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Serie D

Dopo 15 anni tra i Professionisti l'esperto difensore scende nei Dilettanti, è un colpo che può essere decisivo

L’arrivo del 35enne cambia i pesi della retroguardia biancorossa, tutte le ragioni di un’operazione mirata e cosa aspettarsi in futuro

BARLETTA SERIE D - NICOLA BIZZOTTO

BARLETTA SERIE D - Nicola Bizzotto, difensore classe 1990, in carriera ha giocato per Pisa, Bassano, Vicenza, Brindisi e Monopoli

È quasi ora di pranzo quando al «Cosimo Puttilli» i rimbombi dei tamburi della Curva si mescolano a un brusio diverso dal solito: la notizia corre rapida tra i seggiolini e sulle chat dei tifosi del Barletta. L’accordo con Nicola Bizzotto, difensore centrale classe 1990, è cosa fatta. Un innesto che profuma di esperienza e leadership, destinato a modificare il baricentro emotivo e tattico di una squadra che ha scelto di alzare l’asticella nel momento in cui il Girone H entra davvero nel vivo. L’operazione arriva dopo la risoluzione del contratto con il Monopoli: per Bizzotto, 35 anni compiuti lo scorso 1 marzo, una nuova ripartenza in Serie D con l’obiettivo di tornare ad essere centrale in un progetto tecnico e umano. Un dettaglio non secondario, considerando che in questa prima parte di stagione la sua presenza in campo con i biancoverdi è stata ridotta al minimo, tra gerarchie accorciate e scelte tecniche che ne hanno limitato l’utilizzo.

UN PROFILO CHE PARLA
Nato a Cittadella, Nicola Bizzotto è un difensore che ha attraversato il professionismo italiano con coerenza e continuità: Bassano, Vicenza, Pisa, le annate già importanti con il Monopoli (due cicli distinti), la parentesi al Brindisi. Nel bagaglio, oltre alla fisicità e al mestiere del centrale «puro», spiccano la lettura preventiva, il gioco aereo e una naturale propensione a comandare la linea. La sua cifra, del resto, è il chilometraggio: oltre 300 le presenze tra i Professionisti, con punte robuste proprio negli anni da colonna del Gabbiano. Nel gennaio 2024 era tornato a Monopoli con un accordo fino a giugno 2025, poi prolungato dal club nel quadro del rinnovo collettivo annunciato a inizio febbraio 2025 sino al 30 giugno 2026. Un segnale, allora, di fiducia piena. La stagione in corso, però, ha raccontato altro: tra scelte tecniche e competizione interna, Bizzotto ha messo insieme appena una presenza in Serie C (per poco meno di 80 minuti), confermando una condizione «a intermittenza» più che una reale militanza in campo. Per un profilo abituato a guidare e a prendersi responsabilità, era il sintomo che un capitolo andava chiuso. L’intesa con il Barletta consente ora di riaprire il libro al capitolo giusto.

IL TEMPISMO DELL'OPERAZIONE
L’orizzonte biancorosso ha preso forma già a fine primavera: il presidente Marco Arturo Romano ha costruito una governance più larga con l’ingresso del cosiddetto «gruppo Audace» e ha rimesso mano all’area tecnica affidando la direzione sportiva a Savino Daleno e la panchina a Massimo Pizzulli. Dalla società sono arrivati messaggi chiari: ambizione, struttura, competitività. Il campo ha dato subito un’identità: fase di consolidamento, lavoro sul baricentro di squadra, attenzione maniacale sulle palle inattive, non a caso rivelatesi determinanti in più di un match. L’inserimento di Bizzotto restituisce al pacchetto arretrato un profilo complementare a chi c’è già. In estate è stato prelevato Marco Manetta (ex Picerno e Messina), che si è calato nel nuovo contesto con rendimento da leader e anche con un gol pesante. L’idea è quella di costruire una coppia centrale che coniughi fisicità, letture e comunicazione: Manetta «aggressore» della palla e Bizzotto «regista» difensivo, con alternanza nelle marcature e nella gestione dell’area sui piazzati, dove il veneto sa farsi valere sia in marcatura sia in uscita.

LA DINAMICA DEL CAMPIONATO
Nel frattempo il Girone H corre. Le dinamiche di classifica fotografano un torneo profondo, con la Paganese, il Fasano, il Martina e realtà ben attrezzate a contendersi l’alta quota. Il Barletta è rimasto stabilmente nella zona nobile e ha attraversato una striscia di risultati utili che ha riacceso la piazza: l’innesto di un difensore d’esperienza serve a «indurire» la squadra nei momenti chiave, soprattutto contro avversari con grande fisicità o quando la partita si incanala su duelli e seconde palle. Se si parla di Bizzotto, d'altronde, si parla di un giocatore che dal 2010 ad ora ha giocato solo tra i Professionisti, con l'unica parentesi tra i Dilettanti ad inizio carriera ai tempi del Pisa. Un profilo, dunque, che può fare la differenza. 

L'IMPORTANZA NELLO SPOGLIATOIO
Nel calcio di Serie D il fattore leadership può valere quanto, e talvolta più, dell’estro. Il Barletta ha fatto una scelta di peso: aggiungere un «capo reparto» di lungo corso a un gruppo che ha già beneficiato dell’impatto di Manetta e di over di carattere in altri reparti. In spogliatoio, Bizzotto porta: 1) abitudine alla pressione, maturata in piazze esigenti come Vicenza e Monopoli; 2) linguaggio comune coi direttori e lo staff su concetti di fase difensiva e gestione dei momenti di partita; 3) mentalità da «partita sporca», qualità già rivendicata con orgoglio da Pizzulli dopo vittorie di corto muso in stagione.

SCELTA COERENTE CON LA TRAIETTORIA DEL CLUB
Il Barletta 2025-2026 è figlio di una programmazione societaria precisa: allargamento della compagine sociale, definizione di ruoli chiari in area tecnica, costruzione di una rosa che mescoli «senior affidabili» e giocatori di gamba. La firma di Bizzotto completa il quadro nel reparto che, più di ogni altro, necessitava di una guida vocale e tecnica. Non è una mossa «di nome» per il gusto dell’annuncio, ma un investimento di contesto, studiato per accompagnare uno step competitivo che la piazza invoca da mesi. E mentre il calendario si infittisce, il «Puttilli» ritrova un’altra figura capace di parlare la lingua delle partite pesanti. Perché in Serie D, più che altrove, le promozioni, o gli accessi ai playoff, si costruiscono dove il pallone rimbalza meno: dentro l’area. Lì, Nicola Bizzotto sa come farsi ascoltare.

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