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Serie D

Viene espulso e colpisce il cartellino rosso estratto dall'arbitro, il gesto dell'ex Professionista è folle

Una soluzione di rabbia, ma anche uno stop alla polemica con le dichiarazioni successive: «Atto che non mi rappresenta»

VIRTUS FRANCAVILLA SERIE D - ROBERTO TAURINO

VIRTUS FRANCAVILLA SERIE D - Roberto Taurino nella scorsa stagione ha allenato il Gubbio in Serie C, lo scorso ottobre è subentrato sulla panchina del club pugliese

La scena è rimasta sospesa nell’aria del «Puttilli» come una fotografia improvvisa: il cartellino rosso che scivola di mano all’arbitro, la mano dell’allenatore che lo schiaffeggia con stizza, gli sguardi sbigottiti di chi è rimasto a bordo campo. Poi il silenzio, subito riempito dalle scuse. Nelle ore successive a Barletta–Virtus Francavilla, finita 0-0, il tecnico ospite Roberto Taurino ha scelto la strada della responsabilità: parole chiare, senza appigli, rivolte al direttore di gara, alla propria società e alle istituzioni arbitrali. «Gesto frutto della tensione, non rappresenta i miei valori; nessun intento violento», ha ribadito il tecnico biancazzurro tramite i canali ufficiali del club, annunciando di accettare le conseguenze disciplinari. È la mossa che cambia il tono della storia: dal fotogramma allo scenario più ampio, quello in cui un singolo scatto d’ira diventa occasione per rimettere al centro il tema del rispetto. Difficilmente però il tecnico eviterà una squalifica di più giornate, sacrosanta per quello che si è visto dalle immagini.

LE SCUSE, PAROLE E CONTESTO
Il comunicato, diffuso lunedì 5 gennaio, arriva a stretto giro di posta rispetto all’episodio del giorno prima. Taurino ammette l’errore, lo definisce «assolutamente censurabile», insiste sull’assenza di un qualsiasi intento violento o intimidatorio e sottolinea di aver manifestato «personalmente il rammarico alla società» e «pubblicamente il pieno rispetto per gli ufficiali di gara e per le istituzioni sportive». È una presa di posizione netta, nella sostanza e nei tempi. A rendere il quadro più nitido è la cornice sportiva. La gara al «Puttilli» si era chiusa sullo 0-0 al termine di 90 minuti poco generosi di emozioni, con il Barletta incapace di sfruttare la superiorità numerica dal 51’ (doppio giallo a Dalloro) e la Virtus Francavilla efficace nel chiudere gli spazi. Il pareggio, accolto dai fischi della curva di casa, ha avuto riflessi differenti sulla classifica: Barletta a quota 29, Virtus a 23, in un Girone H guidato dalla Paganese e con il Martina alle spalle, mentre i biancazzurri di Francavilla proseguono il percorso di assestamento dopo il passo indietro nei professionisti.

IL FATTO A FINE PARTITA
La dinamica è stata vista ormai da quasi tutto il mondo del calcio dilettantistico e non solo: protesta veemente del tecnico a fine partita verso il direttore di gara, espulsione e reazione scomposta con la mano che colpisce quella dell’arbitro facendo cadere il cartellino. Uno «scatto» più che un atto di forza, destinato comunque a finire sul tavolo del Giudice Sportivo e a generare un dibattito immediato sulla misura della sanzione. Nel post, dal versante societario, si è registrato anche un tentativo di raffreddare gli animi: il direttore sportivo Mariano Fernandez ha parlato di «nervosismo conseguenza della gestione della partita», pur ammettendo che «proteste accese si potevano evitare».

L'IMPATTO SUL PERCORSO DELLA VIRTUS FRANCAVILLA
Sul piano tecnico, l’episodio arriva in un momento delicato ma non drammatico. La Virtus Francavilla ha ritrovato compattezza, soprattutto nella fase di non possesso, come certificato dalla prova ordinata a Barletta e da vari riscontri recenti. Lo 0-0 ha ribadito una crescita in termini di solidità e gestione degli spazi, utile per un campionato che, storicamente, nel girone di ritorno diventa feroce sui duelli individuali e sugli episodi. In questo senso, la reazione di Taurino, pubblicamente corretta con un passo indietro, è parte di un manuale di sopravvivenza: riconoscere l’errore, proteggere il gruppo, abbassare i toni, tenere la barra dritta. Anche perché ogni squalifica all’allenatore in questa fase si traduce in una complicazione pratica: meno comunicazione diretta a bordo campo la domenica. E in Serie D, dove il margine è spesso minimo, sono dettagli che pesano.

IL PRECEDENTE CHE NON RACCONTA IL PERSONAGGIO
Nel raccontare Roberto Taurino è legittimo ricordare, senza lezioni, la sua storia recente: ex calciatore per molti anni al Brindisi, ma anche in campo con Perugia e Venezia, e poi allenatore con parentesi in Serie C, tra cui quella proprio alla Virtus Francavilla prima di tornarvi lo scorso ottobre, ma anche Avellino, Monopoli, Monterosi Tuscia e Gubbio, profilo passionale, diretto, con un rapporto sempre molto fisico con la partita. Non è un alibi, è una caratteristica caratteriale a doppio taglio: trascinante nello spogliatoio, a rischio corto circuito quando la tensione supera la soglia. Anche per questo, la scelta di scusarsi subito conta il doppio: non «addolcisce» l’episodio, ma lo ricolloca in una biografia agonistica di lungo corso, dove l’energia è una risorsa da canalizzare.

COSA RISCHIA L'ALLENATORE 
Nelle prossime ore toccherà al Giudice Sportivo valutare il referto arbitrale e inquadrare la condotta alla luce del Codice di Giustizia Sportiva. È prudente evitare profezie sui giorni di squalifica, perché la linea di demarcazione tra «proteste» e «condotta gravemente antisportiva» è sottile e dipende da termini, gesti e intenzioni rilevati dall’arbitro. Alcune ricostruzioni parlano di un possibile stop pesante, ma fino al comunicato ufficiale le ipotesi restano tali. L’unico dato certo, al momento, è la rapida ammissione di colpa del tecnico e il messaggio distensivo del club. Ora si torna al campo, in attesa della decisione del Giudice Sportivo.

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