Torneo delle Regioni
31 Marzo 2026
TORNEO DELLE REGIONI 2026 PIEMONTE VDA • Un torneo decisamente fallimentare: il Piemonte VDA va fuori con tutte le squadre ai gironi
Il calcio sa essere uno sport terribilmente ingiusto: chi vince gode, chi perde spiega e viene messo alla gogna per aver sbagliato tutte le scelte possibili, anche quelle che obiettivamente non si prendere in modo diverso. Il Torneo delle Regioni 2026 del Piemonte VDA è stato uno dei fallimenti sportivi regionali più grandi del nuovo millennio, un incubo che difficilmente verrà dimenticato. Questa edizione del Torneo delle Regioni verrà ricordata come la peggiore, come il punto più basso sotto cui non si può scendere: un dato che chiaramente può essere confortante da un lato, dall'altro però ha alzato degli interrogativi inevitabili. Il risultato sportivo, volente o nolente, è legge quando si parla di calcio così come di altri sport: puoi giocare bene, puoi essere il più bello e bravo di tutti, ma se in 12 partite collezioni 3 vittorie, 3 pareggi e 6 sconfitte qualcosa non ha funzionato. Se una regione come la Calabria, che di scudetti nella sua storia ne ha vinti solo 2, ha qualificato 3 selezioni su 4, qualcosa non ha funzionato. Ed è importante che chi comanda faccia delle analisi e delle riflessioni.

Partiamo dalle note meno difficili da digerire. Prendiamo in prestito da una serie di frasi che sono circolate in zona spogliatoio nel pomeriggio di lunedì 30 marzo, quando il Piemonte VDA ha affrontato la Calabria. «Le ragazze hanno dimostrato di valere 10 volte i ragazzi presenti qui». La frase è forte, ma nasconde un fondo di verità importante: Gianluca Chessa e il suo staff ha portato alto l'orgoglio di queste due regioni con un torneo di livello, riuscendo a riscattare quel primo passo falso con la Toscana con un partitone, vinto 3-0 (il miglior risultato del TDR pugliese di tutta la spedizione), contro la Liguria. La gara con la Calabria ha i tratti dello psicodramma: vantaggio con Silvia Bufano, resistenza estrema, una gioia per la qualificazione pregustata e il gol beffa al 90', nell'unico errore di una partita praticamente perfetta.
Onestamente a queste ragazze non si può dire nulla: hanno fatto il possibile, hanno giocato bene e soprattutto hanno trasmesso una enorme positività a tutti, uscendo di fatto in modo immeritato dal TDR. La sensazione vista dalla tribuna è che lo stato di salute del movimento regionale è ottimo: un gioco bello ed entusiasmante, un gruppo unito e poche note negative da segnalare, se non la troppa scarsa attenzione che queste ragazze hanno a livello mediatico. Tribune quasi vuote, con le persone che preferivano andare a pranzo rispetto che seguire e sostenere queste ragazze. Noi l'abbiamo fatto, nel nostro piccolo, anche se purtroppo non è bastato. Resta però l'orgoglio di essere state le migliori di tutti.

Uscire come seconda solo per la differenza reti è chiaramente un momento sfortunato, ma anche l'Under 15, nonostante abbia portato 2 vittorie su 3 di tutta la breve spedizione in Puglia, ha tanto rammarico che inserirà nella valigia per il ritorno. Quel 5-0 contro la Toscana all'esordio è un risultato brutto, che ti porti dietro sia sul fronte psicologico che su quello prettamente di classifica: il Piemonte VDA, per quello che rappresenta, non può permettersi di perdere 5-0 con nessuno, nemmeno con una potenziale corazzata che, ricordiamo, il giorno dopo ha pareggiato con la Calabria. Forse non è stata preparata a sufficienza la squadra per impattare il torneo, perché questi ragazzi all'esordio sono apparsi proprio spaventati e irriconoscibili. Non può solo essere un discorso di età, perché i 2009 due anni fa in Liguria hanno vinto lo Scudetto e raggiunto una semifinale in Sicilia nel 2025.
Franchino Di Nuovo forse sapeva toccare le corde giuste in modo diverso? Forse le annate erano migliori? Forse Gallelli non ha saputo trovare la chiave giusta per un torneo così breve? Le considerazioni tecniche sull'operato del selezionatore le saprà sicuramente fare meglio Massimo Storgato, ma la sensazione dalla tribuna è che questa squadra è partita come un diesel quando invece devi partire a razzo. Se sbagli anche solo una formazione in una partita rischi di perdere tutto e così è stato.

È onestamente la delusione più grande di tutte. Una squadra decantata ed elogiata da tutti, piena di talenti in tutti i reparti, che lascia il Torneo delle Regioni con due sconfitte e un pari e zero gol subiti. È incredibile soprattutto quest'ultimo dato, per una squadra che in tutto l'avvicinamento non ha sicuramente avuto problemi a trovare la porta, come testimoniano le numerose reti segnate nelle amichevoli con squadre professionistiche come Juventus, Pro Vercelli e Bra. E questa assenza di reti, oltre alla sfortuna vera e propria che ci ha messo lo zampino, va sicuramente attribuita anche alle prestazioni non all'altezza del proprio talento di molti giocatori di questa selezione su cui le aspettative erano altissime. E non solo le aspettative di chi, come noi, ha seguito questi ragazzi in ogni appuntamento, ma anche quelle dello staff e dei vertici del calcio dilettantistico italiano: tutti gli addetti ai lavori avevano individuato nel Piemonte VDA una rosa destinata a fare grandi cose in questo TDR, con molti dei giocatori più forti del torneo, non a caso attenzionati da club professionistici e nel giro della Nazionale Dilettanti.
Ecco che, con questa attesa, la delusione per un'eliminazione arrivata già alla seconda giornata, non può che essere cocente. C'è la forte sensazione che questa squadra potesse arrivare in fondo, come lo scorso anno, e invece il fondo lo abbiamo toccato subito. Se la rosa è considerata valida alla quasi totale unanimità degli addetti ai lavori, con le critiche che arrivano principalmente dal lato degli esclusi, allora il problema va cercato nelle motivazioni e nella capacità di trasmettere a questa squadra il fuoco sacro che gli permetta di reagire ai momenti negativi, come ad esempio un errore individuale, e di esprimere a pieno potenziale il proprio gioco. Un'impostazione tattica, con un possesso palla di qualità e propositivo, che la selezione di Gianfranco Marangon ha sempre espresso, seppur a tratti, anche in questo Torneo delle Regioni, ma che non è mai riuscito, inspiegabilmente, a finalizzare.

Partiamo con una premessa: il percorso di Licio Russo in Rappresentativa è da considerarsi uno dei più vincenti della storia del Piemonte VDA, paragonabile forse solo a quello di Luciano Loparco, che di scudetti ne ha vinti due nella stessa categoria. Un tricolore nel 2024 e una finale nel 2025 persa per un soffio, ma l'edizione in Puglia è stato un netto passo indietro. Neanche una vittoria per la nostra Juniores, che solo qualche mese fa conquistava la qualificazione alla UEFA Regions' Cup e che ora non va manco ai quarti di finale del TDR. Un grosso peccato per una squadra con tanta qualità in mezzo al campo, ma fortemente sbilanciata: 2 soli attaccanti di ruolo, zero esterni offensivi e tantissimi centrocampisti che, per un 4-3-3 nella testa di Licio Russo, chiaramente non andava bene.
Il lato tecnico però si può discutere o meno: per le persone medie è facilissimo oscillare tra grandi elogi e tra filippiche critiche. Il problema grosso di queste tre partite è stato un altro: 3 squadre su 4 nel girone B sapevano fare "gioco sporco" e "guerra sportiva", una no. Quella che non sapeva farlo ha fatto un punto su 9 disponibili ed è uscita subito. Troppo leggeri e forse troppo "giochisti" contro una Toscana, una Liguria e una Calabria fortissime nel buttarla in caciara e nel sfruttare i momenti topici della partita, mentre nel Piemonte VDA nessun calciatore era in grado di dare quell'input forte in più sul piano nervoso. Quei calciatori, nelle passate edizioni dove sei arrivati fino in fondo, c'erano in entrambi i casi.