Serie A
27 Novembre 2025
PARMA SERIE A - Edoardo Corvi, portiere classe 2001, ha debuttato nella massima serie in Verona-Parma di domenica 23 novembre
La prima fotografia non è una parata, ma un attimo sospeso. Minuto iniziale al «Bentegodi», il pallone schizza in area piccola, Edoardo Corvi non esita: corpo proteso, mani ferme, riflesso che strozza in gola l’urlo del Verona. È il primo tocco in Serie A di un portiere di 24 anni nato a Parma, cresciuto nel settore giovanile gialloblù, chiamato a difendere la porta della squadra della sua città nel giorno più fragile e più atteso. Da lì in avanti, niente fronzoli: postura rassicurante, tempi d’uscita corretti, zero protagonismi e tanta sostanza. Il Parma di Carlos Cuesta vince 2-1, l’esordiente sembra un veterano. E il «Tardini», sabato, potrebbe essere già casa sua.
UN DEBUTTO CHE PESA
La cronaca è testarda: Parma avanti con la doppietta di Mateo Pellegrino e successo in trasferta per 2-1, ma dentro il risultato c’è l’impronta del nuovo numero uno. I gialloblù di Cuesta subiscono nei primi minuti la pressione del Verona, che sfiora il vantaggio e segna anche un gol subito cancellato per offside. In quel tratto, la prontezza di Corvi tiene il battito della gara dove serve. Nel complesso, dati alla mano, il Verona chiude con 58,9% di possesso ma produce appena 2 tiri nello specchio, a fronte dei 7 del Parma: numeri che, al netto delle dinamiche del match, raccontano una squadra ospite capace di difendere alto, ripartire con criterio e proteggere il proprio portiere. Il segnale più utile, per un ragazzo alla prima assoluta nel massimo campionato, non è l’acrobazia da copertina, ma la gestione degli episodi: una presa sicura che spegne una mischia, un’uscita in anticipo su un filtrante, un tempo d’attesa prima di verticalizzare. Momenti che spesso fanno la differenza nella testa di chi gioca e di chi guarda. Lo hanno notato i compagni, lo ha sottolineato lo stesso Corvi nel post-partita: «È stato un pomeriggio speciale, un sogno che si è avverato. Lavoro tutta la settimana per farmi trovare pronto».
DAL BENTEGODI AL TARDINI: IL GIORNO 2 DI UNA STORIA CHE RICOMINCIA
Sabato 29 novembre 2025 il Parma torna al Tardini per affrontare l’Udinese. Le indicazioni della vigilia sono piuttosto chiare: Corvi è il favorito per una nuova maglia da titolare, in attesa che il neoarrivato Vicente Guaita completi l’adeguamento atletico dopo il periodo di inattività e che il rientro di Zion Suzuki si allinei con i tempi medici. Le proiezioni degli addetti ai lavori che si occupano di probabili formazioni convergono: Corvi tra i pali, linea a tre con Delprato, Troilo e Valenti, e il solito 3-5-2 di Cuesta. Per un portiere, due partite in sei giorni possono cambiare la direzione di un’intera stagione.
PROFILO TECNICO
Nel calcio di Cuesta il portiere non è un mero guardiano della linea di porta. Serve un estremo che interpreti con naturalezza tre compiti: 1) gestione dell’area piccola con coraggio; 2) precisione nell’avvio della manovra corta; 3) scelta del tempo nella palla lunga per uscire dalla pressione. Corvi, dal percorso formativo dentro Collecchio, è cresciuto in questi principi: piedi educati quanto basta, letture preventive, una tendenza a scegliere la giocata semplice. E dote rara nelle squadre giovani: la calma. Non una lentezza di mano, ma il contrario: la velocità di pensiero che semplifica il gesto. È l’effetto di un progetto tecnico che ha messo la responsabilità dentro l’allenamento, prima che dentro le partite.
LA PARABOLA, DALLE GIOVANILI AL PROFESSIONISMO
I primi passi nel calcio arrivano con la maglia del Parma nel 2010, tra i Pulcini, dentro un club che di lì a poco avrebbe affrontato la stagione più complessa della sua storia recente. Corvi resta, attraversa il fallimento societario da adolescente, risale insieme al club. Nel 2021 viene mandato a fare esperienza in Serie C al Legnago Salus: 17 presenze e l’impatto con il professionismo, le abitudini nuove, le responsabilità quotidiane. Quindi il rientro, la promozione in Serie A con i crociati, l’esordio tra i grandi «prendendo» la porta di Gigi Buffon in Serie B quando serve, il ruolo di vice accanto a Leandro Chichizola nell’anno della risalita. È una linea spezzata e ricomposta, come accade spesso a chi esce dal vivaio e rientra con più strumenti. Il club ha messo in chiaro la fiducia il 3 gennaio 2025: rinnovo fino al 30 giugno 2027, messaggio esplicito di programmazione e di identità. Non un atto formale, ma la certificazione che a Parma si può ancora crescere dentro casa, senza dover inseguire altrove l’occasione.
IL CONTESTO: L'INFORTUNIO DI SUZUKI E L'ARRIVO DI GUAITA
Il debutto di Corvi nasce da una necessità: l’infortunio alla mano sinistra di Zion Suzuki, operata con tempi di recupero stimati tra i 3 e i 4 mesi. Una perdita significativa, mitigata dall’arrivo dello svincolato Vicente Guaita, classe 1987, contratto fino al 30 giugno 2026, maglia 13. Curriculum pesante: Valencia, Getafe, Crystal Palace e Celta Vigo, 154 presenze in Premier League. Il piano è lineare: Guaita porta esperienza, Corvi porta presente e prospettiva. L’equilibrio tra i due, nel breve, dipenderà dalla condizione dello spagnolo e dalle risposte del parmigiano nelle prossime settimane. Non è un dettaglio, peraltro, che la scelta su Guaita sia maturata anche in funzione del lavoro sul campo del preparatore dei portieri Nicola Pavarini: staff e società hanno costruito un triangolo di sicurezza che comprende l’immediato (Corvi titolare), il medio (Guaita che entra in ritmo) e il lungo periodo (il rientro di Suzuki). Una gestione che, vista dall’esterno, parla di prontezza e chiarezza dei ruoli. Sabato, al Tardini, capiremo se questo aspetto può diventare progetto.