Serie C
24 Dicembre 2025
BRA SERIE C - Stefano Sorrentino e i giallorossi si separano al termine del girone di andata
Una porta che si chiude in silenzio, nel pomeriggio della Vigilia: è la scena, quasi cinematografica, con cui l’A.C. Bra ha comunicato la fine del rapporto con Stefano Sorrentino. Niente conferenze, zero frasi fatte: solo una breve nota ufficiale per dire che «il signor Sorrentino ha deciso di interrompere la collaborazione». Dopo appena 5 mesi dal suo arrivo, l’ex portiere di Torino, Chievo e Palermo saluta il club che lo aveva scelto come direttore dell’area tecnica per accompagnare il ritorno tra i professionisti. Un epilogo secco, che pesa perché arriva nel mezzo della stagione, e perché tocca una figura simbolica del progetto giallorosso.
STEFANO SORRENTINO E IL BRA
L’identikit è noto: classe 1979, curriculum d’élite tra Serie A e esperienze internazionali (anche AEK Atene e Recreativo Huelva), una riconosciuta competenza da opinionista e la creazione di una propria academy per portieri. Quando l’A.C. Bra lo ha arruolato, l’idea era chiara: affidargli un ruolo trasversale, di regia, per affiancare lo staff in un passaggio storico come il rientro tra i pro. Nel disegno giallorosso, Sorrentino avrebbe lavorato a stretto contatto con l’allenatore Fabio Nisticò, tecnico della promozione, e con il ds Ettore Menicucci, confermato in estate dopo il salto dalla Serie D. Una filiera tecnica che, almeno sulla carta, prometteva continuità di idee e upgrade di competenze.
L'USCITA È UN FATTO
Il comunicato del club parla chiaro: è Sorrentino ad aver «deciso di interrompere la collaborazione». Non vengono indicate motivazioni ulteriori, e non emergono, al momento, dettagli su frizioni interne o divergenze di mercato. È prudente restare ai fatti: la nota è sobria, non conflittuale, e non lascia intravedere strappi pubblici. Ogni altra ipotesi andrebbe oltre le evidenze. Tuttavia, il contesto aiuta a leggere la portata della scelta. Il Bra è una neopromossa che ha vissuto un 2025 vertiginoso: prima la cavalcata in Serie D con il sigillo della promozione, arrivata con tre giornate d’anticipo, poi l’approdo in Serie C e l’avvio del nuovo ciclo. Un percorso che comporta aggiustamenti continui, sul campo e dietro le quinte.
COSA LASCIA SORRENTINO: IL SEGNO IN 5 MESI
1) Un investimento relazionale. Il ruolo da «collante» tra proprietà, panchina e area sportiva, ribadito fin dal primo giorno, ha significato presidiare processi e comunicazioni tecniche, favorendo la coesione in una fase di salto di categoria. Quanto pesi questo collante lo si capisce sempre pienamente quando viene a mancare. 2) Un’accelerazione di immagine. La figura di Sorrentino, per storia e credibilità, ha dato al Bra una vetrina nazionale: dalla presentazione ufficiale rilanciata da media sportivi a diffusione nazionale, alle attenzioni legate alle prime amichevoli estive contro club blasonati. Valore immateriale, ma concreto in termini di percezione. 3) Continuità nello staff tecnico e nel metodo. Pur non essendo allenatore né ds, Sorrentino ha lavorato accanto a Nisticò, confermato e dotato di uno staff strutturato, e al ds Menicucci, che il club aveva blindato già a giugno. La linea tecnica non nasce con lui e non muore con lui: la separazione non implica di per sé una rivoluzione.
UN PROFILO SPENDIBILE: SORRENTINO DOPO IL BRA
A prescindere dall’epilogo braidese, il profilo di Stefano Sorrentino resta quello di un professionista che ha costruito la sua seconda carriera con metodo: academy proprietaria, competenze di comunicazione televisiva, rete di relazioni. È verosimile che, dopo una pausa di riflessione, il suo nome torni sul taccuino di club in cerca di una figura trasversale capace di fare da cerniera tra campo e dirigenza. È un’ipotesi compatibile con il suo percorso recente, ma al momento non ci sono comunicazioni ufficiali su nuove destinazioni: qui è giusto fermarsi ai fatti.
CHIUSURA SENZA RUMORE, UN SIGNIFICATO PRECISO
Cullarsi nel «tutto bene» sarebbe comodo, gridare al «terremoto» sarebbe superficiale. La verità sta nel mezzo: l’addio di Stefano Sorrentino dopo 5 mesi è una notizia importante, perché riguarda il cuore pulsante dell’area tecnica. Ma non è, allo stato delle informazioni, un detonatore di crisi. È un passaggio che misura la maturità del club nel gestire gli imprevisti senza perdere la bussola. La Serie C non aspetta: tra mercato di gennaio, gestione delle energie e dettagli logistici, la rotta giallorossa passa da scelte sobrie e su misura. La stessa sobrietà con cui, in un pomeriggio di 24 dicembre, il Bra ha fatto scivolare in rete il comunicato più delicato della sua nuova vita da professionista.
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