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Torneo delle Regioni • Under 17

Lo Scudetto lascia la Lombardia: «Adesso abbiamo un torneo da portare a termine con orgoglio»

La regione campionessa in carica saluta il TDR, Bellini: «Il valore visto in campo non è quello del percorso»

Luca Bellini, Rappresentativa Under 17

TORNEO DELLE REGIONI RAPPRESENTATIVA UNDER 17 • Luca Bellini nel post partita con la Campania

Nel calcio, come nella vita, non basta resettare il passato per cambiare il futuro; serve che la realtà si pieghi alla volontà, e ad Acquaviva delle Fonti la realtà è stata un muro di gomma. La Lombardia Under 17 scende in campo contro la Campania con un solo imperativo: dimostrare che il naufragio contro l'Abruzzo è stato solo un incidente di percorso, un’eclissi passeggera per chi porta sul petto lo Scudetto. L'avvio sembra dare ragione ai ragazzi: cinquantacinque secondi per spaventare Tirelli, tre minuti per sbloccarla con il Pistolero Suarez, che come un rombo di tuono infila il vantaggio sotto le gambe del portiere. Per venti minuti, la Lombardia accarezza il sogno della rimonta, ricordando a tutti perché questo girone era stato definito «nobile». Poi, però, torna a calare la notte. La Campania non si dimostra superiore nel gioco, ma terribilmente più cinica, più affamata di quegli episodi che decidono i destini brevi di un torneo. Il pareggio di Travaglino e le "sassate" della ripresa spengono la luce: il 3-1 finale, unito al successo dell'Abruzzo, sancisce la sentenza più dolorosa. La Lombardia è fuori dal Torneo delle Regioni con una giornata d'anticipo.

L’ANALISI DI BELLINI: «PUNITI OLTREMODO DAGLI EPISODI, MA È MANCATO IL CLICK»

A fine gara, Luca Bellini si presenta con la lucidità di chi sa che il calcio non fa sconti. Non ci sono scuse legate ai risultati degli altri campi, ma solo la consapevolezza di un valore espresso a metà, di un potenziale rimasto inespresso proprio nel momento della verità. «Prima di tutto, non è complice il risultato dell'Abruzzo — esordisce il tecnico lombardo — siamo noi che non abbiamo fatto abbastanza. Se non vinci due partite su due, qualche domanda te la devi fare. Resta comunque un percorso importante di selezione, sapevamo che riconfermarsi era molto difficile. Spiace perché il valore che si è visto in campo non è quello visto nel percorso di avvicinamento. Siamo stati puniti oltremodo dagli episodi, in particolare oggi: se ieri potevamo aver pagato un po' di inesperienza e di "tremarella", oggi sono stati proprio gli episodi a condannarci. Sapevamo che era un girone che voi avete definito nobile, ma questo non giustifica il nostro approccio».

LA FORZA MENTALE E L'ORGOGLIO: «CHIUDERE CON DIGNITÀ»

Il problema, secondo lo staff tecnico, non è stato tattico. Dopo la disfatta di Capurso, l'area tecnica aveva analizzato ogni frame, studiando la Campania e preparando un piano di riscatto che nei primi minuti sembrava funzionare alla perfezione. Eppure, al primo schiaffo ricevuto, la squadra si è smarrita di nuovo, vittima di un blocco psicologico difficile da scardinare in pochi giorni. «Già da ieri, finita la partita, abbiamo analizzato la gara con l'Abruzzo e c'era già la voglia di riscattarsi; si è vista all'inizio — spiega Bellini — ma abbiamo staccato ancora una volta la testa alle prime difficoltà. Forse è mancato questo click mentale. Sono ragazzi che hanno doti e qualità, ma quello che avevo detto loro era di trovare la forza mentale per dimostrare di poter fare a tutti gli effetti i calciatori. Adesso abbiamo comunque un torneo da portare a termine con dignità e con orgoglio, perché siamo comunque la Lombardia».

Il "tramonto nerissimo" di Acquaviva delle Fonti lascia in dote un'ultima partita contro la Sicilia che non varrà per la classifica, ma per l'onore. Per quei venti ragazzi che hanno sognato di emulare l'Argentina del 2022, la realtà è stata diversa: non ci sarà nessuna finale, nessuna coppa da alzare al cielo di Puglia. Resta l'amarezza di un "percorso importante" che si infrange contro il cinismo campano, lasciando la Lombardia a interrogarsi su quel click mentale mancato che ha trasformato la difesa del titolo in una prematura uscita di scena. Cala la notte, stavolta definitivamente, ma l'orgoglio di rappresentare la regione più titolata d'Italia impone un ultimo sussulto di dignità. Gli interpreti per farlo, ci sono.

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