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Mondiali Under 17

Italia, sei favolosa! Gli Azzurrini superano il Brasile dagli undici metri e riscrivono la storia

Le super parate di Longoni e il rigore decisivo di Baralla regalano il bronzo alla squadra di Favo

ITALIA UNDER 18 • Alessandro Longoni

ALESSANDRO LONGONI • Il portiere del Milan para due rigori e mette la sua firma sulla vittoria degli Azzurrini (foto figc.it)

Questa volta sì, è quella buona. Il solo pensiero di rivivere gli spettri dello scorso 29 maggio era dietro l'angolo. Quel giorno l'Italia abbandonò il sogno di giocare la sua seconda finale europea consecutiva proprio ai calci di rigore. Circa sei mesi dopo l'epilogo è diverso, e lo scenario ben più importante. Perché così in alto in un Mondiale U17 gli Azzurrini non ci erano mai arrivati. È stato necessario soffrire, nonostante il costante impeto offensivo dei ragazzi di Favo e la superiorità numerica. È stato fondamentale mantenere sempre alta la guardia e i nervi saldi, anche dopo la rete - poi annullata - trovata dal Brasile. E non era facile, perché la sconfitta con l'Austria avrebbe potuto mettere in ginocchio chiunque per il modo in cui è arrivata. Non loro, questi straordinari ragazzi che hanno compiuto una vera e propria impresa. 4-2 dopo i rigori contro la Seleção, che finora aveva avuto sempre la meglio dagli undici metri durante la fase ad eliminazione diretta: Longoni para l'impossibile, Baralla dimostra che il futuro azzurro è brillantissimo. Questa volta sì, è l'Italia a sorridere

SELEÇÃO IN DIECI DOPO UN QUARTO D'ORA

Nulla è ancora perduto. Gli Azzurrini hanno un'enorme chance per entrare di diritto nella storia: conquistare per la prima volta il podio in un Mondiale U17. Favo cambia qualcosa rispetto alla sconfitta incassata in semifinale con l'Austria: dietro ci sono Bovio e il rientrante Marini, la novità a centrocampo riguarda Maccaroni, mentre in avanti agisce la coppia Campaniello-Arena supportata da Luongo - spostato sulla trequarti vista la pesante assenza di Inacio, squalificato a fine gara nell'ultimo turno. L'inizio è sicuramente di buon auspicio, perché Prisco & co. spaventano due volte Joao Pedro: prima Campaniello (murato dalla difesa Verdeoro), poi il tentativo da dentro l'area di rigore di Steffanoni (smorzato anch'esso dal Brasile). La risposta della squadra di Patetuci, però, è più che insidiosa: la Seleção elude bene la pressione azzurra e manda in porta Ruan Pablo, la cui stoccata sibila il palo e manda un forte segnale agli Azzurrini. Che acquisiscono coraggio e fiducia soprattutto dopo l'espulsione al 14' di Vitor Fernandes, già ammonito e in netto ritardo su Bovio. Lo dimostra la buona occasione capitata sui piedi del sempre temibile Steffanoni, che non riesce a convertire in rete l'ottimo assist di Marini (complice anche il disturbo della retroguardia brasiliana).

L'inferiorità numerica detta e influenza il copione degli ultimi venticinque minuti del primo tempo: l'Italia domina il possesso e si stanza nella trequarti avversaria, il Brasile si chiude come può e tenta l'effetto-sorpresa in contropiede. Ma serve maggiore imprevedibilità per provare ad indirizzare la partita, e quindi ci pensa Maccaroni a mettersi in proprio: uno-due sensazionale nello stretto con il compagno di club Arena e sinistro a giro terminato sul fondo per una questione di centimetri. Il forcing offensivo dei ragazzi di Favo viene interrotto solo momentaneamente dalla punizione del vivace Ruan Pablo, alleggerita con facilità dalla barriera azzurra verso i guantoni di Longoni. Perché nel finale di tempo è ancora l'Italia ad andare vicina al gol: Campaniello custodisce un pallone prezioso spalle alla porta e appoggia per Arena, il quale calcia piuttosto centrale e non impensierisce Joao Pedro. Chiamato ad uno sforzo maggiore sulla girata improvvisa dell'attaccante dell'Empoli, sempre pronto a fare la differenza come spesso accaduto nella fase ad eliminazione diretta di questo Mondiale. La gara, tuttavia, non accenna a sbloccarsi. 

NIENTE DA FARE: L'EQUILIBRIO RESISTE

Il canovaccio non sembra cambiare neanche nella ripresa. Gli Azzurrini partono meglio e dopo pochi minuti creano i presupposti per far male ai brasiliani, ma Arena viene ostacolato sul più bello a pochi passi da Joao Pedro. L'intento della squadra di Patetuci, in netta sofferenza dato l'uomo in meno, è chiaro: portare la gara ai calci di rigore. L'Italia, ovviamente, non ci sta e sfiora il vantaggio per ben due volte da palla inattiva: De Paoli manca per un soffio l'appuntamento con il gol dopo l'illuminante sponda di testa di Campaniello; Mambuku si avventa sulla pennellata dalla bandierina di Maccaroni, senza però riuscire a calciare in maniera pulita. Pur essendo in totale controllo, al 63' corre più di qualche brivido sulla schiena dei ragazzi di Favo.

Perché i Verdeoro, in una delle rarissime occasioni avute dalle parti di Longoni, trovano il gol dell'1-0 con l'incornata di Felipe Morais: per fortuna dell'Italia, il direttore di gara - dopo il controllo all'FVS - annulla la rete per posizione irregolare dello stesso numero 20 a seguito dell'assist volante di Dell. I minuti scorrono e il timore di non riuscire a chiudere la pratica entro il 90' prende il sopravvento. Ma il pericolo scampato scuote gli Azzurrini, che si scrollano di dosso le paure accumulate e rialzano la testa. Con Campaniello, il cui colpo di testa viene respinto dal sempre attento Joao Pedro. E soprattutto con Iddrisa (entrato al posto di Marini), che si rende protagonista di un'interessante opportunità per far tirare un sospiro di sollievo alla truppa azzurra dopo gli innumerevoli sforzi: il terzino del West Brom, però, si inserisce con leggero anticipo, non riuscendo a dare potenza e direzione al traversone smarcante di Luongo. Il muro eretto dal Brasile, quindi, non cade neanche questa volta. E allora saranno gli undici metri a decidere chi salirà sul terzo gradino del podio

ALESSANDRO LONGONI È L'EROE AZZURRO

È arrivato il momento che nessuno avrebbe voluto vivere, quello dei calci di rigore. Non sono bastati lo spirito e la qualità degli Azzurrini durante i tempi regolamentari. Adesso servono calma e sangue freddo per prendersi il bronzo e tornare a casa con qualcosa da raccontare. La serie dagli undici metri inizia nel migliore dei modi per entrambe le squadre: segnano Prisco e Lontani lato Italia, fanno lo stesso Dell e Tiago sponda Brasile. Poi il buio più totale: Luongo si fa ipnotizzare da Joao Pedro, Longoni si supera su Luis Pacheco. È perfetta parità. Si entra nel vivo, nel momento più cruciale della serie dagli undici metri: Mambuku calcia un rigore fotocopia a quello tirato qualche istante prima dal centrocampista del Torino, ma viene aiutato dal paloLuis Eduardo trova solo le mani del commuovente Longoni. A Baralla la grossa responsabilità per chiudere i conti e far impazzire panchina e pubblico azzurro: il numero 8 non trema e manda l'Italia al settimo cielo.

IL TABELLINO 

BRASILE-ITALIA 0-0 (2-4 DCR)
SEQUENZA RIGORI: Prisco (I) gol, Dell (B) gol, Lontani (I) gol, Tiago (B) gol, Luongo (I) parato, Luis Pacheco (B) parato, Mambuku (I) gol, Luis Eduardo (B) parato, Baralla (I) gol.
BRASILE (4-1-4-1): Joao Pedro, Luis Pacheco, Luccas Ramon, Vitor Fernandes, Angelo (37’ st Arthur Ryan), Ze Lucas (37’ st Vinicius Rocha), Kayke (19’ st Pietro Tavares), Tiago, Gabriel Mec (17’ Luis Eduardo), Ruan Pablo (1’ st Felipe Morais), Dell. A disp. Arthur Jampa, Lucas Andrade, Vitor Hugo, Andrey Fernandes. All. Patetuci.
ITALIA (4-3-1-2): Longoni, Marini (36’ st Iddrisa), Bovio, De Paoli, Mambuku, Prisco, Steffanoni (44’ st Elimoghale), Maccaroni (44’ st Baralla), Luongo, Campaniello, Arena (36’ st Lontani). A disp. Cereser, Nava, Reggiani, Pandolfi. All. Favo.
ARBITRO: Choi Hyun Jai (Corea del Sud).
ESPULSO: 14’ Vitor Fernandes (B).
AMMONITI: Vitor Fernandes (B), Luongo (I), Arena (I), Campaniello (I), Arthur Ryan (B).

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