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Torneo delle Regioni • Under 15

Due occasioni pesanti e un centrocampista titanico anche col giallo: risultato amaro per i 2011

Rottoli e Curti ci vanno vicinissime e Falgari brilla là in mezzo: ecco le pagelle della Lombardia

Rottoli e Guidi, Rappresentativa Under 15

TORNEO DELLE REGIONI RAPPRESENTATIVA UNDER 15 • Rottoli e Guidi

Un primo tempo dove Luzii ci dimostra il perché l'Abruzzo lo abbia scelto come suo numero 1. Prima il miracolo su Rottoli (intervento miracoloso con il piede) e poi quella smanacciata che leva la conclusione, sporcata, di Curti dall'angolino alla sua destra. Cosa dimostra? Che nel primo tempo la Lombardia c'è stata, eccome. Romano ha mostrato qualità dietro le punta, la linea difensiva è rimasta solida, salvo quella piccola, velenossisima sbavatura. Poi c'è quella ripresa, dove il campo si appesantisce e l'Under 15 non riesce più a mostrare quella brillantezza vista in precedenza. L'intenzione, però, resta. La tenacia nei contrasti resisti. I duelli aerei ancora vedono protagonisti i ragazzi di Canevari. Un'assenza lascia un sapore amaro perché sì, manca, solo, pesantemente, lui: il gol.

LE PAGELLE

6 • Un pomeriggio di vigile attesa, passato più a dirigere il traffico difensivo con la voce che a sporcarsi i guantoni, almeno fino alle battute finali della prima frazione. Resta praticamente inoperoso e mai realmente chiamato in causa fino al 25’, quando la punta avversaria scuote il palo facendo correre un brivido lungo la schiena di tutta la retroguardia. In quella circostanza esce per coprire lo specchio, forse con un pizzico di ritardo nel calcolare il tempo dell'impatto, ma la sua presenza fisica contribuisce comunque a disturbare la conclusione nemica. Dimostra una buona personalità nel comandare le uscite, chiamando palla con decisione ogni volta che il cross spiove nell'area piccola e infondendo sicurezza ai centrali. Un portiere che sa restare concentrato anche quando il gioco si svolge lontano dai suoi pali, facendosi trovare pronto nei momenti di massima tensione emotiva del match.

6 • Un difensore di stampo antico che non ama i fronzoli e bada esclusivamente alla solidità del reparto. Agisce sul centro-destra della difesa con una calma olimpica, amministrando ogni possesso a petto in fuori e trasmettendo un senso di sicurezza assoluta a tutta la linea. Al 13’ non esita a mettere in fallo laterale un pallone che scottava, preferendo la sicurezza alla giocata rischiosa, segnale di una maturità tattica non comune. La sua partita è un saggio di posizionamento e letture preventive: non si fa mai attirare fuori posizione e vince quasi tutti i duelli fisici grazie a un uso sapiente del corpo. È il pilastro su cui si appoggia la manovra difensiva, capace di restare lucido anche quando il ritmo della partita si alza, confermandosi un elemento imprescindibile per l'equilibrio della squadra grazie alla sua capacità di non concedere mai il fianco alle ripartenze avversarie.

6.5 • Un difensore moderno che non ha paura di sganciarsi dalla linea per partecipare attivamente alla costruzione della manovra sul versante sinistro. Avanza palla al piede con certezza e fermezza, dimostrando una conduzione di palla sicura che permette alla squadra di guadagnare metri preziosi. Sebbene la sua spinta sia costante e preziosa, pecca leggermente di precisione nella scelta finale, dove un briciolo di lucidità in più gli avrebbe permesso di innescare le punte con maggiore pericolosità. Resta comunque una prestazione di grande spessore, caratterizzata da una pulizia d'intervento notevole e da una capacità di lettura delle traiettorie che strozza sul nascere molte iniziative avversarie. È un giocatore che dà ampiezza al gioco, costringendo gli attaccanti rivali a inseguirlo e liberando spazi invitanti per i compagni di centrocampo.

6 • Una prestazione buona sulla corsia di destra, dove agisce con la personalità di un veterano e la gamba di un velocista. Non si limita a difendere, ma cerca gloria personale già al 9’ con una conclusione coraggiosa che testimonia la sua voglia di incidere nel match. Il suo è un "partitone" sotto ogni punto di vista: in fase difensiva è una calamita per il pallone, chiudendo ogni varco con puntualità svizzera e non facendosi mai saltare nell'uno contro uno. La sua capacità di trasformare l'azione da difensiva in offensiva è una delle armi in più della squadra, grazie a sovrapposizioni continue che mettono in crisi il sistema di coperture avversario. Un terzino completo, capace di abbinare una ferocia agonistica impressionante a una qualità tecnica che gli permette di uscire palla al piede anche dalle situazioni più intricate.

6.5 • Un treno ad alta velocità sulla fascia sinistra, capace di spaccare in due la difesa avversaria con le sue discese brucianti. Al 20’ mette in mostra tutto il suo repertorio: punta l'uomo con decisione, lo salta con una finta secca e pennella un traversone invitante nel cuore dell'area di rigore che avrebbe meritato miglior fortuna. La sua spinta costante obbliga gli avversari a raddoppiare la marcatura, liberando spazio prezioso per gli inserimenti di Romano e Guidi. Nonostante la vocazione offensiva, non dimentica i compiti di copertura, rientrando con velocità per chiudere le diagonali e garantendo sempre un appoggio sicuro per lo scarico del pallone. Una gara di grande sacrificio e qualità, dove ha dimostrato di avere polmoni infiniti e un piede educato, confermandosi una risorsa tattica fondamentale per scardinare le difese più chiuse.

7 • Il frangiflutti davanti alla difesa, un giocatore che vive per il contrasto e che non tira mai indietro la gamba. Al 12’ compie un intervento difensivo provvidenziale che toglie le castagne dal fuoco ai suoi, confermando un senso della posizione eccellente. È il re del gioco aereo, lottando su ogni pallone alto con una grinta che lo rende tra i più tosti e difficili da superare in tutto il rettangolo di gioco. La sua irruenza agonistica gli costa un cartellino giallo, ma è il prezzo da pagare per un giocatore che funge da diga umana, sporcando ogni linea di passaggio e ringhiando sulle caviglie dei trequartisti rivali. Una prestazione di pura sostanza, dove ha saputo dare equilibrio alla squadra nei momenti di sofferenza, agendo come un vero e proprio scudo davanti alla retroguardia e vincendo una quantità industriale di duelli fisici.

7 • Un vero architetto del centrocampo, capace di dipingere traiettorie illuminanti sin dai primi vagiti del match. La sua visione di gioco è superiore: nei primi sette minuti mette a referto almeno due lanci millimetrici che tagliano in due la difesa avversaria, dando il la alla manovra con una naturalezza disarmante. È dai suoi piedi educati che nasce l’azione colossale di Rottoli al 15’, dimostrando di saper leggere in anticipo i movimenti dei compagni. Al 22’ decide di mettersi in proprio con una bellissima azione personale conclusa da un fendente dalla distanza: la deviazione di un difensore sembra condannare il portiere, ma solo un miracolo della mano sinistra dell'estremo difensore gli nega la gioia di un gol che sarebbe stato il giusto premio per una prestazione di altissimo livello qualitativo. Comanda il ritmo della mezzala destra con autorità, abbinando eleganza a una concretezza che lo rende il fulcro creativo della squadra, sempre pronto a inventare la giocata decisiva tra le linee.

6 • Agisce come mezzala sinistra garantendo equilibrio e dinamismo a un reparto che oggi ha dovuto correre molto. La sua è una partita di intelligenza tattica, fatta di inserimenti senza palla e coperture puntuali che permettono a Torri di spingere con maggiore libertà sulla corsia mancina. Dialoga bene con i compagni di reparto, cercando sempre la soluzione più efficace per far fluire il possesso palla e non disdegnando il contrasto fisico quando la partita si fa più sporca. Sebbene meno appariscente rispetto ad altri compagni, il suo lavoro oscuro è fondamentale per mantenere le distanze corrette tra i reparti, agendo come collante prezioso tra difesa e attacco. Una prestazione solida e di grande utilità, caratterizzata da una costanza di rendimento che lo rende un elemento di assoluta affidabilità per lo scacchiere tattico della squadra.

6.5 • Agisce sulla trequarti con un mix di classe e insospettabile cattiveria agonistica. Inizia la gara dimostrando una tenacia d’altri tempi nei contrasti, lottando su ogni pallone vagante e confermandosi un osso durissimo per i mediani avversari. Se nei minuti iniziali gli manca un pizzico di precisione nell'ultimo passaggio, compensa ampiamente con una presenza fisica costante e colpi di genio che infiammano il pubblico, come il "taconazo" delizioso sfoggiato al 18’ che testimonia tutta la sua confidenza tecnica. Nella ripresa la sua utilità tattica emerge con forza: al 12’ della ripresa è provvidenziale nel conquistare un fallo intelligente che permette alla squadra di rifiatare nel momento di massima pressione avversaria. È un giocatore che sa quando deve indossare l'abito di gala e quando, invece, deve sporcarsi la maglia per proteggere il risultato, confermandosi un elemento di equilibrio fondamentale per lo scacchiere tattico grazie alla sua capacità di proteggere palla e far salire il baricentro nei momenti critici.

6.5 • Un pericolo costante che agisce sul versante sinistro dell'attacco, cercando sempre lo spunto per mandare in crisi il diretto marcatore. La sua partita è fatta di strappi e giocate di qualità, come la bellissima palla messa al 21’ che testimonia una visione di gioco non comune per un attaccante esterno. Proprio in quel minuto si rende protagonista di una delle azioni più belle del primo tempo: riceve palla largo, rientra sul destro con una finta secca e scaglia un tiro a giro che sibila non lontano dall'incrocio dei pali, dando solo l'illusione del gol. La sua capacità di accentrarsi per liberare il tiro o per servire i compagni lo rende una spina nel fianco continua; non dà mai punti di riferimento e costringe la difesa avversaria a raddoppi sistematici per limitarne l'esplosività. Anche quando non trova la via della rete, il suo lavoro di raccordo e la sua pericolosità negli ultimi sedici metri tengono costantemente in allarme la retroguardia rivale, aprendo varchi interessanti per gli inserimenti di mezzali e terzini.

6.5 • Un moto perpetuo sul fronte offensivo destro, capace di trasformare ogni pallone sporco in una potenziale minaccia per la retroguardia avversaria. La sua partita vive di fiammate d'istinto puro: al 15’ si rende protagonista di un’azione pazzesca, leggendo in anticipo l'errore nel retropassaggio del difensore su lancio di Curti e avventandosi sulla sfera come un falco; solo un intervento miracoloso di gamba del portiere gli nega la gioia del gol in uscita. È una spina nel fianco costante, capace di far perdere la pazienza ai marcatori: nei primi venti minuti conquista almeno tre falli preziosi, garantendo ai suoi di salire e rifiatare. Nella ripresa la musica non cambia, anzi, il duello fisico si fa ancora più aspro e lui accetta la sfida prendendo tantissime botte pur di proteggere la sfera e far ripartire la manovra. Al 25’ del secondo tempo ha sul destro l'occasione della vita: colpisce con forza schiacciando il pallone a terra, ma la sorte gli volta le spalle proprio sul più bello. Una prestazione di una generosità commovente, condita da giocate di alta scuola che lo confermano come il pericolo pubblico numero uno per distacco.

6 • 13' st Rileva Romano con il piglio di chi ha una voglia matta di spaccare il mondo. Il suo ingresso è un toccasana per la squadra in un momento di stanca: si piazza sulla trequarti e inizia immediatamente a "fare legna", alzando il livello della pressione sui portatori di palla avversari. Nonostante il ruolo offensivo, non si risparmia nei raddoppi e nei contrasti, sporcando ogni traiettoria e ringhiando su ogni pallone vagante. La sua fisicità debordante permette ai compagni di rifiatare, fungendo da primo baluardo difensivo e garantendo una protezione preziosa al possesso palla. Un cambio azzeccatissimo che ha portato sostanza e grinta nel cuore della manovra, confermandosi un lottatore nato capace di sacrificarsi per il bene collettivo.

VOTO • 18' st Entra al posto di un ispiratissimo Curti e riesce nell'impresa non facile di non farne rimpiangere troppo la qualità, puntando tutto su una gestione del pallone estremamente lucida e furba. Gli basta appena un minuto dal suo ingresso per lasciare il segno: al 19' st è bravissimo a proteggere la sfera e a guadagnare un fallo prezioso che spezza l'inerzia degli avversari e regala una punizione vitale per far salire il baricentro. Dimostra una grande intelligenza tattica, posizionandosi sempre correttamente per intercettare le linee di passaggio e offrendo uno scarico sicuro ai difensori sotto pressione. Anche se gioca meno minuti rispetto a Monetti, il suo apporto in termini di equilibrio e gestione dei momenti caldi della gara è di assoluto valore per congelare il risultato.

• La squadra gioca a memoria, ed è capace di scambiare il pallone con una fluidità invidiabile e di occupare gli spazi con un'intelligenza tattica superiore. Il primo tempo parla di un'ottima di preparazione atletica e tecnica: i suoi ragazzi si trovano a occhi chiusi, costruendo almeno due palle gol nitidissime che avrebbero dovuto spaccare il match. Tuttavia, l'estetica non basta se non viene accompagnata dalla ferocia sotto porta. Il grande limite della sua gestione odierna è proprio questo: una manovra avvolgente che però resta incompiuta, trasformando il dominio territoriale in un esercizio di stile senza il guizzo del killer. Ha il merito di aver dato un'identità iniziale forte al gruppo, ma c'è da insistere sulla cattiveria negli ultimi sedici metri, perché produrre così e calare nella ripresa, senza sbloccare il risultato è un'omissione che pesa come un macigno sull'economia della gara e della classifica.

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