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Ha giocato per 10 anni nella Juventus e rientra dall'estero, ora il portiere approda in uno storico club

Un innesto che può cambiare la grammatica della porta, il classe 1998 non arriva solo per essere una toppa

PRO VERCELLI SERIE C - MATTIA DEL FAVERO

PRO VERCELLI SERIE C - Mattia Del Favero, portiere classe 1998, nella passata stagione aveva iniziato con il Taranto per poi trasferirsi in Croazia all'Osijek

C’è un’immagine che racconta più di mille proclami: l’istantanea di un portiere che, all’Opus Arena di Osijek, si ritrova immerso in una Serie A straniera a metà inverno, a difendere una porta in un calcio che non perdona distrazioni. Quel portiere è Mattia Del Favero, e oggi è ufficialmente il nuovo estremo difensore della Pro Vercelli, con un accordo fino al 30 giugno 2026. È una scelta che parla di presente e di prospettiva: la società piemontese inserisce una figura affidabile e strutturata, con una formazione d’élite e un vissuto recente oltreconfine. Non è una toppa che va a sostituire l'infortunato Pietro Passador nell'organico del tecnico Michele Santoni, è un’idea tecnica precisa.

UN ARRIVO CHE PESA
Del Favero, classe 1998, cresciuto nel settore giovanile della Juventus, si lega alla Pro Vercelli «con un contratto valido fino al 30 giugno 2026». La comunicazione sottolinea i passaggi-chiave del percorso: Juventus Under 23 nel 2018-2019, frequenti aggregazioni alla prima squadra tra 2014 e 2019, poi le maglie di Piacenza, Pescara, Pro Patria e SPAL, fino alla significativa esperienza internazionale nella massima serie croata con l’NK Osijek. Un profilo definito «affidabile, strutturato e dotato di personalità», chiamato a rafforzare la batteria dei numeri uno. Sono parole pesate, che di fatto rivelano la natura di questa operazione: non una scommessa sul potenziale, ma un investimento su competenze già collaudate.

DA PRATO A VERCELLI: PASSANDO PER TORINO
Il percorso di Del Favero comincia a Prato, poi si fa strada nella Juventus: 51 stagioni nel vivaio bianconero, 61 presenze tra Under 17 e Primavera, la vittoria del Torneo di Viareggio 2015-2016 da protagonista (6 gare su 7 da titolare con la Primavera allenata da Fabio Grosso). È un passaporto educativo importante perché racconta una crescita dentro standard metodologici d’élite, quelli che marcano la differenza nei dettagli del ruolo (postura, gestione dell’area, letture sulle seconde palle). Nel 2018-2019 la prima stagione «da grande» con la Juventus Under 23 in Serie C: 23 presenze e una serie di prestazioni che ne consolidano la reputazione. È l’anno in cui la neonata seconda squadra bianconera muove i primi passi nel professionismo, e Del Favero c’è, presente nelle partite della curva d’avvio. In gare come il 4-0 al Cuneo viene citato per interventi pesanti nei momenti caldi: non è un dettaglio, è l’attitudine.

UN PORTIERE CHE SI GUADAGNA OGNI METRO
La carriera successiva è una collana di chilometri e ostacoli: Piacenza (2019-2020), quindi il passaggio in Serie B con Pescara e Cosenza in stagioni condizionate anche da un problema alla spalla; il rilancio forte alla Pro Patria nel 2022-20223 con 35 presenze nel Girone A; la chiamata della SPAL (contratto fino al 2025, poi chiuso anzitempo) e il trasferimento al Taranto nell’estate 2024; a gennaio 2025 l’esperienza all’Osijek in 1. HNL. Ogni step aggiunge tenuta mentale e un lessico tecnico più ampio. I riferimenti ufficiali e statistici ricostruiscono con chiarezza questa trama. Tra i numeri che aiutano a leggere il profilo: le 35 partite a Busto Arsizio (Pro Patria) nel 2022-2023 e le 19 presenze a Taranto nel 2024-2025 prima della chiamata croata. Dati che fotografano un portiere «di campo», abituato al traffico dell’area e a ritmi intensi, con un’esposizione a contesti differenti.

AZZURRO ADDOSSO: L'ESORDIO IN UNDER 21
C’è anche l’azzurro nel bagaglio di Del Favero. Il 3 settembre 2020, a Lignano Sabbiadoro, l’Italia Under 21 batte la Slovenia 2-1 in amichevole: Del Favero entra all’intervallo, subentra a Plizzari e attraversa senza sbavature un secondo tempo che conta. Cronache, tabellini e analisi ricordano una gara speciale per contesto (la prima dopo lo stop pandemico) e per numero di esordienti. Anche questo è un mattone di credibilità.

PERCHÈ ALLA PRO VERCELLI E PERCHÈ ADESSO
La Pro Vercelli arriva a questa mossa con un’esigenza chiara: mettere ordine e leadership in un reparto che ha dovuto fronteggiare acciacchi e rotazioni. A fine dicembre 2025, ad esempio, il club ha rinnovato fino al 2028 il contratto del portiere Pietro Passador (classe 2003), contestualmente informando del grave infortunio patito in Coppa Italia e del conseguente lungo stop. Nel frattempo la rosa ha ruotato anche su profili come Alessandro Livieri e i giovani numeri 12 della prima squadra. Il quadro suggerisce che l’innesto di Del Favero non è un semplice «numero»: è una scelta di progetto per stabilizzare il ruolo nell’immediato, offrendo una concorrenza di livello e un riferimento esperto per i più giovani. Alla Pro Vercelli serve esattamente questo: una presenza che riduca la «varianza» delle partite, un traduttore affidabile tra i piani gara e l’imprevedibilità del campo. Se sarà così, l’investimento fino al 2026 si rivelerà molto più di una mossa d’emergenza. Sarà un mattoncino di identità.

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