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Alla Juventus doveva essere il «nuovo Pirlo», si è fatto bene strada altrove: il centrocampista è un perno indiscusso

Dalle giovanili bianconere alla regia in Serie B, la parabola di un predestinato che ha imparato a vincere senza slogan

JUVE STABIA SERIE B - GIUSEPPE LEONE

JUVE STABIA SERIE B - Giuseppe Leone, centrocampista classe 2001, nella stagione in corso conta 18 presenze con la maglia della Juve Stabia

La scena è questa: al minuto finale di una gara combattuta, con la partita che trema, Giuseppe Leone stoppa il pallone appena fuori dall’area della Juve Stabia, si prende un respiro e, con una finta sola, manda fuori giri due avversari. Lo stadio rumoreggia, lui no. Niente gesti plateali, solo la scelta giusta al momento giusto. È la fotografia fedele del suo calcio: pochi decibel, massima influenza. Un regista che muove la squadra come un metronomo, con una percentuale di passaggi riusciti da specialista, quell'87%, che lo ha reso il perno dell’anno della promozione, e una bussola per l’esordio in Serie B.

IDENTITA COSTRUITA A TORINO E RIFINITA A CASTELLAMARE
Nato a Torino il 5 maggio 2001, cresciuto dentro la filiera della Juventus, Leone ha percorso tutte le tappe: Under 17, Primavera, quindi la Next Gen (ex Under 23), con la prima squadra a portata di mano e allenamenti fianco a fianco con i grandi. Tra i riferimenti tecnici, un nome spicca: Miralem Pjanić, il modello dichiarato da sempre. Fuori dal clamore, dentro la sostanza: visione, primo controllo orientato, verticalizzazioni misurate. La Juventus lo ha formato nel dettaglio, anche sui banchi: Leone ha frequentato il J College e ha portato avanti gli studi universitari in Economia aziendale, un aspetto non marginale per capire lo stile di un calciatore che legge il campo come un bilancio, tra rischi e opportunità.

CRONOLOGIA MINIMA, IMPATTO MASSIMO
Tra il 2020 e il 2022 con la Juventus Under 23/Next Gen mette insieme oltre 50 presenze in Serie C: zero gol, tante esecuzioni pulite e quella continuità che, per un regista centrale, vale come un indicatore di affidabilità. Nel 2022-2023 la svolta geografica: Siena, dove incontra Guido Pagliuca. La stagione in Toscana gli consegna minuti, responsabilità e un allenatore che lo capisce. Il 25 agosto 2023 la Juve Stabia ufficializza l’acquisto a titolo definitivo, contratto iniziale fino al 30 giugno 2025: a Castellammare Leone ritrova Pagliuca e soprattutto una piattaforma ideale per il suo gioco. Nella stagione 2023-2024 è il regista della promozione diretta in Serie B: un percorso costruito su equilibrio e ritmo, culminato nella vittoria del Girone C. Il club certifica poi la fiducia: il 12 dicembre 2024 arriva il rinnovo fino al 2026. È la data che chiude il romanzo breve del «dobbiamo tenerlo» e apre quello, più lungo, del «costruiamoci attorno». Annata 2024-2025: esordio in Serie B, 34 presenze, 1 gol, regia riconosciuta. Annata 2025-2026: al 2 gennaio 2026 è a quota 17 presenze e 1.207 minuti, numero 55 sulle spalle, dentro una Juve Stabia che ha scalato la categoria senza rinunciare a un’idea propositiva. Il dato parla di una centralità tattica confermata anche al piano superiore.

ANATOMIA DI UN REGISTA
Leone gioca «a testa alta» non come slogan, ma come prassi. Il primo controllo orientato è lo strumento con cui guadagna mezzo secondo sul pressing, l’angolo di passaggio è il linguaggio con cui convince i compagni a fidarsi. Quell’87% di precisione nel breve e nel medio raggio registrato già nel salto di categoria non è cosmetica statistica: è la base su cui le Vespe hanno innestato corse e strappi dei compagni a rimorchio. Le sue partite hanno spesso la stessa geometria: gestione bassa tra i centrali, un occhio al terzino in uscita e la ricerca del terzo uomo sulla trequarti. Non forza linee per ambizione personale; forza solo quando il contesto lo permette. È in quelle letture che si vede l’influenza del modello Pjanić: tempi di gioco, peso del passaggio, ritmo dell’azione. Sulle sue spalle, fin dai tempi della Primavera bianconera, è stata appiccicata l’etichetta del «nuovo Pirlo». Etichetta scivolosa che lui ha gestito con freddezza: criterio nelle scelte, pochi tocchi superflui, pulizia. La somiglianza più vera non è estetica, ma concettuale: ridurre complessità con una decisione chiara. E quando il paragone torna d’attualità, Leone risponde con il campo.

UN'IDEA DI SQUADRA CHE LO ESALTA
La Juve Stabia degli ultimi due anni ha creato un ambiente identitario: pressing misurato, blocco medio-compatto, ripartenze pensate e non casuali, un possesso palla che nella stagione d’esordio in B ha flirtato con il 52-53% in diverse fasi. In questo quadro, Leone è il nodo che collega linea difensiva e trequarti, il giocatore che dà tempi all’uscita bassa e seleziona gli appoggi tra mezzali e quinti. La sua «intangibile» più preziosa è la capacità di leggere i momenti: quando alzare il baricentro con un passaggio verticale, quando spegnere un’onda d’urto avversaria tenendo palla, quando, semplicemente, abbassare il battito della partita. L’azione citata nella vittoria col Cesena, controllo, finta, uscita pulita al 90’, è un compendio del suo manuale: testa fredda, piedi caldi.

COSA ASPETTARSI DA QUI AL 2026
1) Crescita nella gestione dei ritmi in Serie B: alternare pause e accelerazioni, aggiungendo qualche conduzione progressiva. 2) Consolidamento nelle palle inattive, soprattutto sulle seconde giocate: competenza che moltiplica la sua utilità nelle partite «sporche» della categoria. 3) Possibile salto nei radar superiori se manterrà standard di precisione sopra l’80% con volume di gioco elevato e se il contributo in termini di pre-assist e rifiniture salirà di un gradino. Il punto di partenza è già lì, inciso nelle cifre, nelle date e nelle immagini: un regista centrale che ha trovato nel Menti il suo laboratorio ideale e che oggi fa della semplicità un talento raro. Perché essere «predestinato» serve a poco, se non impari a scegliere. Leone ha imparato: adesso si limita a farlo, bene, ogni tre secondi.

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