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L'allenatore ex Serie A trova come regalo un centrocampista coi fiocchi, obiettivo scalare la classifica

Il classe 1997 rientra nel club dopo 2 anni tra i Prof, con l’obiettivo di dare continuità a un progetto che punta in alto nel girone

FASANO SERIE D - GIANCARLO BIANCHINI

FASANO SERIE D - Giancarlo Bianchini, centrocampista classe 1997, nella prima parte di stagione ha giocato per l'Audace Cerignola in Serie C

Una valigia posata sul cemento del «Vito Curlo», due tacchetti che battono rapidi sul corridoio degli spogliatoi, un sorriso complice ai magazzinieri di sempre. L’immagine del ritorno di Giancarlo Bianchini racconta più di mille parole: il centrocampista argentino, classe 1997, è di nuovo un calciatore dell’US Città di Fasano, pronto a rimettere il proprio passo, la propria personalità e la propria lettura del gioco al servizio dei biancazzurri. Un ritorno che non è solo nostalgia, ma un tassello strategico per una seconda parte di stagione che il club pugliese vuole vivere da protagonista. Il giocatore è disponibile già dalla gara del girone di ritorno fissata per domenica 4 gennaio contro l’Afragolese. Un rientro, dunque, immediatamente «operativo» per un Fasano che ha appena cambiato rotta tecnica, affidandosi a Pasquale Padalino in panchina, e che ha rivitalizzato l’organico con innesti di peso nelle ultime settimane.

PERCHÈ È UN RITORNO CHE PESA
Sul profilo tecnico, Bianchini è un centrocampista centrale/mediano di ordine e gamba, con attitudine all’interdizione «pulita», primo passaggio sicuro e tempi di pressione riconoscibili. È cresciuto in Argentina, dove ha fatto la trafila giovanile e le prime esperienze senior, prima di sbarcare in Italia e trovare in Puglia il proprio habitat competitivo. In carriera ha ricoperto più posizioni nella zona nevralgica: davanti alla difesa da equilibratore, mezz’ala di contenimento e, all’occorrenza, interprete da gioco semplice per alzare i giri dell’intensità. Ma soprattutto «pesa» la sua storia recente. Al Fasano ha già lasciato impronte profonde: tra il 2022 e il 2024 ha messo insieme 52 presenze e 5 gol, guadagnandosi la chiamata tra i Professionisti. Con l’Audace Cerignola in Serie C, in due stagioni, ha totalizzato 62 apparizioni, accumulando quel bagaglio di esperienza che oggi riporta in Serie D con un valore aggiunto di leadership e letture «da Pro». Sono numeri che confermano l’identikit: affidabilità, continuità, upgrade competitivo per il reparto mediano.

IL CONTESTO: UN FASANO CHE VUOLE CAMBIARE PELLE
L’annuncio del ritorno di Bianchini si inserisce in un quadro dinamico. Negli ultimi mesi il Fasano ha accelerato la ricalibratura del progetto tecnico: 1) cambio in panchina con l’arrivo di Pasquale Padalino a dicembre 2025, tecnico di esperienza con un curriculum che spazia dalla Serie A (da calciatore) e B-C (da allenatore), chiamato a dare identità, ritmo e continuità di risultati; 2) calendario alla mano, la seconda metà di stagione parte con la gara-chiave contro l’Afragolese del 4 gennaio 2026, primo tornante di un girone di ritorno fittissimo; 3) mercato mirato per alzare il tasso tecnico ed esperienziale: oltre a Bianchini, ecco gli innesti di Marcello Falzerano (esterno/trequartista con oltre 200 presenze in Serie B e 244 in C), del difensore Edoardo Blondett (un «centurione» della C), e del centravanti José Augusto «El Tato» Diaz (capocannoniere nel girone I nel 2024/25 con la Nissa). È una strategia chiara: inserire profili pronti, abituati a gestire pressioni e partite sporche, per affrontare un girone H storicamente duro. Il rientro di Bianchini si sposa perfettamente con questa linea: gamba, esperienza, conoscenza dell’ambiente e dei campi del raggruppamento.

IL VALORE DEL RITORNO: CONTINUITÀ EMOTIVA
Di rientri se ne vedono molti; non tutti funzionano. In questo caso, il «come back» ha una logica che va oltre la nostalgia. Bianchini ritrova compagni, staff e tifoseria con cui aveva instaurato un rapporto forte: al «Vito Curlo» è stato spesso un riferimento silenzioso, uno che non gioca per la copertina ma che si sente appena manca. In un reparto che negli ultimi mesi ha ruotato interpreti e gerarchie, la sua presenza offre: 1) un riferimento «basso» davanti alla difesa, per schermare il corridoio centrale e indirizzare la prima costruzione; 2) un profilo da «equilibratore» per permettere ai giocatori più creativi, su tutti Falzerano, di ricevere più avanti e con più libertà; 3) una risorsa per modulare il pressing: Bianchini sa quando «saltar fuori» in avanti e quando restare con la linea, con tempi generalmente corretti. Il dato delle 62 presenze in C con il Cerignola non è un numero qualsiasi: significa aver gestito, settimana dopo settimana, ritmi più alti, avversari più strutturati, letture più complesse. Quel bagaglio, riportato in Serie D, tende a «pesare» moltissimo nelle partite a scacchi del girone H.

CHE FASANO TROVERÀ BIANCHINI
Con l’arrivo di Padalino, il Fasano ha davanti a sé un cantiere aperto ma con linee guida chiare: solidità, compattezza tra le linee, capacità di risalire il campo con uomini e idee. Ecco dove si colloca Bianchini: 1) Mediano in un 4-3-3/4-1-4-1: schermo naturale davanti ai centrali (dove Blondett aggiunge centimetri, esperienza e letture), pronto a innescare la catena destra con Falzerano tra le linee e il terzino in spinta. 2) Interno di equilibrio in 4-3-2-1 o 4-2-3-1: in coppia con un play più associativo, per formare una doppia cerniera che liberi i trequartisti e l’attaccante di riferimento di lavorare più vicini alla porta. 3) Gestione vantaggio: quando la partita chiede letture «da minuti finali», Bianchini aiuta a riconoscere le onde del match, a rallentare o accelerare senza perdere simmetria. In sintesi: la sua polivalenza centrale offre a Padalino la possibilità di «accendere» partite diverse con un unico interruttore. E quando hai in rosa un esterno di qualità come Falzerano e un riferimento offensivo «pesante» come Diaz, poter scegliere dove forzare la mano, corsia, trequarti, area, diventa un vantaggio competitivo.

LE ASPETTATIVE: CONCRETEZZA E NON PROCLAMI
Il Fasano non nasconde le ambizioni. Tra i segnali arrivati dall’ambiente e dalle cronache locali, l’obiettivo è mantenere o ritrovare stabilmente la zona di vertice del girone H e giocarsi la promozione fino all’ultimo metro. Il club ha alle spalle un autunno di alti e bassi, con una scossa tecnica decisa a dicembre 2025 e una serie di interventi sul mercato che hanno alzato sensibilmente il profilo della rosa. In questo scenario, il ritorno di Bianchini è la classica scelta «funzionale»: conosce compagni e contesto, si integra in fretta, incide nelle partite «a elastico» che il girone propone con regolarità. Il resto lo faranno la condizione, la chimica e la capacità di Padalino di trovare il mix giusto tra palleggio e verticalità. La data è fissata: 4 gennaio. Il luogo lo si conosce: «Vito Curlo» nel mirino l’orizzonte che torna a farsi interessante.

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