Cerca

Torneo delle Regioni • Under 15

L'ex Atalanta è chiave: la Rappresentativa dietro concede pochissimo grazie alla sua "diga umana"

Francesco Falgari è il cuore del centrocampo lombardo: in campionato costruisce i gol, al TDR blocca quelli rivali

Francesco Falgari, Rappresentativa Under 15

TORNEO DELLE REGIONI RAPPRESENTATIVA UNDER 15 • Francesco Falgari, diga nel centrocampo dei classe 2011

Francesco Falgari, per tutti Falga, porta nel suo modo di giocare la serietà e la determinazione tipiche della terra bergamasca. Nato a Bergamo da genitori italiani, Francesco ha vissuto un percorso giovanile che molti sognano, trascorrendo cinque anni nel vivaio dell'Atalanta. Quell'esperienza a Zingonia ha forgiato la sua tecnica e la sua visione di gioco, ma si è interrotta bruscamente per scelte societarie. Un ostacolo che avrebbe potuto abbattere chiunque, ma non lui. Falgari ha trovato nel Ponte San Pietro, oggi Ponte Mapello, la sua isola felice, un contesto dove è tornato a sorridere e a dominare il centrocampo. In questa stagione sta viaggiando a ritmi altissimi: 18 presenze e ben 8 gol, numeri impressionanti per un giocatore che agisce spesso come schermo davanti alla difesa. Nonostante il campionato veda la Virtus ingiocabile al primo posto, Francesco guarda alla sua squadra con orgoglio: «Noi siamo una buona squadra, siamo proprio forti». È questa fiducia nei propri mezzi che lo ha reso il leader silenzioso della Lombardia Under 15.

IL FRANGIFLUTTI INVALICABILE: UNA DIGA UMANA IN PUGLIA

Se la Lombardia ha chiuso il girone con una solidità difensiva invidiabile, gran parte del merito va attribuito al lavoro oscuro e preziosissimo di Falgari. Al Torneo delle Regioni, Francesco ha interpretato il ruolo di play basso con una ferocia agonistica fuori dal comune. Fin dalla prima partita contro l'Abruzzo, è emerso come il frangiflutti ideale: un giocatore che vive per il contrasto e che non tira mai indietro la gamba. Al 12' di quella gara, un suo intervento provvidenziale ha tolto le castagne dal fuoco alla retroguardia verde, confermando un senso della posizione eccellente. Nonostante un cartellino giallo rimediato per eccesso di irruenza, la sua prestazione è stata di pura sostanza, agendo come uno scudo umano capace di vincere ogni duello aereo e di sporcare ogni linea di passaggio avversaria.

INTELLIGENZA TATTICA E COLPI DECISIVI

Il valore di Falgari, però, non si limita alla fase di interdizione. Francesco possiede quel terzo occhio tipico dei grandi registi, capace di prevedere lo sviluppo dell'azione prima ancora che accada. «Bisogna restare sempre concentrati, senza distrazioni, pensando sia a ciò che si sta facendo sia alla giocata successiva», spiega lui stesso. Una filosofia applicata magistralmente contro la Campania. Al 13’ della secondo tempo, ha compiuto un salvataggio miracoloso mettendosi sulla traiettoria di un colpo di testa a botta sicura: un intervento che vale quanto un gol. L'emozione, che lui definisce come «incredibile» per la vittoria all'ultimo contro i campani, passa in grande parte proprio da questa sua capacità di farsi trovare al posto giusto e nel momento giusto. È una piovra sradica palloni.

LA LEADERSHIP VERSO I QUARTI DI FINALE

Contro la Sicilia, nell'ultima e decisiva sfida del girone, Falgari è stato ancora una volta immenso. All'8’ della ripresa ha fatto gasare la panchina e i tifosi con un'arpionata in scivolata da antologia, recuperando un pallone che sembrava perso e trasformandolo in una nuova azione d'attacco. È il classico giocatore che ogni allenatore vorrebbe avere: sempre attento a mettere una pezza dove serve, ma capace di giocare a due tocchi o di prima quando il pressing avversario si fa soffocante.

Francesco sente il peso e il prestigio della maglia lombarda, ma non ne è schiacciato. Al contrario, la sua convinzione è contagiosa. Si aspettava di raggiungere i quarti di finale perché crede nel lavoro di questo gruppo, un collettivo capace di soffrire e reagire. Ora che la fase calda del torneo entra nel vivo, il "regista arretrato" di Bergamo è pronto a alzare ulteriormente l'asticella. L'obiettivo è semplice quanto ambizioso: arrivare il più avanti possibile, guidando i compagni con la forza della sua concentrazione e la precisione dei suoi lanci. Per Falgari, il calcio è una missione fatta di precisione, sacrificio e quella voglia di vincere che solo chi è caduto e si è rialzato può possedere.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter