Torneo delle Regioni • Under 17
28 Marzo 2026
TORNEO DELLE REGIONI RAPPRESENTATIVA UNDER 17 • Luca Bellini, racconta le sensazioni alla vigilia del debutto
C’è un’immagine che, nel calcio moderno, funge da salvagente per chiunque naufraghi al debutto: l’Argentina di Scaloni che cade contro l’Arabia Saudita nel 2022, per poi andare a prendersi la Coppa del Mondo. La Lombardia scende in Puglia con uno status importante, ma l'impatto con la realtà del campo è un frontale contro un muro di cemento chiamato Abruzzo. Dalla "punta" al "tacco" per dominare l'industria del calcio giovanile, questo era il piano. Invece, 158 giorni dopo quel primo contatto del 22 ottobre a Mazzo di Rho, i venti scelti da Bellini vivono un esordio grigio. La Lombardia si trova di fronte un avversario di totale: uno shock termico che porta al 3-0 già a fine primo tempo. Inutile girarci intorno, il poker incassato a Bari è una ferita profonda. Eppure, se la storia recente del calcio insegna qualcosa, è che un esordio disastroso può essere il prologo di un'epica risalita. Ma per imitare l'Albiceleste, servirà cambiare pelle, e in fretta.
Al termine della sfida, la delusione di Luca Bellini è palpabile, ma la sua analisi resta chirurgica. Il tecnico non si nasconde dietro la sfortuna degli episodi, ma punta dritto al cuore del problema: l'approccio mentale di un gruppo apparso irriconoscibile rispetto ai mesi di preparazione. «Un esordio decisamente problematico – esordisce il condottiero lombardo – abbiamo cercato di mettere ordine fra primo e secondo tempo e sicuramente da quel punto di vista c'è stata una reazione, ma sempre con troppe amnesie. Sicuramente qualcosa non ha funzionato in termini di testa, questa non è la squadra che ho visto nella fase di preparazione, con la voglia di restare attaccata alle cose. Abbiamo ancora davanti a noi, nonostante una differenza reti impegnativa, due partite e cerchiamo di fare il meglio possibile in queste due nostre possibilità».
Nonostante il tabellino reciti un impietoso 1-4, sigillato nel finale dal graffio di Hidalgo che ha vanificato il gol della bandiera di Simo Previtali, la parola d'ordine nello spogliatoio è "resilienza". La Lombardia non è abituata a calare la notte così presto e Bellini sa che l'unica via d'uscita è un radicale reset psicologico. Bisogna svuotare la mente dal peso del risultato e tornare a correre con la leggerezza dei mesi invernali. «La chiave è dimenticare tutto – prosegue Bellini, tracciando la rotta per i prossimi impegni – pensare che non dobbiamo preoccuparci su quanto non è stato fatto, ma concentrarci su quello che ancora c'è da fare. Ci sono ancora '90+'90 e poi dopo ce l'andremo a giocare per forza».
Questi 180 minuti residui saranno il vero banco di prova per una selezione che vanta talenti. La «differenza reti impegnativa» impone ora un percorso roboante contro Campania e Sicilia: non c'è più spazio per i calcoli, serve solo la sostanza. Se l'obiettivo è davvero tornare al "cuore dell'industria", i ragazzi di Bellini dovranno dimostrare che quello di Bari è stato solo un brutto sogno, un incidente di percorso simile a quello dei campioni del mondo di Scaloni. La notte è calata, è vero, ma in un torneo così breve l'alba è sempre a portata di mano, a patto di ritrovare quella voglia di restare «attaccati alle cose» che oggi è mancata.
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