Under 18
13 Dicembre 2025
Under 18 • Gabriele Falasca, attaccante del Torino classe 2008, autore di una rete decisiva. TORINO-FIORENTINA 1-1 (Foto Cassarà)
Due tempi, finali infuocati. Alla fine, Torino e Fiorentina se li sono contesi. Risultato? È tutto pari. Se Gabriele Falasca, agli sgoccioli del primo tempo, porta in vantaggio i suoi, alla mezz’ora della ripresa Antonio Pirrò ci mette la firma con un tap-in con cui sigilla il risultato. Il Toro, non brillantissimo, trova il secondo pareggio consecutivo, il sesto in campionato. A proposito di finali: il recupero è stato folle: la Viola si 'mangia' due gol, i Torelli hanno con Odendo l'opportunità per chiuderla, ma è tutto rimandato alla prossima giornata.
Il Torino – osservato da Francesco Baldini, tecnico della Primavera presente in tribuna - inizia in sordina: la Viola parte forte, spingendo soprattutto sul lato destro, dove Colaciuri appare pimpante e velocissimo. Nei primi dieci minuti si vede poco in termini di occasioni; la prima conclusione verso lo specchio è di Pirrò al 15’, che chiude una ripartenza con un destro troppo docile e centrale dal limite, facile per Martena. Ingrana la Fiorentina: 60’ secondi più tardi, Martini arriva sul fondo e trova Sousa sul primo palo con un bel tocco rasoterra: l’8 sorprende tutti tranne il portiere, che lo aspetta lì. I granata faticano, invece, sulle fasce: in questi frangenti né Turola che Penkov non ingranano e il Toro non ne può approfittare. E la Fiorentina risponde con un gioco più fluido e anche molto più preciso, anche se la difesa di Vegliato fa spesso da muro, allontanando ogni minaccia. Una chiave spesso esplorata dai toscani è il lancio di Mazzi verso Pietro Paolo, sempre pericoloso con le sue spizzate: Cekrezi e Canarella, però, ripuliscono. Squilla ancora la Fiorentina: al 32’ Melani compie un ottimo recupero sul Falasca, rompe la linea e da 35 metri cerca l’incrocio, ma trova la risposta attenta di Martena, il quale devia in angolo. Se la Fiorentina è sembrata più attiva e reattiva, a sorpresa, a trovare il jolly al 40’ è il Torino: Kirilov prova il tiro, ma viene ribattuto; si fionda sul pallone Falasca, che dal limite incrocia il destro e trova l’angolino basso alla destra di Mazzi. Un tiro e un gol, chi dice che il calcio è una scienza esatta si sbaglia. Il Toro sfrutta nel migliore dei modi l’unica vera opportunità della sua partita, chiude in avanti e sigilla il vantaggio fino all’intervallo.
Si ricomincia con nessun cambio in formazione e con il Toro che si affaccia immediatamente dalle parti di Mazzi: al 2’ Kirilov porta palla largo a sinistra, si accentra, arriva fino in fondo e con il mancino prova ad ingannare il portiere, che con i piedi allontana. Il tema è sempre lo stesso anche nella ripresa: la poca pulizia tecnica, da ambedue le parti. E senza precisione è difficile arrivare a far ‘male’. Ce ne mette un pizzico Perrotti, che al 10’ disegna con il sinistro un bel cross per il solito Melani, rimasto in area dopo una transizione, ma di testa spara alto. Insiste la Fiorentina, passano solo 40’ secondi dal tentativo precedente: Davia perde un pallone sanguinoso sulla trequarti, Pirrò glielo ruba, se lo sposta sul destro e incrocia; ci vogliono le dita di Martena, che manda in corner, per evitare danni irreparabili. Dal 17’ in poi inizia la girandola di cambi e, di conseguenza, con la sfera tra i piedi si gioca davvero poco. O forse è solo la sensazione. Può essere: al 24’ dentro l’area piccola Pietro Paolo e Pirrò dialogano, alla fine il 10 sforna un bel rasoterra, ma ancora Martena – in due tempi – salva sulla linea. No, non è stata un’illusione: il binomio si ripresenta al 31’, Pietro Paolo sguscia sulla destra, appoggia poi sul dischetto per Pietro Paolo a cui basta solo appoggiare il tap-in; inutile il tocco di Davia, che non evita il meritato pari della Fiorentina. Il Toro, anche se leggermente in ritardo, reagisce: al 41’ i granata si fanno vedere dalla bandierina con un bello schema che libera dentro Cantarella, ma il suo tentativo aereo viene fermato da un miracolo di Mazzi. Il finale è il momento più bello della partita ed è completamente folle: Kaba, al 45’, defilato sulla sinistra, non dà forza ad un tiro da botta ravvicinata e, poco dopo, al 48’ disegna con l’esterno per Pietro Paolo, che crea solo illusione del gol. Nel mezzo, il Torino chiedeva a gran voce un fallo, in area, su Spadoni, ma per l’arbitro non c’è nulla. I 5’ di recupero scadono su un’occasione colossale per Odendo, che tocca troppo la sfera e davanti al portiere viene rimontato.
Quanti rimpianti, tanti, troppi, da entrambe le parti. Un Toro stanco, piuttosto bloccato e meccanico non va oltre al pari contro una Fiorentina, al contrario, pimpante e con tante idee, ma anch'essa non sempre precisa. È mancato il cinismo, soprattutto nel finale della ripresa, che pesa e non poco. La classifica, così, resta invariata, ma davanti rischiano di scappare.
TORINO-FIORENTINA 1-1
RETI (1-0; 1-1): 40' Falasca (T), 31' st Pirrò (F).
TORINO (4-3-3): Martena 6.5, Davia 6, Barranco 6 (33' st Juhasz sv), Cekrezi 7, Cantarella 6.5, Roda 6, Turola 6 (16' st Odendo 6), Kirilov 6, Falasca 7 (22' st Spadoni 6), Penkov 6 (16' st Gori 6), Ballanti 6.5. A disp. Gilardenghi, Re, Amisano, Moretti, Bianchi. All. Vegliato 6.
FIORENTINA (4-4-1-1): Mazzi 6.5, Colaciuri G. 7, Perrotti 6.5, Cianciulli 6.5, Giusto 6.5 (36' st Beldenti sv), Melani 7.5, Martini 6.5, Sousa 6.5 (20' st Mataran 6), Pietro Paolo 7.5, Pirrò 8 (44' st Angeloni sv), Morazzini 6.5 (20' st Kaba 6.5). A disp. Malagotti, Fattori, Boskovic, Durante B. All. Cappella 6.5.
ARBITRO: Camia di Nichelino 6.5.
COLLABORATORI: Tuninetti di Alba-Bra e Pongan di Biella.
AMMONITI: 34' Falasca (T), 25' st Barranco (T).
TORINO
Martena 6.5 Compie due grandi interventi davvero memorabili e degni di nota: uno nel primo tempo sul tiro dalla distanza di Melani, l'altro, nella ripresa, su Kaba bloccando in due tempi. Così salva il risultato: tra i pali fa davvero il possibile, non sbagliando praticamente nulla con i suoi guantoni.
Davia 6 Cerca di fare il possibile su quel tap-in di Pirrò, ma non può evitare che la sfera entri in porta. La sua è una prestazione che viaggia sugli stessi binari per tutti i 90': sulla destra si sovrappone a sprazzi, cercando di concentrarsi sulla fase difensiva. Perde un paio di palle, ma se la cava sempre.
Barranco 6 Non la solita partita propositiva sull'out di sinistra: spinge poco e quando viene trovato predilige la giocata all'indietro, la meno rischiosa di tutte. Ecco, è mancato proprio questo: un pizzico di intraprendenza in più non solo tecnicamente, ma anche nelle scelte prese. 33' st Juhasz sv
Cekrezi 7 In un ruolo non propriamente suo - centrale di difesa sull'out mancino nella difesa a quattro - sforna una prestazione più che convincente. È sempre il solito mastino, che cerca di rosicchiare dall'avversario l'osso, in questo caso ovviamente il pallone, con tanta fame e grinta. Quando gli attaccanti viola provano a sorpassarlo, usa il fisico, con cui taglia fuori il pretendente, uscendo dal duello vincitore. Muro.
Cantarella 6.5 Non sa neppure lui come, al 40' della ripresa, Mazzi abbia fatto a salvare quel suo bellissimo tiro di testa. Impossibile da credere: sarebbe stata la ciliegina sulla torta dopo una partita giocata da veterano del ruolo. Tra posizionamenti e chiusure sempre giuste e anche una discreta costruzione dal basso eseguita, è sempre più leader, non è un caso se in quest'occasione era lui il vice capitano.
Roda 6 Sulla mediana gestisce qualche pallone, fa un po' di legna, ma nulla più. Pirrò gli sfugge sempre alle sue spalle ed è quindi costretto spesso a rinculare, perdendo fiato ed energie. Nel secondo tempo, con l'uscita di Barranco, ricopre il ruolo di centrale di difesa con buoni risultati.
Turola 6 Fatica vistosamente ad entrare nel vivo della partita. Sono tanti gli errori tecnici visti e troppo pochi i guizzi tentati. Questi arrivano soprattutto tra la fine del primo tempo e l'inizio del secondo, ma sono situazioni perlopiù sporadiche. I suoi compagni, Martena fra tutti, lo incoraggiano, però il 7 si è visto davvero poco.
16' st Odendo 6 Un ingresso poco palpabile. Il riassunto della sua gara sta tutto in quell'ultimo pallone della partita: davanti alla porta, lo tocca troppo volte, perdendo il tempo per tirare e - chissà - segnare il gol che avrebbe portato la vittoria al Toro. A gara in corso, non è riuscito a dare quel brio su cui Vegliato contava.
Kirilov 6 A volte troppo leggero, altre ancora geniale. Manca ancora continuità all'interno dei 90', possiamo dire che l'8 ha alternato davvero colpi di classe ad alcune disattenzioni e lacune nette. Specie nella riaggressione del pallone, su cui è troppo lezioso e morbido nel duello. Non è un caso se da quella parte la Fiorentina ha creato la maggior parte delle occasioni: difensivamente parlando deve migliorare. Poi, sulla trequarti, inventa sempre qualcosa: anche in quest'occasione, ha propiziato il gol di Falasca con un suo tentativo.
Falasca 7 Pivot.In una gara complicata, in cui è stato sempre seguito da Melani trova il gol che apre i conti, portando momentaneamente avanti il Torino. Fa a sportellate con tutti, viene incontro giocando da attaccante-collante, facendo sponde, quasi sempre precise, per i compagni.
22' st Spadoni 6 Entra in campo, corre ma praticamente quasi e solo a vuoto. Non trova immediatamente la collocazione migliore per poter far male ed essere incisivo. Nel finale capisce che la zona da attaccare era quella sul secondo palo e si ricava anche un episodio che farà discutere, su cui i granata chiedevano un rigore.
Penkov 6 Come Turola dal lato opposto, anche il 10 soffre la posizione sull'esterno, non riuscendo ad emergere. Sebbene con qualche sussulto in più, non riesce ad essere così pericoloso da far scattare gli allarmi in casa Fiorentina.
16' st Gori 6 Si vede poco sulla sinistra. Cerca di fare il finto quinto, alzando molto il proprio raggio d'azione, ma sia per i pochi palloni toccati e sia per la poca creatività sul binario, finisce presto per scomparire dai radar.
Ballanti 6.5 In quest'occasione, forse, si è visto meno sul piano qualitativo con il pallone tra i piedi, ma ha sfornato una prestazione egregia sul punto di vista difensivo. Immenso l'aiuto dato ai compagni sulla retroguardia, recuperando, anche da ultimo uomo, tantissimi palloni nella sua area di rigore. Questo è più di sacrificio.
All. Vegliato 6 Il suo Torino è stato poco creativo in quest'occasione. Sono mancate le trame in verticale e, con gli esterni in difficoltà e poco coinvolti, una soluzione diversa. I granata stringono i denti e segnano con un bel guizzo di Falasca, ma il pari è stato solo questione di tempo.
Mazzi 6.5 Gatto con i guantoni, mediano di classe con i piedi. I suoi lanci lunghi con il destro sono delle perle ad Orbassano, che lo rendono un portiere moderno perfetto. Tra i pali c'è sempre: da citare i miracoli su Kirilov e Cantarella nella ripresa, con cui tiene in vita la Viola.
Colaciuri G. 7 Una scheggia sulla fascia destra. Il terzino della Fiorentina, in conduzione, è stato letteralmente infermabile. Barranco non gli stava dietro, per non parlare di Kirilov. Dal 1' al 90' ha creato, con le sue sovrapposizioni, un pericolo dopo l'altro.
Perrotti 6.5 Comincia in sordina il primo tempo, poi sale in cattedra nella ripresa. Si toglie qualche peso di dosso, infatti, cominciando a salire e a rompere con più frequenza la linea, diventando praticamente un'ala aggiunta sulla sinistra. Con i suoi cross ha provato a disegnare qualche traccia interessante per le teste dei compagni che, soprattutto con Melani, hanno sfiorato il gol.
Cianciulli 6.5 Gestisce la cabina di regia con buone trame, di prima o al massimo giocando a due tocchi. Il 4 della Fiorentina è preciso ed elegante, ma soprattutto sa sempre, con un attimo di anticipo, cosa fare e dove smistare.
Giusto 6.5 Con Melani forma una cinghia difensiva se non insuperabile, quasi. Da ultimo uomo intercetta ogni pallone vagante dalle sue parti, chiudendo ogni spiraglio agli attaccanti del Torino. 36' st Beldenti sv
Melani 7.5 Il sottoleva estrae dal cilindro una prestazione totale e superlativa. Se non ci fossero state le distinte che recitavano l'anno di nascita, tutti avrebbero pensato che in realtà si trattava di un fuori quota. Perché? Gestisce la difesa in modo perfetto, si sgancia con personalità e sfiora anche due gol.
Martini 6.5 Parte forte sulla destra: quando punta il fondo è imprendibile, trova sempre la giocata giusta ed inventa. Sembra intendersi a memoria con Sousa, che trova sempre sul primo palo con i suoi filtranti.
Sousa 6.5 Spinge enormemente nel primo tempo, durante il quale, con i suoi inserimenti, crea grossi grattacapi alla difesa del Torino. Nella ripresa, poi, forse fisiologicamente stanco, perde un po' di ritmo e lucidità, finendo per uscire un po' dal 'centro di gravità' della partita.
20' st Mataran 6 Il 20 si vede solo a sprazzi in mezzo al campo. Ha una ventina di minuti a disposizione, che sono troppo pochi per poter entrare davvero in auge nel match.
Pietro Paolo 7.5 Come divora gli spazi in profondità! La spizzata sui lanci di Mazzi è sicuramente una giocata provata in allenamento e riproposta in partita ora, che funziona e anche bene. Ma è quando il 9 gioca defilato sulla destra che crea i maggiori pericolosi: con la sua rapidità inganna tutti, lasciandoli sul posto. Proprio in questo modo regala l'assist a Pirrò. Proprio sul gong del secondo tempo sfiora il gol che avrebbe con tutta probabilità regalato il successo alla Viola, ma il suo missile di destro colpisce un palo all'esterno della porta.
Pirrò 8 Il 10 inventa e crea di minuto in minuto e, alla fine, la decide con il gol che chiude i giochi. A volte s'incaponisce con qualche giocata personale, ma con ogni suo guizzo crea la superiorità numerica in un fazzoletto. Tra le linee non lascia tracce, né punti di riferimenti e il Toro non sa come fare per contenerlo. 44' st Angeloni sv
Morazzini 6.5 Sulla sinistra riesce spesso ad entrare in area di rigore con le sue galoppate: cambio di passo sveltissimo, piede preciso e gamba che fa correre gli avversari. Cliente scomodo per Davia.
20' st Kaba 6.5 Nel giro di 3', nel recupero, ha un paio di occasioni colossale: la prima non la sfrutta a dovere; la seconda, al contrario, la trasforma in un'opportunità colossale per Pietro Paolo, che calcia clamorosamente fuori di niente. Tra tutti i cambi effettuati è stato senza dubbio il più determinante.
All. Cappella 6.5 È bastando individuare il punto debole del Torino - le fasce - per provare a fare la partita. La Fiorentina sfrutta ogni corridoio laterale con i suoi velocisti, Colaciuri fra tutti. Il gol subito allo scadere del primo tempo avrebbe potuto bastonare il morale dei ragazzi della Fiorentina, i quali, invece, hanno subito reagito da grande squadra. Ai Viola l'1-1 sta molto stretto.
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