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Torneo delle Regioni • Under 15

Orgoglio shqiptar, il subentrato d'oro regala l'assist che assicura la qualificazione

«O'Rey» Copa si dimostra decisivo quando la Rappresentativa ha bisogno, il classe 2011 brilla

Rey Copa, Rappresentativa Under 15

TORNEO DELLE REGIONI RAPPRESENTATIVA UNDER 15 • Rey Copa

Il calcio, a volte, è una questione di coordinate geografiche e legami di sangue che si intrecciano in un unico destino. Per Rey Copa, il viaggio inizia a Carate Brianza, e nelle sue vene scorre fieramente sangue shqiptar, da parte di entrambi i genitori. Questa dualità culturale sembra avergli donato una dote rara: la capacità di adattarsi, di lottare e di emergere in contesti competitivi senza mai perdere la bussola. Il suo percorso con il pallone tra i piedi parte dalla Palaextra, la squadra del suo paese, dove Rey impara le basi del gioco prima di passare all’Inveruno. Ma è l'approdo alla Vis Nova, circa quattro anni fa, a segnare la vera svolta. Con le baby lucertole, Copa ha trovato l'ambiente ideale per trasformarsi da promessa a certezza, diventando uno dei perni di una squadra che oggi si gioca il campionato Under 15 Élite testa a testa con la corazzata Varesina. Con 25 presenze stagionali e 2 gol all'attivo, Rey è diventato l'uomo della continuità, tanto da meritarsi anche i primi allenamenti con l'Under 16, un segnale chiaro di come il club neroverde punti forte sul suo talento. Soprannome? Da scegliere: Copa del Rey, Copagabana, O'Rey. Van bene tutti. 

IL TORNEO DELLE REGIONI: L'ARTE DI ADATTARSI AI MOMENTI

Quando la Lombardia ha diramato le convocazioni per la Puglia, il nome di Rey Copa era tra quelli cerchiati in rosso. Nonostante la concorrenza spietata in un gruppo di "venti eletti", Rey ha saputo ritagliarsi un ruolo da protagonista assoluto, agendo spesso come il "grimaldello" capace di scardinare le difese avversarie nella ripresa. Il suo esordio contro l'Abruzzo è stato un manifesto di intelligenza tattica. Entrato al 18' della ripresa al posto di un ottimo Curti, Copa non ha sentito il peso della responsabilità. Mentre la partita sembrava bloccata in uno 0-0 nervoso, lui ha portato ordine. Un minuto dopo il suo ingresso, ha protetto palla con una malizia da veterano, guadagnando un fallo che ha permesso alla Lombardia di rifiatare e alzare il baricentro. È in quel momento che si è capito che Rey non era lì solo per partecipare, ma per gestire i ritmi emotivi della gara. La sua analisi post-partita, lucida e quasi severa, racconta molto della sua mentalità: «Buttavamo un po' palla su, non rischiavamo la giocata». Un’osservazione che denota un desiderio costante di controllo e qualità, rifiutando il calcio "lungo e pedalare" a favore della costruzione ragionata.

LA CONSACRAZIONE: DECISIVO CON CAMPANIA E SICILIA

Il vero capolavoro di Copa è arrivato nel tandem contro Campania e Sicilia. Nella sfida contro i campani, una partita sporca e carica di tensione elettrica, Rey è entrato nuovamente al 18' della ripresa, portando subito elettricità e pulizia tecnica. Il suo intervento aereo al 21' ha ripulito l'area in un momento di massima pressione avversaria, ma è al 38' che il suo piede ha scritto la storia. Dalla bandierina, Copa ha disegnato una traiettoria tesa e velenosa, un cross che ha mandato in tilt la difesa campana permettendo a Gambelli di siglare il gol del 2-1 definitivo dopo una ribattuta. Quel corner non è stato solo un gesto tecnico, ma il simbolo della resilienza lombarda. 

Contro la Sicilia, poi, Rey è salito ancora di cattedra. Entrato all'inizio del secondo tempo, ha svoltato definitivamente la manovra. Al 15', con una sgasata sulla sinistra che ha lasciato sul posto il diretto marcatore, ha messo un pallone rasoterra "al bacio" per il piattone di Curti. È l'assist del 2-0, quello che mette in ghiaccio la qualificazione e spedisce la Lombardia ai quarti da capolista. Una maturità tattica superiore, dimostrata nel saper fare sempre la scelta giusta: quando puntare l'uomo, quando scaricare, quando proteggere.

IL PESO DELLA MAGLIA E IL SOGNO TRICOLORE

Per un ragazzo nato nel 2011, indossare la maglia della Lombardia non è solo un onore, è una responsabilità. «È una bellissima responsabilità», confessa Rey, consapevole di far parte di una delle selezioni più prestigiose d'Italia. La sua forza risiede nell'equilibrio tra la spinta offensiva e la capacità di sacrificio. La sua Vis Nova è a soli due punti dalla vetta e lui porta quell'abitudine alla vittoria anche in Rappresentativa. Con la sua visione di gioco e la capacità di incidere nei momenti caldi, Rey Copa si candida a essere l'uomo della provvidenza anche nelle fasi finali. Il traguardo non è più solo partecipare, ma arrivare fino in fondo, con la consapevolezza che ogni suo tocco può trasformare una partita complicata in un successo indimenticabile, ma la responsabilità di non voler strafare. Si è passato il girone, ora bisogna resettare e ripartire da capo.

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