Kings World Cup Nations
05 Gennaio 2026
KINGS WORLD CUP NATIONS ITALIA • L'abbraccio degli Azzurri e del presidente Blur (Foto Kings League)
Solo due partite, sì, ma che bella è questa Italia? Una squadra che dopo aver stupito tutti battendo 8-0 la Francia all'esordio del Mondiale doveva dimostrare di non essere un fuoco di paglia. Una missione mai semplice, ma dopo aver rubato la Gioconda la banda di Blur mette nel suo bunker un'altra opera d'arte. Una di quelle dipinde con un tratto diverso, non più quello dominante del debutto, quanto più uno pennellato in maniera delicata, soffrendo, restando in svantaggio per metà partita, fino a ribaltarla con un'ondata di colori: il rosso di Colombo, accecante come quel piattone che vale il pareggio nel momento più delicato, il bianco di Chironi, pura come l'aura che lo circonda dopo aver parato tre rigori, il verde di Perrotti, la speranza di una nazione intera, l'uomo che firma il 7-3 finale e consegna la seconda vittoria su due all'Italia. Si una bandiera al contrario, a cui manca solo l'ultima aggiustatina per essere issata ai quarti di finale del tabellone.
Presa la Gioconda svaligiando il Louvre con un imperioso 8-0 sulla Francia, l'Italia torna in campo per la seconda giornata di Kings World Cup Nations con una nuova missione: aggiungere alla propria collezione la Dama con l'Ermellino. L'opera d'arte di Da Vinci custodita in Polonia, un avversario obbligato a vincere dopo la sconfitta con l'Algeria, un avversario che gli Azzurri mettono subito spalle al muro. Il portiere Chironi prima colpisce la traversa su tiro deviato, poi sfiora il palo su calcio d'angolo di Rossi (1'). Lui che all'azione successiva dell'escalado sblocca la partita: dribbling a rientrare e destro tagliato sul primo palo (2'). Lo stesso che Lo Faso non inquadra sulla grandissima palla in diagonale di Perrotti (6'), così come Linca, autore del primo sussulto biancorosso (4'). Il vero brivido, però, lo crea sempre l'Italia: costruzione paziente da dietro, Chironi va da Rossi, apertura su Lo Faso e tocco di prima al centro dell'area per Marino, che conclude alto di mancino (6').
Con il passare dei minuti, tuttavia, la Polonia esce dal guscio, ci prova dalla distanza con Jaszczak (10') e al volo di destro con Debicki su apertura di Kucharski (12'), fino a trovare la rete del pareggio: Linca viene servito a sinistra, entra in area e trova la deviazione tra le gambe di Gelsi per fare 1-1 (13'). Un gol subito accusato dalla Nazionale, con Linca che ci prova di nuovo, senza trovare lo specchio, e Kucharski respinto centralmente da Chironi dopo un errore in fase di impostazione del portiere della Solbiatese (15'). A suonare la scossa ci prova allora Marino, bravo a crearsi lo spazio per un mancino incrociato e parato in tuffo (16'). Lo squillo principale dopo un tiro centrale di Scienza su recupero di Di Dio (13'), l'unico in un finale dove la Polonia attiva subito il rigore presidenziale, parato da Chironi (17'), e chiude in avanti con un tiro da fuori respinto dal portiere della Nazionale (19').
Chiuso un primo tempo doubleface, con un paio di buone occasioni per raddoppiare, ma anche ampi tratti concessi all'avversario, la ripresa inizia con il brivido dell'uno contro uno decretato dal dado. Brivido, sì, perché Chironi deve mettere le manone sul primo tentativo polacco (22') e non può nulla sul secondo, quando Jaszczak col mancino trafigge il numero 22 sotto le gambe (22'). Per la prima volta in svantaggio, gli Azzurri non si lasciano scappare la partita sul gong, quando Chironi non casca nel pallonetto del numero 10, Colombo sbatte sul portiere biancorosso e poi fa 2-2 saltandolo con la suola (23'). Il peggio è alle spalle? Non ancora, perché la Polonia si conferma avversario ostico, organizzato in fase difensiva e anche nei dettagli, come la punizione fintata per due volte prima di far spazio al mancino di Bienias, imbucato perfettamente sul primo palo (27'). E ancora, Tadrowski colpisce il legno esterno su dimenticanza difensiva azzurra (30'), mentre Debicki lo sfiora in ripartenza (33'). Segnali che serve una svolta, che serve una giocata per risolvere il rompicapo biancorosso, una di quelle che l'Italia sa di avere tra le gambe di tanti dei suoi protagonisti.
Sì, perché quando manca Messi, c'è sempre un Neymar pronto a farsi carico della squadra, e se Perrotti resta ancora a secco, ci pensa Colombo a riaccendere la Nazionale: ennesimo recupero di un Di Dio gigantesco, assist del «Genio» e piattone perfetto di prima intenzione del «Re» (34'). È l'inizio di un'altra partita, è la rete bellissima che cambia tutto. Un minuto dopo, infatti, proprio Colombo in ripartenza innesca Perrotti, che ribalta il risultato grazie alla deviazione di Linca (35'). Incassato il 4-3, infatti, la Jaszczak prova subito a reagire attivando la carta speciale dello shootout, affidato al gigante Jaszczak. Lui, però, che non è il giocatore più grande in campo, perché in porta c'è un Chironi mostruoso, che non casca nella finta del 10 e lo chiude in tuffo (34'). Difeso il vantaggio, allora, è l'Italia a contrattaccare sfoderando le sue armi nascoste. Prima scende in campo Blur, che trasforma il penalty presidenziale incrociando benissimo all'angolino (35'), poi è di nuovo l'ora del «Chiromante»: parati un rigore e uno shootout, Chironi nega pure il reverse penalty del rapper «Mata», trasformandolo nel gol del 6-3 (la carta speciale prevede infatti di concedere un rigore all'avversario: in caso di gol subito, il risultato non cambia, in caso di rigore sbagliato, la squadra che l'ha attivato guadagna un punto; 35'). Sotto 3-2, gli Azzurri si ritrovano così sopra 6-3, tagliando di fatto le gambe alla Polonia. Per il colpo di grazia, però, bisogna aspettare il 40', quando a firmare la seconda vittoria in due partite ci pensa la stella più luminosa dell'esordio: Perrotti punta l'uomo, fa la classica sterzata di suola col mancino e imbuca il destro del 7-3 (40'). Quello che vuol dire punteggio pieno, 15 gol in due gare per la Nazionale e una prova di maturità dopo quella di forza vista con la Francia.