Cerca

Serie C

Ha la febbre ma è assoluto protagonista con il suo 1° gol con la nuova maglia: il difensore è perfetto!

Una transizione preparata in settimana e un invito di un compagno: così nasce il colpo che orienta l'incontro

DOLOMITI BELLUNESI SERIE C - NICOLÒ GOBETTI

DOLOMITI BELLUNESI SERIE C - Nicolò Gobetti, difensore classe 2004, nel campionato in corso con il club veneto ha totalizzato 19 presenze e un gol

Nel gelo del «Tognon» non si vede il vapore del respiro, ma quello di una stagione che improvvisamente si scalda: al 16’ del primo tempo, su una ripartenza disegnata in allenamento, il sinistro di Nicolò Gobetti strappa il velo dell’equilibrio e mette in discesa la sfida con l’AlbinoLeffe. È il suo primo gol stagionale tra i Professionisti con la Dolomiti Bellunesi, il colpo che permette ai ragazzi di Andrea Bonatti di inaugurare il 2026 con un 2-0 che pesa doppio: in classifica e nella testa. Il dettaglio che non si legge nel tabellino? Il difensore classe 2004 gioca con la febbre, ma non trema quando conta. Lo racconta lui stesso a fine gara: «Un colpo di fortuna, al posto giusto nel momento giusto… preparata sulle transizioni». Parole semplici, che però aprono una finestra su una squadra sempre più fedele al proprio piano partita.

IL CONTESTO: UN 2-0 CHE VA OLTRE LA VITTORIA
Successo per 2-0 contro una diretta concorrente per la salvezza, firmato Gobetti e Luca Clemenza (bis all’86’): due firme che pesano su un incrocio da «bassa quota», dove ogni punto ha l’eco di una svolta. A fine giornata, Dolomiti Bellunesi a 24 punti, AlbinoLeffe a 21, margine minimo ma vitale dentro una classifica cortissima. Il successo arriva dopo un girone d’andata a tratti sofferto, ma con segnali di consolidamento: confronto diretto ribaltato anche sul piano degli scontri diretti, grazie al pari dell’andata (2-2 del 23 agosto 2025). È un dettaglio da non sottovalutare nel lungo viaggio salvezza.

LA SCENA MADRE: UNA TRANSIZIONE «ALLA LETTERA»
«L’avevamo preparata puntando sulle transizioni». Nelle parole di Gobetti c’è il cuore tattico dell’azione che decide l’inerzia: riconquista, campo aperto, verticalità e l’«invito» di Marconi a favorire l’attacco dello spazio. Non servono cento passaggi per fare male, basta rispettare il copione. È quello che la Dolomiti Bellunesi fa con rigore, nel solco di una lettura lucida delle fasi: contenere quando l’AlbinoLeffe palleggia, accelerare quando l’onda si abbassa. Il gol nasce esattamente lì. E poco importa se il protagonista ha qualche linea di febbre: la scelta di tempo è perfetta, la tecnica sufficiente, il tempismo da veterano.

GOBETTI, DUTTILITÀ E PRIMO SIGILLO
Classe 2004, 184 cm, mancino naturale, cresciuto nel vivaio dell’Hellas Verona, quindi esperienza tra i grandi con Sona e San Giovanni Lupatoto, poi la crescita al Caldiero Terme (con promozione in Serie C e una stagione oltre le 40 presenze complessive). Nell’estate 2025 l’approdo alla Dolomiti Bellunesi per alzare il livello del reparto arretrato: un profilo duttile, capace di fare il centrale di una linea a tre, il «braccetto» o il terzino sinistro. Il sigillo all’AlbinoLeffe è il 1° stagionale in maglia dolomitica, il secondo tra i pro dopo una rete in Coppa Italia Serie C ai tempi del Caldiero: un tassello che, più delle statistiche, racconta la traiettoria di un ragazzo affidabile e allenabile. E, in questo caso, resistente. Non è un vezzo narrativo: Gobetti ha effettivamente giocato da influenzato, come ha spiegato nel post partita. Un dato che spiega l’esultanza misurata e la scelta, nella ripresa, di gestire le energie senza strafare. 

BONATTI E IL CODICE DEL 3-5-2 CHE FUNZIONA
L’impianto di gioco scelto da Andrea Bonatti è un 3-5-2 pratico, a forte componente reattiva. In questo contesto, Gobetti beneficia di due fattori: 1) Coperture interne: con tre centrali, la prima uscita aggressiva può essere accompagnata da scivolamenti corti, riducendo l’isolamento nei duelli. 2) Ampiezza «funzionale»: esterni come Saccani e Mignanelli alternano profondità e aiuto sulla linea difensiva, favorendo la transizione positiva quando l’avversario perde palla. Contro un’AlbinoLeffe che ama consolidare il possesso, questa struttura consente di «attendere e colpire». Ed è quanto visto nell’azione dell’1-0, in cui la verticalità è stata cercata e trovata con incisività.

IL GIORNO DOPO: PERCHÈ QUESTO GOL VALE TANTO
In campionati a margini sottili, i momenti contano: un giovane difensore che segna la sua prima rete stagionale, influenzato, in una gara da dentro-fuori psicologico, certifica la maturazione di un gruppo. Il gesto tecnico è semplice, la lettura è complessa: tempo, spazio, coraggio. La Dolomiti Bellunesi se li prende tutti e tre e si rimette in carreggiata. La fotografia conclusiva è la più evocativa: Clemenza che chiude il conto, lo stadio che si scalda nonostante il freddo, e Gobetti che sorride con poca voce ma idee chiarissime: migliorare ancora, un metro alla volta. Il resto è tabellino, e una classifica che, finalmente, respira.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Sprint e Sport

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter