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Serie C

Ecco i primi innesti dal mercato per correre ancora più veloce, la neo promossa farà di tutto per la salvezza

Dalla mezzanotte delle trattative alla lavagna dell'allenatore, l’arrivo di nuovi giocatori può diventare la mossa-chiave dell'annata

BRA SERIE C - MATTIA LEONCINI

BRA SERIE C - Mattia Leoncini, centrocampista classe 2004, nella prima parte della stagione ha giocato nel Rimini

La porta si apre prima dell’alba, l’aria taglia il respiro. Nello spogliatoio del campo di allenamento, la maglia giallorossa numero nuova attende su una sedia, piegata con cura, mentre un cartellino plastificato recita una data che pesa: 2 gennaio 2026. È l’istante in cui il calciomercato invernale scatta ufficialmente, e l’A.C. Bra ha già preparato il terreno per mettere due firme che sanno di scelta, non di ripiego: Mattia Leoncini e Alexandru Capac, entrambi passati, nell’ultima porzione di stagione, dal Rimini. Il primo da svincolato, il secondo in prestito gratuito dall’Atalanta. Una doppia operazione limpida, chirurgica, che dà sostanza a un progetto tecnico giovane ma ambizioso.

UN CONTESTO CHE CONTA: IL BRA NEO PROMOSSO NON VUOLE ACCONTENTARSI
Il Bra ci è arrivato con metodo: la promozione dalla Serie D alla Serie C ha avuto il sapore di un percorso costruito e consolidato nel tempo, culminato nella stagione 2024-2025 dominata nel Girone A e certificata con settimane d’anticipo. All’incrocio tra una cultura del lavoro ostinata e una gestione sostenibile, la squadra di Fabio Nisticò si è guadagnata il salto tra i professionisti dopo un cammino di 24 vittorie, 6 pareggi e 5 sconfitte, un rendimento da capolista che ha fatto scuola a livello organizzativo e tecnico. Ora è il momento della manutenzione di qualità: puntelli precisi per restare competitivi nella categoria. Che al momento vede i giallorossi in zona play out con 15 punti al quint'ultimo posto agganciati al blasonato Perugia.

CHI È MATTIA LEONCINI, UNA MEZZALA MODERNA PER ALZARE IL RITMO
Nato a Firenze il 28 novembre 2004, Mattia Leoncini è un centrocampista cresciuto tra i vivai di Prato e Spezia, con un profilo tecnico che abbina dinamismo, pressione in avanti e una buona lettura delle seconde palle. La sua traiettoria negli ultimi tre anni dice molto della sua adattabilità: Rimini in Serie C nel 2023-2024, poi il passaggio al Pisa e il prestito al Legnago Salus nel 2024/25, quindi il ritorno a Rimini nel 2025-2026. La parentesi toscana non gli ha dato minuti in Serie B, ma ha aumentato il bagaglio di richieste tattiche; a Legnago ha trovato campo e densità di gare; a Rimini si è misurato con la pressione di una piazza in turbolenza. Numeri alla mano, nella stagione 2025-2026 con il Rimini ha collezionato fin qui circa 9 presenze e 1 gol in campionato, per poi rimanere libero dopo l'estromissione della squadra dal campionato. Dal punto di vista tecnico, Leoncini può interpretare più «altezze» del centrocampo: mezzala sostegno in un 3-5-2 o 4-3-3, interno aggressivo sulla prima costruzione rivale, oppure elemento di cucitura tra mediana e trequarti. È un profilo che tende a fare volume: pressa, accompagna, attacca l’area a rimorchio. 

CHI È ALEXANDRU CAPAC, UNA SECONDA PUNTA DI MOVIMENTO
Se Leoncini è un innesto «di sistema», Alexandru Andrei Capac è il colpo che può cambiare i piani offensivi. Nato a Craiova l’11 settembre 2005, Capac è una seconda punta destra di piede, alta circa 1,78 m, formatasi nella filiera giovanile dell’Atalanta. La Dea, da anni, costruisce attaccanti abituati a muoversi tra le linee, ad allungare e ad associarsi; Capac non fa eccezione. In estate è passato al Rimini con la formula del prestito, ha assaggiato il professionismo, poi il Bra lo ha bloccato come prestito per la seconda metà del campionato 2025-2026: una mossa coerente con l’idea di aggiungere mobilità e profondità al reparto avanzato. Le sue tracce più recenti nel contesto Primavera illustrano un giocatore cresciuto a pane e principi nerazzurri: aggressività in riaggressione, attacco del mezzo spazio, sensibilità nel corto. Anche nelle partite dell’ultimo anno con l’Atalanta Primavera lo si è visto alternare compiti di rifinitura a compiti di pressione sul primo passaggio avversario, una versatilità che, calata in Serie C, può tradursi in minuti «di frizione» e in qualche giocata in transizione. 

DUE PROFILI CHE SERVONO AL BRA
Il salto di categoria impone rotazioni più profonde. Con Leoncini aggiungi un 2004 capace di coprire più funzioni sul centro-sinistra o centro-destra; con Capac, un 2005 che alleggerisce il peso specifico sul centravanti, offrendo linee di passaggio diagonali e un primo pressing più efficace. L’età di entrambi, e la relativa voglia di minuti «veri», è un incentivo naturale all’intensità. La Serie C richiede poi un ciclo di partite serrato, tra campionato e coppa. Bloccare due innesti alla vigilia dell’apertura del mercato permette di inserirli subito nelle routine tattiche e atletiche di Fabio Nisticò, abbattendo i tempi di acclimatazione. Qui la puntualità non è un vezzo, è un vantaggio competitivo.

IL CONTESTO DI PROVENIENZA: COSA SI PORTANO DIETRO GLI EX RIMINI
Il passaggio da Rimini non è neutro. La stagione 2025-2026 del club romagnolo è stata tormentata da scosse extracampo e cambi tecnici, un ambiente in cui la tenuta mentale dei giovani è stata testata ogni domenica. Per Leoncini, misurarsi con quella pressione, ritrovando campo e segnando anche un gol in avvio di annata, ha rappresentato un banco di prova importante. Per Capac, l’impatto è stato soprattutto di apprendimento: pochi mesi per capire la differenza tra Primavera e terza serie, tra tempi di gioco e duelli aerei. Questo background, fatto di adattamento, resistenza e responsabilità, torna utile in una neopromossa che ha il dovere di rimanere corta e concentrata per 90 minuti. Se inseriti con gradualità, i due innesti possono aumentare la soglia di attenzione collettiva: Leoncini nei momenti in cui la partita si sporca al centro, Capac quando serve alleggerire e risalire senza buttare via il pallone.

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