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Serie C

Un giocatore con oltre 300 presenze tra i Professionisti per blindare la difesa, la mossa del club granata

Niente soluzioni di ripiego, la società punta su un affidabile jolly con un accordo già impostato per l'apertura del mercato

CROTONE SERIE C - FILIPPO BERRA

CROTONE SERIE C - Filippo Berra, difensore classe 1995, è l'obiettivo numero uno della Salernitana

Una porta del centro sportivo che si apre all’alba di una nuova sessione, una stretta di mano, le scarpe già allacciate. È così che, secondo più di una ricostruzione, Filippo Berra avrebbe iniziato a calarsi nel mondo Salernitana: non slogan, ma allenamento, non l’ennesimo nome, bensì un profilo mirato per sistemare il reparto più esposto della rosa. Nel frattempo, l’ipotesi Riccardo Cargnelutti si è dissolta come una pista lasciata intenzionalmente raffreddare: una virata netta di strategia, figlia di esigenze tattiche, vincoli di lista, sostenibilità dell’operazione e, soprattutto, tempi strettissimi.

DALLA PISTA CARGNELUTTI AL «VIA LIBERA» SU BERRA
Fino a pochi giorni fa, i granata avevano effettivamente sondato il terreno per Riccardo Cargnelutti, classe 1999, colonna del Crotone, legato ai pitagorici da un contratto fino al 30 giugno 2027. Il profilo era stato attenzionato dal ds Daniele Faggiano, ma l’operazione non ha imboccato la corsia giusta. La svolta è arrivata con il nome di Filippo Berra, difensore duttile capace di agire da terzino destro e, all’occorrenza, da centrale nella linea a quattro o sul centro-destra di una difesa a tre: un «ponte» tra esigenze immediate e sostenibilità di medio periodo. In giornata, più testate hanno convergito: «salta Cargnelutti, dentro Berra», con un’intesa contrattuale già impostata.

PERCHÈ BERRA ADESSO
Sul piano tecnico, Berra porta tre asset immediatamente spendibili: 1) Polivalenza tra fascia destra e centro, utile per coprire emergenze e rotazioni. Parliamo di un calciatore che in carriera ha fatto il terzino destro «tradizionale», il braccetto e, all’occorrenza, il centrale in una linea a quattro. 2) Esperienza: oltre 300 presenze complessive tra Serie B e Serie C negli ultimi anni, trascorsi tra Pro Vercelli, Bari, Pordenone, Pisa, Südtirol e Benevento, prima del recente passaggio al Crotone. 3) Profilo caratteriale da «spogliatoio», con tratti di leadership riconosciuti nelle sue ultime tappe. A Benevento è stato spesso riferimento del reparto, mentre a Crotone si è subito imposto tra i titolari del girone d’andata, con minutaggio pieno e un contributo anche in termini di fase difensiva «pura» (clean sheet, duelli vinti).

IL PASSATO RECENTE: DA BENEVENTO A CROTONE
Per leggere l’operazione senza lenti appannate, va ricordata la traiettoria dell’ultimo anno solare di Berra. Nell’agosto 2023 firma con il Benevento, dove diventa rapidamente un titolare affidabile; nel settembre 2025 il difensore friulano passa al Crotone in un’operazione incrociata che porta Marco Tumminello in giallorosso: uno scambio «di bisogni», con entrambi i club alla ricerca di un equilibrio tra reparti e ingaggi. Da allora, Berra ha accumulato minuti e continuità con i rossoblù calabresi, confermandosi pedina di sostanza nel Girone C. I numeri parziali dell’autunno-inverno sono in linea con il suo profilo: oltre 900 minuti in campionato, presenza nelle gare «da battaglia» e un rendimento medio affidabile. Anche senza forzare la lettura avanzata delle metriche, il dato grezzo più utile è la frequenza di impiego, segnale della fiducia dello staff.

IMPATTO TATTICO, COSA CAMBIA NELLO SCACCHIERE DI RAFFAELE
Inserire Berra significa aggiungere un profilo «a basso rischio d’errore» nelle rotazioni: 1) In una difesa a quattro, può coprire da terzino destro «conservativo», lasciando ampiezza a un esterno alto e garantendo coperture preventive nelle transizioni. Concetto chiave: equilibrio. 2) In una linea a tre, si adatta da braccetto destro con compiti di uscita in pressione: letture, diagonali, marcature «di reparto». 3) Nei finali «da difendere», è una scelta naturale per passare a 5 dietro senza snaturare l’impianto. Sulla palla inattiva, il suo contributo storico è discreto: non un «cecchino» da doppia cifra, ma una minaccia credibile sul secondo palo, con inserimenti a rimorchio e attacco di zona. Il passato a Pro Vercelli e Benevento racconta di qualche gol pesante, mentre l’esperienza a Südtirol ha irrobustito la fase di non possesso in contesti spigolosi.

LA DOMANDA CHE CONTA: SARÀ IL TASSELLO CHE SPOSTA LA STAGIONE?
Nessun singolo difensore, da solo, cambia la geografia di un campionato. Ma l’arrivo di Berra può incidere su due indicatori che, in Serie C, pesano come oro: 1) la riduzione degli errori «non forzati» in area e nelle seconde palle laterali; 2) la gestione dei finali «corti», quando un cross respinto bene o una diagonale fatta al tempo giusto valgono quanto una rete. Per questo l’operazione convince: è misurata, concreta, coerente con gli obiettivi di classifica e con l’urgenza del calendario. Resta da sciogliere il nodo della durata contrattuale, biennale pieno o scadenza giugno 2027, ma la sostanza sportiva è già sul campo. Il resto, in fondo, è contabilità.

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