Serie D
03 Gennaio 2026
LUPARENSE SERIE D - Nicola Zanini aveva iniziato la stagione con le Dolomiti Bellunesi in Serie C per poi essere esonerato dopo 8 giornate
Una sedia, un tavolo e un foglio con poche righe decisive: «accordo per un anno e mezzo». Da qui riparte la Luparense, che alza la saracinesca del 2026 con un nome che a San Martino di Lupari non ha bisogno di presentazioni: Nicola Zanini. È il ritorno del tecnico vicentino, ufficializzato a inizio anno, una mossa che mette in dialogo memoria e futuro e che riallinea lo spogliatoio a un’idea di calcio già nota, riconoscibile, praticata. La notizia conferma quanto anticipato nei giorni precedenti: i rossoblù rimettono le chiavi della panchina in mano a un allenatore che aveva già firmato il miglior piazzamento della storia del club in Serie D.
UN RITORNO CON IL PESO DELLA STORIA RECENTE
La prima cifra che conta non è un modulo o una statistica offensiva, ma il tempo: 753 giorni. Tanto è durata la prima gestione di Zanini sulla panchina della Luparense, un ciclo in cui i «Lupi» hanno toccato il loro picco in Serie D con un prestigioso 4° posto nella stagione 2021-2022. Non è solo un ricordo: è un riferimento operativo, una soglia che oggi diventa obiettivo minimo da superare, con la struttura e l’esperienza di un tecnico che conosce il territorio e i suoi equilibri.
IL PRESENTE DELL'ALLENATORE: PROMOZIONE IN SERIE C, SCOSSA E RIPARTENZA
Arriva a San Martino di Lupari un Zanini aggiornato e temprato da una stagione da incorniciare: la vittoria del girone con la Dolomiti Bellunesi in Serie D 2024-2025 e la conseguente prima storica promozione in Serie C del club dolomitico. L’avvio tra i Professionisti non è stato semplice e a inizio ottobre 2025 è arrivata la separazione con il club, un po' a sorpresa, ma il segno lasciato resta profondo: un gruppo portato su, consolidato, poi affidato ad altri. Per la Luparense, significa riportare in casa un allenatore reduce da una promozione, dunque con passo e credenziali rinfrescate.
UNA SCELTA CON SENSO TECNICO E IDENTITARIO
1) Conoscenza del girone e del contesto: Zanini ha guidato realtà venete e trivenete, conosce campi, ritmi, calendari, incastri di mercato e l’importanza degli equilibri tra over e under. 2) Curriculum coerente con l’ambizione: dalla salvezza col Vicenza in Serie C all’esperienza con Este e Sona, fino al lavoro vincente con la Dolomiti Bellunesi: un filo conduttore fatto di costruzione, valorizzazione e risultati. 3) Continuità emotiva: a San Martino di Lupari, Zanini è percepito come «uno di famiglia», un valore non misurabile ma cruciale quando si tratta di rimettere in moto uno spogliatoio e un ambiente che chiede stabilità e orizzonte.
DALL'ESTATE AL RIBALTONE IN AUTUNNO
La Luparense aveva inaugurato l’estate scegliendo in panchina Massimo Agovino, in coppia con il direttore sportivo Mariano Fernández. Un binomio già sperimentato altrove e ritenuto adatto a rilanciare le ambizioni del club. L’avvio, però, ha raccontato una storia diversa: a fine settembre 2025 e l’inizio dell’autunno è arrivata la rescissione consensuale del tecnico campano per motivi personali, con una fase di transizione che ha chiesto al club di riprogrammare la guida tecnica, affidata a Loris Beoni. Sono tasselli utili per comprendere la scelta odierna: serviva una figura capace di rimettere in carreggiata la squadra con rapidità, ma senza rinunciare a una visione. A fine 2025 è stato risolto il contratto con Beoni ed è stato richiamato Zanini.
UNA DECISIONE CHE PARLA DI METODO
La Luparense ha scelto di ricucire il presente al proprio passato migliore, affidandosi a Nicola Zanini per definire un futuro che non sia una somma di emergenze. È una mossa di sostanza: tecnico che conosce ambiente e campionato, contratto che guarda oltre giugno, agenda chiara su campo e mercato. In un calcio spesso in preda agli scossoni, puntare su continuità e identità è già, di per sé, una strategia. Nel frattempo, la palla torna al rettangolo verde. Dove Zanini ha sempre preferito parlare poco e allenare molto: linee corte, idee semplici da eseguire, gerarchie meritocratiche. La Serie D non perdona i dettagli; li premia. E in questo, il tecnico vicentino ha dimostrato di saper fare la differenza. Il resto lo diranno i prossimi mesi, tra i sabati di campionato e le notti di video-analisi. Con una certezza: la rotta è stata tracciata, di nuovo.