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Serie A

Da perfetti sconosciuti a protagonisti nella Coppa d'Africa, la favola di 2 ragazzi che ci hanno sempre creduto

Due giocatori arrivati in Italia, una vetrina toscana e un torneo prestigioso: il filo che unisce la Viareggio Cup alla storica manifestazione

NIGERIA COPPA D'AFRICA - EBENEZER AKINSANMIRO

NIGERIA COPPA D'AFRICA - Ebenezer Akinsanmiro, centrocampista classe 2004, in Serie in stagione conta 12 presenze con la maglia del Pisa

All’ora di pranzo, tra gli odori di salsedine e pino marittimo, un pallone rimbalza sul sintetico di un campo di provincia. È la Viareggio Cup: ragazzini con la maglia troppo larga, osservatori con lo sguardo corto e il bloc-notes lungo. Tre anni dopo, a oltre duemila chilometri, il boato di un stadio da 69.500 posti in Marocco schiaccia ogni voce: è la Coppa d’Africa. In mezzo, lo stesso filo attraversa due storie, quelle di Salim Fago Lawal e Ebenezer Akinsanmiro, e una constatazione: l’apertura della Viareggio ai club del continente nero non è folklore, ma una nuova geografia del calcio giovanile. E funziona.

LA NUOVA MAPPA: LA VIAREGGIO CUP PARLA AFRICANO
Negli ultimi anni la Viareggio Cup ha accelerato un processo iniziato da tempo: l’ingresso strutturato di accademie africane nella competizione. Non più comparse esotiche, ma squadre con idee, organizzazione e talenti pronti da lanciare. L’esempio più clamoroso è del 2024, quando la nigeriana Beyond Limits ha vinto il torneo battendo in finale i congolesi del Centre National Brazzaville: la prima volta di un club africano sul tetto di Viareggio, in una finalissima tutta africana. Un risultato epocale, confermato dai numeri: 7 vittorie, 24 gol segnati e appena 3 subiti nella cavalcata della squadra di Ikenne-Remo. Anche Ojodu City, Mavlon e Alex Transfiguration hanno lasciato il segno, spingendo 4 club nigeriani agli ottavi in un’unica edizione. È la fotografia di una tendenza: sempre più organizzazioni africane investono nella vetrina toscana per accorciare la distanza con l’Europa.

ALEX TRANSFIGURATION, AD UN PASSO DALLA STORIA
La svolta inizia prima: nel 2022 l’accademia di Lagos Alex Transfiguration arriva fino all’atto conclusivo e si arrende solo ai rigori al Sassuolo. In quella squadra, al cuore di un percorso che elimina anche Fiorentina, Spal, Bologna ed Empoli, c’è un 2004 con la postura da veterano: Ebenezer Akinsanmiro. Segna, guida, prende responsabilità dal dischetto. E si fa notare. Per molti, fu la sua vera firma su un passaporto europeo.

DAL VIAREGGIO ALLA NAZIONALE, LA TRAIETTORIA DI SALIM FAGO LAWAL
C’è poi chi alla Viareggio 2023 si mostra più come promessa che come uomo-copertina. È il caso di Salim Fago Lawal (classe 2003), cresciuto al Mavlon FC e poi passato in Croazia all’NK Istra 1961 nell’agosto 2023. In HNL, il nigeriano si è fatto strada con pazienza: primi minuti, primo gol in primavera, quindi una progressione solida fino a guadagnarsi la chiamata dei Super Eagles. A dicembre 2025 arriva la prima convocazione in Nazionale maggiore e l’esordio nello stesso mese, premio per un avvio di stagione da 6 gol tra campionato e Coppa che lo ha messo sul radar del CT della Nigeria per la Coppa d’Africa 2025. È la classica traiettoria che parte in uno spicchio di Toscana e atterra nella vetrina più alta del continente.

AKINSANMIRO: L'ASSE LAGOS-MILANO-PISA
Per Akinsanmiro, via Viareggio 2022, l’Italia diventa casa. A gennaio 2023 firma con l’Inter un contratto quadriennale. Domina con la Primavera, assaggia la Serie A il 25 febbraio 2024 a Lecce, quindi un prestito in Serie B alla Sampdoria nel 2024-2025 per fare minuti e tempra. Nell’estate 2025 il passo successivo: prestito al Pisa, con opzione di acquisto e contro-opzione nerazzurra. Proprio durante l’avvio in Serie A con i nerazzurri toscani, il centrocampista riceve la chiamata più attesa: dicembre 2025, è tra i nuovi convocati della Nigeria per l’AFCON. Racconta di aver pianto al telefono: non è retorica, è la resa dei conti di una strada cominciata a Viareggio.

NIGERIA, AMBIZIONI E PERCORSO
Guidata dal CT Éric Sékou Chelle (in carica dal gennaio 2025), la Nigeria è entrata nell’AFCON 2025 con obiettivi espliciti: cancellare la ferita della finale persa nel 2023 e tornare campione. Il girone con Tunisia, Uganda e Tanzania è stato superato con 9 punti su 9: segnali di solidità e rotazioni che hanno dato minuti anche a nuovi innesti. In questo contesto, le chiamate di Akinsanmiro e Lawal indicano una strategia chiara: portare a livello élite ciò che il sistema delle accademie nigeriane ha costruito in anni di lavoro (e che la Viareggio Cup ha certificato).

IN CHIUSURA: LA LEZIONE DI VIAREGGIO
La Viareggio Cup è nata come torneo vetrina per il calcio italiano. Oggi è un hub globale che non solo scopre, ma connette. Le storie di Salim Fago Lawal e Ebenezer Akinsanmiro raccontano una verità semplice: quando il percorso è chiaro, formazione locale, competizione internazionale, salto europeo, nazionale, i confini diventano linee tratteggiate. E il calcio, quello vero, si prende la responsabilità di unire mondi. Dalla Versilia a Rabat, passando per Pola, Milano, Genova e Pisa: un viaggio che comincia in primavera e finisce, talvolta, in inverno, sotto le luci dell’AFCON.

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