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Ha giocato nella Nazionale e nell'Atalanta, ora sbarca in Serie B: il centrocampista alza l'asticella

Accordo raggiunto: il capitano della Dea si prepara al nuovo ruolo in cadetteria, è un trasferimento che parla di progetto

VENEZIA SERIE B - SIMONE PANADA

VENEZIA SERIE B - Simone Panada, centrocampista classe 2002, era tornato all'Atalanta nel gennaio 2024 e lascia ora la Dea per il Veneto

Il racconto inizia lontano dall’eco dei riflettori, su un campo sintetico di Caravaggio, quando al minuto 7 di una gara di Serie C un centrocampista dai movimenti essenziali si presenta sul dischetto e trasforma con calma glaciale. In quella scena c’è molto di ciò che serve per capire Simone Panada: lettura, responsabilità, qualità di tocco. Oggi, 5 gennaio 2026, quel ragazzo cresciuto nel vivaio della Dea è al centro di un’operazione definita: la cessione al Venezia FC, destinazione Serie B, con l’intesa trovata tra club e giocatore e la prospettiva di un passaggio che si completerà secondo tempi concordati tra le parti. Un «upgrade» di categoria che premia un percorso, e che aiuta a decifrare le ambizioni arancioneroverdi in un torneo dove i dettagli fanno la differenza.

PERCHÈ PROPRIO IL VENEZIA: UN PROGETTO CHE GUARDA IN ALTO
Il contesto conta. Dopo la retrocessione dalla Serie A maturata all’ultima curva della stagione 2024-2025, il Venezia ha riaperto il cantiere con una missione dichiarata: ritornare in alto consolidando allo stesso tempo la propria identità tecnica. Il cammino in classifica racconta di una squadra stabilmente nel gruppo di testa, con numeri da candidatura credibile alle zone nobili. In altre parole: serve qualità dove si costruisce il gioco, serve un regista in grado di connettere linee e tempi. Serve, appunto, Panada. Negli scorsi mesi, non a caso, attorno al suo profilo s’erano accese le luci del mercato: si era parlato di offerta da parte dei lagunari già nell’estate 2025, segnale precoce d’interesse, oggi trasformatosi in accordo.

IDENTIKIT
La sua storia tecnica nasce e si struttura dentro l’Atalanta, modello italiano di filiera tra settore giovanile, Primavera e passaggi graduali nel Professionismo. Con gli Azzurrini, Panada ha costruito il proprio pedigree internazionale: capitano dell’Italia Under 17 a Euro 2019 (finale persa contro l’Olanda), inserito nella Squadra dell’Anno del torneo dai tecnici UEFA. Etichette che, al di là dei riconoscimenti, raccontano un tratto distintivo: leadership funzionale, quella che il compagno sente e che l’avversario percepisce nei momenti in cui la partita rallenta o accelera.

LA SCUOLA «DEA» E IL RITORNO IN UNDER 23
Dopo le esperienze di Serie B con Modena (2022-2023) e Sampdoria (2023-2024), chiuse con minutaggi alterni, il 1° febbraio 2024 l’Atalanta ha formalizzato il rientro anticipato del giocatore da Genova, inserendolo stabilmente nell’nder 23 per la parte restante della stagione di Serie C. È lì che Panada ha riallacciato il filo della continuità, fino a indossare la fascia e diventare riferimento riconosciuto del gruppo ora guidato in panchina da Salvatore Bocchetti dopo i 2 anni di Francesco Modesto. I numeri aiutano a leggere il percorso: oltre 60 presenze in Serie C con l’Atalanta Under 23 e una produzione cresciuta tra gol e assist nella stagione 2024-2025, fino all’avvio dell’attuale annata. Dentro la terza serie Panada ha messo insieme una base solida di partite e responsabilità, maturando nelle due fasi e nella gestione delle transizioni.

COSA PORTA AL VENEZIA
Il Venezia ha strutturato in Serie B un’identità propositiva, con bisogno costante di una prima regia che «pulisse» la costruzione bassa e aprisse linee anche diagonali. Panada porta proprio questo: un primo passaggio a bassa dispersione, la capacità di orientare il corpo per giocare in avanti e l’attitudine a dettare il ritmo quando bisogna addormentare o strappare. È il tipo di interprete che amplifica il rendimento delle mezzali e rende più leggibili i movimenti degli esterni in pressione e uscita. Concetti chiave: connessioni, ampiezza, terzo uomo. Nel calcio che sale di intensità, non basta saper giocare: bisogna pre-vedere. Panada lega bene la linea palla-uomo-spazio e, soprattutto, accorcia con i tempi giusti sul portatore avversario dopo perdita, attivando la riaggressione. È un plus per una squadra che ambisce a recuperare alto e a difendere attaccando.

LETTURA FINALE: UN COLPO «DI SISTEMA»
La mossa ha un doppio valore. Per il Venezia, è un investimento tecnico mirato: un centrocampista capace di dare ordine e di far correre il pallone meglio e più velocemente dei compagni, competenza che in Serie B ripaga con gli interessi. Per Panada, è il banco di prova naturale a 23 anni: abbastanza grande da reggere il peso del ruolo, abbastanza giovane da crescere insieme a una squadra con ambizioni concrete. Per l’Atalanta, è la conferma che l’Under 23 non è un parcheggio, ma un acceleratore: chi dimostra, sale. Non c’è bisogno di metafore: il calcio di oggi appartiene a chi sa occupare il tempo più che lo spazio. E pochi, a questo livello, sanno «misurarlo» come Simone Panada. Se la laguna è fatta di canali, a Venezia stanno scommettendo su un regista che li saprà collegare.

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