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L'attaccante che non perdona sotto porta è l'obiettivo della big del campionato, il tecnico lo vuole più di tutti

Con il cambio di allenatore si è riacceso l'entusiasmo e il club prepara almeno un innesto per reparto per tentare la rimonta

TERNANA SERIE C - STEFANO PETTINARI

TERNANA SERIE C - Stefano Pettinari, attaccante classe 1992, in stagione conta 10 presenze e 5 reti con i rossoverdi tra campionato e Coppa

L’eco dell’ultimo boato al Rigamonti non è un gol, ma un calendario: 2 gennaio 2026, si apre il mercato. Mentre la città ripone gli addobbi, l’Union Brescia riarma le sue ambizioni: colmare il distacco dal Vicenza capolista, oggi una trincea di 13 punti, senza perdere un colpo. Non è un’idea romantica, è una tabella di marcia. Il club guidato da Giuseppe Pasini ha ingaggiato il tecnico Eugenio Corini per cambiare passo, e ha già cerchiato in rosso il primo nome per l’attacco: Stefano Pettinari. Una mossa che non è solo mercato: è metodo, memoria condivisa e geometrie che tornano.

PERCHÈ PETTINARI ADESSO
Se c’è un profilo capace di accorciare immediatamente il campo tra progetto e risultato, è quello di Stefano Pettinari. Alla Ternana, tra campionato e Coppa Italia di Serie C, l’attaccante romano ha risposto alle occasioni in cui è stato chiamato in causa con un rendimento da specialista: 8 presenze e 2 reti in campionato, 3 gol in Coppa, compresa la serata in cui ha colpito due volte contro l’Union Brescia nel quarto di finale al «Libero Liberati». A 33 anni, ne compirà 34 il 27 gennaio, Pettinari ha un bagaglio di Serie B e di partite pesanti che Corini conosce bene: i due hanno condiviso lo spogliatoio del Lecce nella stagione 2020-2021, quando il tecnico bresciano cercava gol «di relazione», attacchi alla profondità ragionati e pulizia tecnica tra le linee. Il punto è proprio questo: Pettinari non è solo una «prima punta». È un attaccante che può giostrare da riferimento e regista offensivo, legando il gioco con il trequarti, scegliendo quando venire in incontro e quando sporcare il primo palo. In un’Union Brescia che con Corini proseguirà la rotta della difesa a tre, con varianti dal 3-5-2 al 3-4-1-2 o 3-4-2-1, la sua lettura degli spazi può rifinire il sistema e accelerare le letture di chi gli gioca attorno. In breve: un profilo che aggiunge gol, ma soprattutto soluzioni.

L'IDEA: UN INNESTO PER REPARTO
L’indirizzo strategico del club è chiaro. Nelle prime riunioni-mercato, con il via libera dell’allenatore, è emerso un piano d’intervento largo: un innesto per reparto, con priorità all’attacco. Dietro si valuta un innesto di complemento per coprire eventuali buchi e dare alternative strutturate alla costruzione bassa; in mezzo un centrocampista pronto ad alzare il livello di intensità e passaggio verticale; sugli esterni serve almeno un destro affidabile in entrambe le fasi, anche per gestire le rotazioni. Davanti, il dossier principale resta quello della «prima punta esperta» che dia gol e governo all’ultimo terzo. E lì conduce la traccia Pettinari. Non solo per attitudine. Le condizioni di partenza hanno spinto l’Union Brescia a intervenire: gli infortuni hanno decimato il reparto avanzato (stop prolungati per Tommy Maistrello e Alberto Spagnoli, problemi anche per Luca Vido per alcune settimane), costringendo a responsabilità extra Denis Cazzadori e a reincastri tattici degli esterni. 

LA MONTAGNA DAVANTI: IL VICENZA A + 13
La classifica non è un quadro immobile, ma una fotografia severa: Vicenza in fuga e Union Brescia a inseguire. La forbice si è allargata nelle ultime settimane, anche per l’effetto combinato degli indisponibili e di qualche passaggio a vuoto, ma non ha intaccato la traiettoria: la società non molla la presa, l’obiettivo resta la promozione in Serie B. È un tema di competizione interna (rafforzare l’11 titolare) e di gestione del ritmo (alzare la media punti contro le medio-piccole, dove i campionati si vincono). Qui entra in campo la componente «qualitativa» del mercato: giocatori che alzano il livello con la palla, che leggono l’ampiezza e la profondità senza buttare una giocata. In quest’ottica, un finalizzatore-costruttore come Pettinari accorcia i tempi.

CORINI, RITORNO CON BUSSOLA: COSA CHIEDE IL SUO GIOCO
Nel suo ritorno a casa, Eugenio Corini porta un metodo chiarissimo. La sua difesa a tre non è una gabbia, è una piattaforma: ricerca di un’uscita pulita a sinistra con il braccetto che porta palla, interni di centrocampo alternati in conduzione e ricezione, quinti capaci di abbassarsi a linea di quattro o saltare l’uomo alto, e davanti una coppia che si scelga i compiti. Con il 3-4-1-2, il trequartista deve saper ricevere tra le linee e orientare la seconda punta oltre l'ultimo difensore; con il 3-4-2-1, sono i due sotto la punta a farsi trovare negli half-spaces. In entrambi i casi, una «prima» che lega l’azione e sceglie i tempi del pressing è il detonatore: qui il curriculum di Pettinari dice che può dare subito ciò che serve. Chi ha seguito Corini a Lecce ricorda l’importanza data alla qualità della prima uscita, alla scelta del contro-movimento tra punta e sotto-punta e alle mezzalune di rifinitura: in quell’ambiente, Pettinari ha già interpretato un ruolo che a Brescia tornerebbe utile per sincronizzare Vido (quando al 100%), le corse senza palla di Denis Cazzadori e gli inserimenti di Balestrero, Zennaro o del trequarti di turno. Non è un caso che la preferenza dell’allenatore vada su un attaccante che «vede» il calcio prima di toccarlo.

GLI INCASTRI: CONCORRENZA E ALTERNATIVE
Nel dossier su Pettinari non c’è solo un’indicazione, c’è anche una mappa di alternative. L’Union Brescia ha valutato profili come Facundo Lescano (in uscita dall’Avellino, ma con costi complessivi superiori alla media del girone), Francesco Galuppini (bresciano, ai margini nel Mantova, ma molto vicino ad altre piazze di Serie C), Raphael Odogwu (Sudtirol) e Roberto Inglese (Salernitana). C’è perfino l’idea suggestiva del ritorno di Ernesto Torregrossa (oggi Carrarese), che resta però una pista complicata. La griglia dice che la soluzione più «pronta» e coerente con idee e tempistiche è proprio Pettinari, anche perché si tratta di un’operazione possibile nella forma del prestito fino a giugno, con opzioni da valutare a fine stagione. Dietro, tema meno urgente ma non secondario, si cercano un braccetto con gamba e un esterno destro in grado di alternare la spinta alla stabilità difensiva. In mezzo, un mezzofondista capace di accelerare i tempi del passaggio e di imporre densità al recupero palla: anche qui l’innesto dovrà «stare» nelle letture di Corini.

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