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Serie C

Solo 3 punti nelle ultime 6 partite ed ecco un nuovo attaccante, il club che punta in alto non molla la presa

Un colpo in entrata e una rotta tracciata, come la squadra vuole trasformare la flessione di fine anno in volano per i playoff

ALCIONE SERIE C - MATTIA TORDINI

ALCIONE SERIE C - Mattia Tordini, attaccante classe 2002, nella prima parte di stagione non è sceso in campo nonostante fosse un giocatore del Lecco

Una porta che sbatte al vento di dicembre, i fari che si spengono al triplice fischio finale e sul tabellone resta un dato che taglia netto: nelle ultime 6 giornate l’Alcione ha messo insieme solo una vittoria e ben 5 sconfitte. Un contrasto feroce con la partenza brillante di autunno. Eppure la classifica concede ancora respiro: gli arancioni sono sesti, in piena zona playoff, ma con appena 3 punti di margine sull’undicesima. Nel giorno in cui si riapre il mercato invernale, a Milano sponda orange la domanda è una: come si mette mano alla squadra senza tradire identità, sostenibilità e ambizione?

CLASSIFICA CORTA E PRIORITÀ CHIARE
L’ultimo mese ha raccontato un’Alcione meno solida del solito: la caduta di Lecco dell’8 dicembre 2025 ha confermato un trend negativo, mitigato soltanto dal successo del 30 novembre sul Trento, due reti nella ripresa che avevano illuso di aver imboccato l’uscita dalla galleria. Il campionato, però, non aspetta: con la zona calda compressa e un Girone A competitivo come non mai, i margini d’errore si riducono.  La società non perde la bussola. Dall’analisi interna, una linea resta intoccabile: niente «shopping compulsivo», ma interventi mirati, coerenti con una filosofia che negli ultimi anni ha permesso all’Alcione di compiere il salto tra i Professionisti e consolidarsi senza strappi. 

LA NOTIZIA: TORDINI È IL PRIMO INNESTO
Tra i tasselli di cui si parlava da settimane, una mossa si è materializzata: l’attacco si arricchisce con Mattia Tordini. Classe 2002, formazione tra Inter, Novara e Torino, ha trascorso l’ultima parte della passata stagione a Messina (in prestito) ed è rimasto fuori lista al Lecco in questo avvio. In questi giorni l’attaccante ha ottenuto il nulla osta per allenarsi con l’Alcione, passo propedeutico alla chiusura dell’operazione. Un profilo leggero, rapido, che può dare profondità e cambio di passo in un reparto condizionato dagli infortuni. Il contesto, peraltro, non è solo di emergenza: l’Alcione ha già dimostrato di saper valorizzare innesti «selettivi». Basti pensare al percorso recente: la scelta di profili funzionali come Giorgio Galli (oggi con la fascia da capitano) e di giovani come Giulio Scuderi, terzino sinistro prelevato dall’Under 19 della Fiorentina e subito gettato nella mischia, ha dato sostanza a un’ossatura rimasta fedelissima al blocco che ha retto il salto tra i Pro. 

UNA ROSA COSTRUITA PER DURARE E NON SOLO PER GENNAIO
La fotografia tecnica scattata a fine 2025 è chiara: l’Alcione ha preferito proseguire sulla via della continuità. Ben 15 elementi della stagione 2024-2025 sono ancora in rosa; il blocco «storico» dà identità e memoria tattica, e i nuovi si sono inseriti con gradualità. Dentro questo perimetro si colloca anche il prolungamento fino al 2027 dell’attaccante Michele Marconi, mossa che ha blindato un riferimento offensivo e tecnico. Unico neo: gli acciacchi hanno limitato il contributo del centravanti Simone Zamparo, arrivato dal Vicenza e frenato da un infortunio a ottobre; nel girone di ritorno, la sua rientrata può valere come un acquisto «interno», tanto più che l’operazione comporta un obbligo di riscatto già scattato. È un modello coerente con le parole del direttore sportivo Matteo Mavilla: «Continuità, identità e crescita». Non la caccia al nome, ma la ricerca del tassello giusto. Per questo, oltre a Tordini, la finestra potrebbe vedere una o due uscite per restituire minutaggio a chi ha giocato meno, e un ultimo colpo mirato solo se si aprirà l’occasione giusta nelle ore finali.

LA ROTTA DEL CLUB: PLAY OFF SUBITO, SERIE B IN 3 ANNI
Dietro le scelte di mercato c’è una cornice che non cambia: l’obiettivo playoff nell’immediato e un piano industriale-sportivo che guarda alla Serie B entro 3 anni. Lo ha ribadito più volte il presidente Giulio Gallazzi, fissando un orizzonte temporale preciso e vincolandolo alla crescita delle infrastrutture: stadio di proprietà e centro sportivo come leve per aumentare ricavi, attrattività e sostenibilità. Non è retorica, ma cronaca recente: dalle interviste di settembre e novembre alle dichiarazioni di metà dicembre, il messaggio è rimasto lineare. Sul fronte impiantistico, la visione è altrettanto netta: l’Alcione sta portando avanti un progetto per un nuovo stadio a due passi da San Siro, mentre nel frattempo si lavora a un centro sportivo a Settimo Milanese. Le tempistiche di un’opera così complessa richiedono prudenza, ma la direzione è tracciata e il club ha scandito più volte l’intenzione di accelerare, appena completati gli iter amministrativi. 

I SEGNALI CHE RESTANO: STRUTTURA E TRAIETTORIA
La fotografia di metà campionato, al netto delle ultime curve, racconta pur sempre una squadra con fondamenta robuste: fase difensiva rimasta a lungo tra le migliori del girone, capacità di «stare» nelle partite, una rosa con anzianità media equilibrata e punte d’esperienza in ruoli chiave. Lo dicono le rilevazioni di inizio novembre e l’analisi comparativa del rendimento nel primo terzo del torneo. C’è poi un aspetto extracampo da non sottovalutare: l’attenzione mediatica che il progetto arancione sta catalizzando. Dalle pagine nazionali ai siti cittadini, l’Alcione è diventato, nel giro di due anni, un case study di costruzione «step by step» con visione. È un capitale reputazionale che aiuta nel recruiting e alimenta la community intorno al club.

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