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L'ex portiere di Serie A saluta già la neo promossa, una scelta improvvisa che chiude un capitolo breve

Il club annuncia la fine della collaborazione con il direttore tecnico ingaggiato la scorsa estate, una separazione senza clamori

BRA SERIE C - STEFANO SORRENTINO

BRA SERIE C - Stefano Sorrentino e i giallorossi si separano al termine del girone di andata

Una porta che si chiude in silenzio, nel pomeriggio della Vigilia: è la scena, quasi cinematografica, con cui l’A.C. Bra ha comunicato la fine del rapporto con Stefano Sorrentino. Niente conferenze, zero frasi fatte: solo una breve nota ufficiale per dire che «il signor Sorrentino ha deciso di interrompere la collaborazione». Dopo appena 5 mesi dal suo arrivo, l’ex portiere di Torino, Chievo e Palermo saluta il club che lo aveva scelto come direttore dell’area tecnica per accompagnare il ritorno tra i professionisti. Un epilogo secco, che pesa perché arriva nel mezzo della stagione, e perché tocca una figura simbolica del progetto giallorosso.

STEFANO SORRENTINO E IL BRA
L’identikit è noto: classe 1979, curriculum d’élite tra Serie A e esperienze internazionali (anche AEK Atene e Recreativo Huelva), una riconosciuta competenza da opinionista e la creazione di una propria academy per portieri. Quando l’A.C. Bra lo ha arruolato, l’idea era chiara: affidargli un ruolo trasversale, di regia, per affiancare lo staff in un passaggio storico come il rientro tra i pro. Nel disegno giallorosso, Sorrentino avrebbe lavorato a stretto contatto con l’allenatore Fabio Nisticò, tecnico della promozione, e con il ds Ettore Menicucci, confermato in estate dopo il salto dalla Serie D. Una filiera tecnica che, almeno sulla carta, prometteva continuità di idee e upgrade di competenze.

L'USCITA È UN FATTO
Il comunicato del club parla chiaro: è Sorrentino ad aver «deciso di interrompere la collaborazione». Non vengono indicate motivazioni ulteriori, e non emergono, al momento, dettagli su frizioni interne o divergenze di mercato. È prudente restare ai fatti: la nota è sobria, non conflittuale, e non lascia intravedere strappi pubblici. Ogni altra ipotesi andrebbe oltre le evidenze. Tuttavia, il contesto aiuta a leggere la portata della scelta. Il Bra è una neopromossa che ha vissuto un 2025 vertiginoso: prima la cavalcata in Serie D con il sigillo della promozione, arrivata con tre giornate d’anticipo, poi l’approdo in Serie C e l’avvio del nuovo ciclo. Un percorso che comporta aggiustamenti continui, sul campo e dietro le quinte.

COSA LASCIA SORRENTINO: IL SEGNO IN 5 MESI
1) Un investimento relazionale. Il ruolo da «collante» tra proprietà, panchina e area sportiva, ribadito fin dal primo giorno, ha significato presidiare processi e comunicazioni tecniche, favorendo la coesione in una fase di salto di categoria. Quanto pesi questo collante lo si capisce sempre pienamente quando viene a mancare. 2) Un’accelerazione di immagine. La figura di Sorrentino, per storia e credibilità, ha dato al Bra una vetrina nazionale: dalla presentazione ufficiale rilanciata da media sportivi a diffusione nazionale, alle attenzioni legate alle prime amichevoli estive contro club blasonati. Valore immateriale, ma concreto in termini di percezione. 3) Continuità nello staff tecnico e nel metodo. Pur non essendo allenatore né ds, Sorrentino ha lavorato accanto a Nisticò, confermato e dotato di uno staff strutturato, e al ds Menicucci, che il club aveva blindato già a giugno. La linea tecnica non nasce con lui e non muore con lui: la separazione non implica di per sé una rivoluzione.

UN PROFILO SPENDIBILE: SORRENTINO DOPO IL BRA
A prescindere dall’epilogo braidese, il profilo di Stefano Sorrentino resta quello di un professionista che ha costruito la sua seconda carriera con metodo: academy proprietaria, competenze di comunicazione televisiva, rete di relazioni. È verosimile che, dopo una pausa di riflessione, il suo nome torni sul taccuino di club in cerca di una figura trasversale capace di fare da cerniera tra campo e dirigenza. È un’ipotesi compatibile con il suo percorso recente, ma al momento non ci sono comunicazioni ufficiali su nuove destinazioni: qui è giusto fermarsi ai fatti.

CHIUSURA SENZA RUMORE, UN SIGNIFICATO PRECISO
Cullarsi nel «tutto bene» sarebbe comodo, gridare al «terremoto» sarebbe superficiale. La verità sta nel mezzo: l’addio di Stefano Sorrentino dopo 5 mesi è una notizia importante, perché riguarda il cuore pulsante dell’area tecnica. Ma non è, allo stato delle informazioni, un detonatore di crisi. È un passaggio che misura la maturità del club nel gestire gli imprevisti senza perdere la bussola. La Serie C non aspetta: tra mercato di gennaio, gestione delle energie e dettagli logistici, la rotta giallorossa passa da scelte sobrie e su misura. La stessa sobrietà con cui, in un pomeriggio di 24 dicembre, il Bra ha fatto scivolare in rete il comunicato più delicato della sua nuova vita da professionista.

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