì santo, l'Ardor ha potuto finalmente stappare la bollicina più pregiata. Perché il 4-4 splendido, di rimonta e contro-rimonta, disegnato contro la Valceresio è stato omologato dal giudice sportivo, regalando a Nicoli e compagni il punto che serviva per vincere anche l'aritmetica. Con i seguenti numeri, che scioglierebbero anche i più cinici e i meno statistici: 79 punti, 25 vittorie, 4 pareggi, un solo ko. E ancora: 104 gol fatti (secondo attacco), soli 17 incassati (miglior difesa). Volete altro? Passiamo allora ai singoli, parte di un'orchestra che suona il rock, il gol e qualsivoglia altro tipo di splendore artistico: Luca Carbone ha trafitto il muro delle 20 reti (25 totali), Lo Cicero lo segue un colpo di fantasia alla volta (annessi 17 centri) e Colomban chiude il trio delle meraviglie con un'altra ricamata doppia cifra (13 firme). 

L'ORGOGLIO DELLA GUIDA

Come se non bastasse, i comaschi hanno chiuso la porta a chiave in ben 19 occasioni: inutile dire che si tratta di un record per il Girone. Dominato in lungo e in largo, anche tramite l'apporto dei sotto-età, il che rinsalda la già di per sé fulgida sinergia con la classe 2010: anche Cerati, Lietti e Dotti sono stati l'oro di Nicoli. Lui, il vero uomo-copertina di un successo che ricorderemo. Perché nato nell'ombra, formalizzato nel silenzio e traslato nell'immaginario collettivo con la voce, con il cuore e con il tocco. A lui, quindi, l'ultima parola su questa fantastica storia di resilienza e riconquista: «Al di là del traguardo raggiunto, per me conta tantissimo il percorso intrapreso dai ragazzi. Sono stati fantastici, nonostante le difficoltà e gli infortuni, e hanno sempre risposto presente. È stato semplice anche per noi come staff lavorare con un gruppo di tali dimensioni e di tale qualità. Gli obiettivi? Vanno sempre rinnovati. Ora siamo pronti per il prossimo passo. Prima, ovviamente, ci godremo le ultime quattro partite, che chiaramente affronteremo con serietà. Poi...si vedrà». Beh...sipario. Ha già detto tutto lui. E stando ai risultati, tocca credergli fino in fondo.

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