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Serie D

Ha giocato per 10 anni nella Juventus, ora scende nei Dilettanti e torna «a casa» a blindare la corsia mancina

Il 23enne arriva per alzare intensità e soluzioni dopo anni tra i Professionisti, il suo rientro può cambiare il volto della squadra

REGGINA SERIE D - GIUSEPPE VERDUCI

REGGINA SERIE D - Giuseppe Verduci, difensore mancino classe 2002, le sue ultime presenze sono state in Serie C con la maglia dell'Arzignano Valchiampo

Allo scorrere delle luci del Centro Sportivo Sant’Agata, poco prima del tramonto di mercoledì 19 dicembre 2025, una stretta di mano sigilla un’idea che in città aleggiava da giorni: Giuseppe Verduci firma con la Reggina. Un ritorno che profuma di casa per il terzino mancino nato a Reggio Calabria, classe 2002, cresciuto nel vivaio della Juventus e forgiato nelle pieghe della Serie C. L’ufficialità, accompagnata da un contratto biennale, non è un semplice tassello di mercato: è una scelta identitaria, tecnica e strategica che parla la lingua della ricostruzione amaranto.

TEMPI, MODI E DETTAGLI
La conferma è arrivata con i tempi rapidi delle operazioni ben preparate: nelle scorse ore il club ha comunicato di aver acquisito i diritti alle prestazioni sportive di Giuseppe Verduci, legandolo alla Reggina con un biennale. Nel comunicato vengono sintetizzate le tappe cruciali della sua crescita: primi passi nel settore giovanile del Torino, poi il salto nella Juventus fino alla Juventus Next Gen seguendo un'esperienza di circa 10 anni. Quindi i passaggi in Serie C con Grosseto, Siena, Torres e Arzignano Valchiampo da ultimo. Un profilo «fortemente richiesto» dall’allenatore amaranto Alfio Torrisi, con la scelta della maglia numero 15 a fare già da segno di riconoscimento nello spogliatoio.

IL CONTESTO DELLA REGGINA
La Reggina, tornata a chiamarsi formalmente AS Reggina 1914 dopo l’iter di riacquisizione di storia e marchio nel 2024, sta affrontando la stagione in Serie D con l’obiettivo dichiarato di consolidare un progetto tecnico credibile, sostenibile e competitivo. La guida tecnica è affidata a Torrisi, mentre la proprietà fa capo a Antonino Ballarino con la presidenza di Virgilio Salvatore Minniti: una struttura dirigenziale che, tra alti e bassi, ha traghettato il club nella nuova fase post-crisi. All’interno di questo quadro, l’innesto di un Under evoluto come Verduci risponde a tre esigenze: 1) Profondità e rotazioni sulla corsia mancina: la stagione, tra recuperi, squalifiche e margini di crescita degli Under, richiede alternative affidabili. Verduci porta esperienza di Serie C e duttilità. 2) Struttura tattica più elastica: con un mancino naturale capace di interpretare sia la linea a quattro (da terzino puro) sia la linea a cinque (da quinto con compiti di aggressione alta), Torrisi può modulare il baricentro gara per gara. 3) Identità territoriale: prendere un calciatore reggino, cresciuto calcisticamente lontano ma rientrato con un biennale, è anche un segnale alla piazza in mesi in cui il dialogo con i tifosi ha conosciuto tensioni e richieste di rilancio.

COSA PORTA IN CAMPO VERDUCI
1) Spinta controllata e catena di sinistra: il mancino di Verduci migliora la «purezza» delle conduzioni sull’esterno e l’angolo dei cross in corsa. Nelle squadre in cui ha giocato, è stato utilizzato per creare superiorità sull’ampiezza e per raccordare con il mediano in uscita. La sua postura «aperta» consente linee di passaggio diagonali verso la mezzala e l’ala. 2) Letture difensive e tempi di scivolamento: nelle esperienze in C, il difensore ha imparato a gestire i tempi di scivolata orizzontale e la copertura della mezzaluna, soprattutto quando agiva da quinto. Il lavoro senza palla resta il discrimine tra un esterno dinamico e un terzino completo: la D è campionato che esige concretezza sulle seconde palle e sulle corse all’indietro. 3) Palla inattiva: con 1,83 m di altezza, può dare una mano in mischia offensiva e difensiva. Non è un marcatore di testa per vocazione, ma esplosività e timing suggeriscono margini di rendimento.

UN RIENTRO CHE PARLA ALLA PIAZZA
Negli ultimi anni, la curva amaranto ha alternato sostegno e critiche, chiedendo segnali concreti di rilancio. Portare a casa un reggino formato in scuole calcistiche d’élite è anche un segno di appartenenza. Non basta, da solo, a chiudere ogni discussione: servono risultati, coerenza e trasparenza. Ma in una stagione che vede la Reggina proseguire il proprio cammino in D, ogni scelta coerente con l’idea di una squadra aggressiva e riconoscibile pesa doppio. Verduci è un terzino sinistro con impieghi sporadici da esterno e, all’occorrenza, da difensore laterale in una linea a tre. Le sue presenze in Serie C sono distribuite su più stagioni e contesti tecnici, con minutaggi non sempre continui ma sufficienti a costruire un bagaglio tattico interessante per la D

UN INGAGGIO COERENTE CON LA STRATEGIA
La scelta della Reggina di puntare su profili con esperienza di C ma con ancora margini di crescita rientra in una filosofia di mercato sostenibile: valorizzare chi ha fame, chi conosce la categoria superiore, chi può fare la differenza in D per ritmo, qualità atletica e letture. Il biennale è la cornice contrattuale che dà stabilità al percorso comune. In definitiva, la Reggina si assicura un terzino mancino giovane ma non acerbo, motivato a lasciare il segno proprio nella sua città. E Giuseppe Verduci, con un biennale che promette tempo e fiducia, trova il contesto ideale per mettere in fila continuità, minuti e leadership tecnica sulla corsia sinistra. Da oggi, la sua rincorsa verso la maturità passa dal Granillo.

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