Serie C
27 Novembre 2025
RAVENNA SERIE C - Nicolas Viola, centrocampista classe 1989, arriva da un triennio con la maglia del Cagliari tra Serie A e Serie B
Il primo tocco è un’apertura di interno sinistro che taglia il campo come un bisturi. Sulla pettorina gialla si legge il numero che in Romagna fa sognare: 10. È la nuova maglia di Nicolas Viola, classe 1989, appena atterrato al Ravenna: visita medica superata, primo allenamento in gruppo, subito nel cuore dell’azione. La scena è di quelle che restano: un regista di lungo corso che sceglie la Serie C per rimettersi al centro del gioco, e un club che punta su tecnica, personalità e letture per fare il salto di qualità. L’ufficialità è arrivata in serata, accompagnata da una definizione che pesa: «valore aggiunto per il reparto centrale». E, a giudicare dalla carriera di Viola, il claim suona più che realistico.
UN PROFILO DA «CATEGORIA SUPERIORE»
A 36 anni compiuti il 12 ottobre 1989, Nicolas Viola arriva a Ravenna con un bagaglio di oltre un decennio tra Serie A e Serie B: Reggina, Palermo, Ternana, Novara, Benevento, Bologna, Cagliari. Mancino naturale, regista e rifinitore, specialista di palle inattive e rigori, in carriera ha sommato più di 370 presenze ufficiali e superato quota 50 reti tra i professionisti. Nell’ultima stagione in Serie A con il Cagliari (2023-2024) è stato addirittura il miglior marcatore di squadra in campionato con 5 gol, dimostrando che, anche nel massimo torneo, il suo sinistro resta un riferimento. L’impatto in termini di leadership tecnica è scritto nel suo profilo: visione di gioco, pulizia del primo controllo, tempi di verticalizzazione, capacità di fare da metronomo senza rinunciare alla giocata che rompe la linea. A Ravenna non arriva semplicemente «un nome», ma un set di competenze che può alzare il livello del possesso, migliorare l’uscita dal basso, illuminare il terzo di campo, e, dettaglio da non trascurare in C, spostare le partite sui calci piazzati.
IL CONTESTO: UN RAVENNA CHE CORRE E SOGNA
Il percorso dei giallorossi in questa prima metà di stagione ha raccontato di una neopromossa capace di muoversi con disinvoltura nelle zone nobili del Girone B, con uno stadio «Benelli» di nuovo centrale e serate da dentro o fuori in Coppa Italia Serie C. Alla vigilia dell’ottavo contro l’Arzignano Valchiampo, la piazza si è scaldata anche per la presenza in tribuna di Viola, presagio di un innesto di sostanza in vista del prosieguo. La cornice competitiva è chiara: in campionato, a fine novembre 2025, Ravenna è in piena lotta d’alta classifica; in Coppa, l’obiettivo dichiarato è spingersi il più avanti possibile.
MARCHIONNI E LA NUOVA LEVA TATTICA: COME CAMBIA L'UNDICI
Il lavoro di Marco Marchionni, tecnico confermato fino al 30 giugno 2027, ha reso il Ravenna una squadra riconoscibile: organizzazione, densità tra le linee, attenzione alla fase di non possesso e un’identità pragmatica che non rinuncia, quando possibile, a far valere il palleggio. L’arrivo di Viola, per caratteristiche, offre al tecnico tre opzioni principali: regia bassa in un 3-5-2 come vertice centrale del centrocampo; mezzala di possesso con licenza di alzarsi tra le linee; trequartista in un 4-3-1-2 più «palleggiato» nei momenti in cui serva abbassare il battito della gara o alzare la qualità dell’ultimo passaggio. La sua presenza permette di alternare registro senza cambiare uomini, un bene prezioso in un campionato lungo e intermittente come la C.
IL CURRICULUM CHE PARLA: PROMOZIONI, SALVEZZE E GOL PESANTI
Regista di personalità, Viola ha attraversato stagioni molto diverse: dalle salvezze complicate in A alle corse promozione in B. Il capitolo Benevento è quello più ricco di snodi: nella 2019-2020 la squadra di Pippo Inzaghi firmò una promozione record in A, con numeri monstre e margine sulla seconda mai visto nell’era dei tre punti; in quel contesto, Viola fu un pilastro tattico e realizzò reti pesanti (inclusi rigori da specialista). È un precedente che racconta tanto della sua tenuta mentale e della sua affidabilità quando la posta sale. All’estremo opposto, l’ultimo biennio in Sardegna dice di un calciatore ancora capace di incidere in Serie A: nel 2023-2024 ha chiuso da capocannoniere di squadra in campionato con 5 reti, contribuendo alla salvezza del Cagliari. Un dato che ridimensiona qualsiasi scetticismo legato all’età anagrafica e che, soprattutto, certifica la sua continuità di rendimento nella zona calda del campo.
SPOGLIATOIO E LEADERSHIP
Oltre l’aspetto tecnico, l’arrivo di Viola aggiunge gerarchia e credibilità al gruppo. In categorie dove la solidità mentale fa la differenza, un giocatore abituato a platee e pressioni da Serie A e da promozioni in Serie B porta uno standard quotidiano che contagia: tempi di allenamento, cura del dettaglio, linguaggio del corpo, gestione dei momenti difficili. È la leadership «silenziosa» che il Ravenna può capitalizzare specie nelle trasferte complicate e nei finali punto a punto. L’immagine della tribuna del «Benelli» che accoglie Viola alla vigilia dell’ottavo di Coppa Italia Serie C vale più di mille dichiarazioni: è la spinta emotiva che trasforma un buon periodo in una stagione memorabile. Per ora, una certezza: la 10 giallorossa torna ad essere una promessa di calcio pensato, e non è poco.