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Giù le mani dal difensore del Torino! Il club lo considera incedibile e respinge al mittente le avances altrui

Un centrale in prestito dai granata e già ritenuto perno della linea del tecnico ex Serie A: il mercato d’inverno si apre con un «no»

MODENA SERIE B - ALESSANDRO DELLAVALLE

MODENA SERIE B - Alessandro Dellavalle, difensore classe 2004, conta 5 presenze nel campionato in corso dopo i 25 gettoni con un gol della stagione 2024-2025

Una telefonata di mercato, un «no» secco, il silenzio dall’altra parte della linea. È più o meno così che si può immaginare il retroscena dietro il tentativo dell’Avellino: capire se il Modena fosse disposto a lasciar partire Alessandro Dellavalle, classe 2004, difensore centrale di proprietà del Torino e in prestito in Emilia. La risposta è arrivata prima ancora che la richiesta diventasse una trattativa: il giocatore è considerato «un elemento imprescindibile» nell’assetto della squadra di Andrea Sottil. Tradotto: a gennaio non si muove, e difficilmente lo farà a giugno 2026, quando scadrà il prestito biennale concordato dai granata con i canarini. Un segnale forte alla concorrenza, ma anche una dichiarazione d’intenti per il prosieguo della stagione.

DELLAVALLE, UN GIOCATORE IMPORTANTE PER SOTTIL
Nell’idea di calcio di Andrea Sottil, arrivato in panchina nell’estate 2025 con un contratto biennale, la struttura difensiva è un cardine. Il modulo di riferimento è il 3-5-2, sistema che esalta profili con letture preventive, coraggio in uscita palla e dominio del gioco aereo. Dellavalle, 1,89 m, ha costruito in pochi mesi una reputazione da difensore «moderno»: copre profondità, gioca in anticipo, sa condurre palla per superare la prima pressione. È il tipo di centrale che consente agli esterni di alzarsi e ai mezzali di aggredire gli half-spaces senza scoprire la squadra. L’arrivo di Sottil ha reso ancora più esplicito questo incastro tecnico considerando i trascorsi dell'allenatore proprio da difensore con anni alle spalle in Serie A. Nel 2024-2025, al primo anno tra i «grandi», Dellavalle ha collezionato in Serie B con il Modena un pacchetto robusto di 25 presenze, impreziosite da 1 gol: minutaggio e continuità utili a passare da prospetto a realtà. Nella stagione 2025-2026, tra rotazioni e acciacchi tipici dell’autunno, il suo impiego c'è è stato comunque (5 presenze) ed è in crescita. Nel medio periodo, l’aspettativa interna è che la sua centralità aumenti ancora con l’avvicinarsi della volata di primavera.

DALLA PRIMAVERA AL PROFESSIONISMO, IL PROFILO TECNICO
1) Percorso giovanile. Cresciuto tra Juventus e Chisola, poi il salto al Torino nel 2018. Con i granata, fascia da capitano in Primavera e numeri da leader, fino al contratto pro e all’esordio in Serie A l’11 maggio 2024. A fine agosto 2024 il passaggio in prestito al Modena con la maglia numero 25. 2) Identikit. Centrale destro per formazione, capace di adattarsi anche da braccetto in una linea a tre o da terzino «bloccato» in emergenza. Forte in duello, buon timing sul primo pallone, progressione palla al piede sufficiente a iniziative controllate. Profilo che si sposa con un 3-5-2 che chiede ai difensori di «uscire» con coraggio e di difendere ampie porzioni di campo alle spalle degli esterni. 3) Maturità. Chi lo ha seguito nel vivaio del Torino sottolinea una leadership sobria: poche parole, molte letture corrette. Il passaggio al Modena è arrivato dopo il rinnovo lungo con i granata, segno di un piano di crescita definito: giocare, sbagliare il minimo, imparare in fretta.

IL MERCATO DELL'AVELLINO, SERVE UN CENTRALE (MA NON ARRIVA DELLAVALLE)
L’Avellino si affaccia al mercato invernale con un obiettivo chiaro: inserire due difensori centrali per dare profondità a una rosa che negli ultimi mesi ha alternato solidità e passaggi a vuoto. La dirigenza aveva ha individuato in Dellavalle un profilo in grado di alzare il livello senza stravolgere i conti. Ma la chiusura del Modena obbliga i lupi a virare su alternative, presumibilmente giovani, con margini di crescita e sostenibilità economica. In panchina, Raffaele Biancolino ha consolidato nel 2025 la propria centralità tecnica dopo la promozione in Serie B: idea di calcio verticale ma non caotica, ricerca dell’ampiezza e catene laterali «elastiche». In questo contesto, il desiderio di un centrale rapido nelle correzioni e pulito nei primi passaggi era comprensibile. Ma un conto è la mappa dei desideri, un altro i confini dei contratti altrui. Dellavalle resta in Emilia. L’Avellino dovrà ripiegare su profili più accessibili, magari pescando nel bacino dei giocatori in uscita dai club di A o dalle seconde linee dei top club cadetti.

DENTRO IL MODENA 2025-2026, MEGLIO NON TOCCARE LA DIFESA
Il Modena ha attraversato l’autunno con un rendimento da squadra di alto profilo in Serie B, restando a contatto con la vetta e dimostrando di saper reggere partite «a tema» diverso: dalla gestione dei vantaggi corti alla rimonta in trasferta, fino alle gare sporche da palla inattiva. Il reparto arretrato, pur con fisiologiche rotazioni, ha consolidato automatismi e gerarchie. La scelta di blindare Dellavalle è figlia di tre motivi: 1) Continuità competitiva. Cambiare un centrale nel cuore dell’inverno significa riprogrammare meccanismi: conduzione palla dei braccetti, uscite del perno, scalate degli esterni. A gennaio il costo in punti può essere alto. 2) Profilo in crescita. Dellavalle è nella fase del «salto cognitivo»: leggere prima, sbagliare meno. Togliere un prospetto in ascesa adesso sarebbe un autogol tecnico e patrimoniale. 3) Coerenza di progetto. L’arrivo di Sottil con biennale impone scelte coerenti: identità tattica, lavoro sui singoli, progressione collettiva. Tenere i perni è la prima regola.

TORINO OSSERVA E ASPETTA, LA STRATEGIA GRANATA SUI GIOVANI
Per il Torino, che ha investito su Dellavalle con un prolungamento «lungo», la scelta del prestito al Modena è parte di una filiera: far crescere il capitale tecnico in un ambiente che sa lavorare sui dettagli difensivi, sotto la guida di un tecnico, Sottil, con sensibilità specifica sul reparto. Scenario probabile al giugno 2026: bilancio della doppia stagione in Emilia e decisione fra le tre vie classiche, rientro alla base, nuovo prestito (se servisse ulteriore maturazione) o cessione «pesata». L’ipotesi di un rientro lampo a gennaio è remota, perché altererebbe un percorso di crescita impostato e condiviso. Un giovane italiano, un progetto tecnico definito, un mercato che scalpita: quando le tre linee si incrociano, l’ultima parola spetta quasi sempre alla coerenza. E qui, la coerenza del Modena è stata cristallina. Alessandro Dellavalle resta dove deve essere: al centro della sua crescita, al centro della difesa gialloblù.

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