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Serie C

Rosso al portiere, va in porta il centrocampista e para il rigore che porta alla vittoria: è una pazza serata di Coppa

Un match trasformato in racconto di resistenza e ingegno: l'allenatore azzecca la scelta decisiva e passa il turno

AREZZO-LATINA COPPA ITALIA SERIE C - MATTIA PORRO

AREZZO-LATINA COPPA ITALIA SERIE C - Mattia Porro, esterno di centrocampo classe 2005, giunto in nerazzurro la scorsa estate dopo un'esperienza alla Turris

La scena è di quelle che il calcio conserva gelosamente nei suoi archivi più preziosi: minuto di recupero, punteggio inchiodato sullo 0-0, e il Latina rimasto senza portiere per l’espulsione di Davide Basti. I cambi sono finiti, la panchina guarda attonita, lo stadio rumoreggia. Un esterno di centrocampo, Mattia Porro, alza la mano. Pochi secondi e si ritrova con i guanti, tra i pali, davanti alla curva amaranto. Poco dopo, nella sequenza dei tiri dal dischetto, arriva la parata che piega l’Arezzo e spalanca ai nerazzurri i quarti: un gesto tecnico e mentale che, in Coppa Italia, vale un titolo e racconta una squadra. Il Latina passa il turno, i toscani sono fuori. Il tutto dopo una di quelle storie che non si verificano certo spesso.

UNA PARTITA BLOCCATA, DUE IDEE DI CALCIO
Per oltre 90 minuti la gara resta tattica e fisica, con pochi spazi e tanta prudenza. L’Arezzo pressa e prova a far valere il proprio stato di forma, mentre il Latina di Alessandro Bruno lavora sulle ripartenze e sul gioco diretto, pronto a capitalizzare ogni errore. Occasioni nitide se ne contano poche, il punteggio non si schioda e tutto fa pensare ai rigori. Ma, nel recupero, succede l’imprevisto che cambia i codici della serata: rosso per Basti per un intervento da ultimo uomo su Eklu. Con le sostituzioni esaurite, la scelta obbligata: Porro in porta. Lo stadio trattiene il fiato, la panchina pontina si ricompatta attorno al suo nuovo estremo difensore improvvisato.

LA SEQUENZA DAL DISCHETTO: IL MOMENTO DI PORRO
La sequenza dei rigori è un elastico emotivo. Segnano Guccione per l’Arezzo e Riccardi per il Latina; poi Tito e Gagliano; quindi Iaccarino e Scravaglieri; avanti Tavernelli e Parodi; infilano ancora Varela e Pellitteri. Siamo al tiro che può piegare l’equilibrio: sul dischetto va Righetti. La conclusione è indirizzata, ma il «nuovo» portiere nerazzurro si oppone: rigore parato. Tocca allora al Latina chiudere il cerchio, e il sigillo arriva con Fasan: 6-5 dopo i calci di rigore. Quarti di finale per i pontini. Il dato è tanto semplice quanto dirompente: un esterno che, in emergenza, entra tra i pali e diventa l’eroe della notte.

REGOLE, CAMBI E DECISIONI IN POCHI SECONDI
Il regolamento della Coppa Italia Serie C (formula a gara secca fino ai quarti, con rigori dopo i 90’ in caso di parità) lascia poco margine all’errore nelle scelte di gestione: con i cambi già utilizzati, in caso di espulsione del portiere resta solo la soluzione «interna». Non è frequente, ma accade: ci si affida al giocatore che offre più garanzie di personalità, letture e coraggio. Porro ha tutte e tre le qualità: è lucido nel posizionamento, forte mentalmente e capace di azzerare la pressione nel momento decisivo. Nel caso di Arezzo, la richiesta di «straordinari» è arrivata nel frangente più delicato della partita, con tutto già pronto per i tiri dal dischetto. La risposta è stata da copertina.

IL SEGNO DI ALESSANDRO BRUNO: COMPATTEZZA E DETTAGLI
Il Latina aveva bisogno di una gara così per ribadire che la competitività non è soltanto una questione di classifica o di «status», ma nasce da una identità precisa e da un gruppo capace di reagire all’imprevisto. La gestione di Alessandro Bruno ha dato continuità a un’idea chiara: linee corte, densità, fiducia nei duelli, e, quando serve, la predisposizione al sacrificio. Non è un caso se il percorso in Coppa, già dalle prime sfide, ha visto i nerazzurri tenere la barra dritta nei momenti difficili, piegando avversari di spessore come il Perugia ai rigori. La parata di Porro è, in fondo, la materializzazione di questa cultura del dettaglio.

UNA STORIA DA RICORDARE: LA COPPA COME TEATRO DELL'IMPREVEDIBILE
Gli ottavi di Coppa Italia Serie C sono spesso laboratorio di idee e narrazioni. La vittoria del Latina ad Arezzo lo conferma: non serve un punteggio roboante per scrivere una pagina; bastano la gestione dell’imprevisto, la qualità dei dettagli e una parata che sfida le gerarchie del ruolo. In prospettiva, la notte del 26 novembre 2025 vale più di una qualificazione: restituisce autostima al gruppo di Bruno, si aggiunge al percorso già costruito (il 1-0 al Gubbio, il passaggio ai rigori sul Perugia) e soprattutto offre un manifesto: in questa Coppa, il Latina sa soffrire, sa attendere il momento e sa colpire. E mettere sul piedistallo un eroe di giornata come Porro.

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