Serie D
04 Gennaio 2026
HERACLEA SERIE D - Riccardo Iacoponi, terzino classe 2007, nella scorsa stagione ha preso parte alla Viareggio Cup con la Rappresentativa Serie D
Il primo segnale non arriva da un comunicato, ma dal tabellino: al Lungobisenzio di Prato, il nome di Riccardo Iacoponi compare poco, troppo poco per un 2007 che ha già assaggiato la rudezza della Serie D con 33 presenze da Under. E quando un terzino di 18 anni vede più panchina che campo, spesso la mossa più coraggiosa è cambiare curva. Così, in un gennaio che per molti è solo lista di buoni propositi, per Iacoponi diventa scelta concreta: lascia il Prato, rientra al Benevento e riparte, subito, dall’Heraclea, la nuova realtà ambiziosa del Foggiano guidata da Imperio Carcione. Prestito «secco», idee chiare: chilometri sulla corsia e crescita misurabile.
HERACLEA, LABORATORIO DEL PRESENTE
L’ASD Heraclea Calcio è una matricola attiva e ambiziosa. Dal 2025-2026 disputa la Serie D Girone H, gioca le gare interne al Pino Zaccheria di Foggia e ha ottenuto anche la gestione in concessione dell’impianto per un massimo di 2 anni, segno di un progetto che punta a radicarsi sul territorio e ad alzare lo standard organizzativo. Un dettaglio, questo, che fa differenza anche per un Under: struttura, pubblico, clima da piazza «vera». Il contesto tecnico non è morbido: il Girone H è storicamente tra i più spigolosi della D, con club come Paganese, Martina, Fasano, Barletta e compagnie blasonate a muovere la classifica. Proprio nel cuore dell’inverno 2025, l’Heraclea ha navigato in zona medio-alta, pagando qualche passaggio a vuoto ma restando agganciata al treno che conta. Una realtà in cui un 2007 può crescere, ma solo se porta subito sostanza: letture, duello, gamba.
COSA PORTA IACOPONI ALL'HERACLEA
Doti e aree di crescita. 1) Gamba e falcata: il primo passo è buono, il secondo fa strada. Lo si è visto al Trastevere sulle 33 uscite stagionali: quando attacca in corsia, tende a guadagnare metri e cross. Da gestire, invece, la scelta del momento in cui “staccarsi” dalla linea. 2) Piede destro affidabile: pur nato terzino destro, ha coperto anche la mancina, caratteristica che gli consente di adattarsi alle necessità del gruppo. All’Heraclea, dove la corsia destra è spesso un grimaldello per la rifinitura, questa duttilità può diventare leva tattica. 3) Indole da Under «seria»: la scelta del Benevento di firmarlo fino al 2026 con opzione più lunga è un investimento di fiducia. Tradotto: c’è una lettura interna sul potenziale, non solo sull’immediato. Il prestito serve a misurarlo.
IL QUADRO COMPETITIVO DEL GIRONE H
Il Girone H 2025-2026, con piazze pesanti e una concorrenza che non regala nulla, presenta un livello di fisicità e ritmo spesso superiore rispetto ad altri raggruppamenti. L’Heraclea ha alternato strisce di risultati utili a bruschi stop, rimanendo in carreggiata playoff in alcuni tratti e scivolando in altri, in una classifica cortissima dove basta una settimana per cambiare panorama. Per un difensore giovane, è palestra perfetta: ogni posizionamento sbagliato viene punito, ogni lettura giusta fa guadagnare fiducia e minuti.
COSA SIGNIFICA PER IL BENEVENTO
Per la casa madre, che nel frattempo sta provando a risalire con continuità nel Girone C di Serie C 2025-2026, il caso Iacoponi è paradigma della strategia «valorizzazione e controllo»: contratti medio-lunghi ai profili Under più interessanti, un primo anno tra Primavera e campo vero, poi prestiti funzionali in contesti che garantiscano responsabilità. La riuscita del percorso si misura in tre metri: dalla linea laterale al cuore della propria metà campo, dove si costruisce personalità.
LA SCELTA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO
Nel calcio di oggi, i salti contano meno delle traiettorie. La deviazione di Riccardo Iacoponi verso l’Heraclea non è un tornante in discesa, ma una curva per prendere velocità in uscita. Il contesto è competitivo, l’allenatore è esigente, lo stadio è di quelli che fanno rimbombare i tocchi. Il prestito secco mette un timer alla sua crescita: ogni domenica è una verifica, ogni cross una firma. Il resto lo dirà il campo. Per un 2007 che ha già respirato l’odore adulto della D, è esattamente il tipo di sfida che serve per crescere in fretta senza bruciarsi.