Serie C
07 Gennaio 2026
ALBINOLEFFE SERIE C - Giacomo Sciacca, difensore classe 1996, nell'ultimo anno ha giocato per il Potenza nel Girone C
Il pomeriggio a Zanica scivola via freddo e terso. Sul prato dell’AlbinoLeffe Stadium saltano fuori numeri che non piacciono: una squadra che ha faticato a tenere la linea, gol subiti in serie, episodi che hanno girato al contrario. In questo quadro s’incastra un nome che, agli addetti ai lavori della Serie C, dice molto: Giacomo Sciacca. Un difensore «di reparto», costruito mattone su mattone, che l’AlbinoLeffe si sta per assicurare «a titolo definitivo» per dare sostanza immediata al progetto di Giovanni Lopez. L’operazione è agli ultimi passaggi burocratici, ma è già sostanza tecnica: Sciacca lascia il Potenza, dove era scivolato ai margini, per rimettere al centro ciò che sa fare meglio, cioè leggere l’area e governarla con mestiere. Il trasferimento, atteso per la giornata di oggi, 7 gennaio, risponde a una necessità chiara: blindare un reparto che ha bisogno di un leader silenzioso, affidabile, di posizione.
CHI È GIACOMO SCIACCA
Nato a Desio il 19 aprile 1996, Giacomo Sciacca è un difensore di scuola Inter: 1,80 d’altezza, destro naturale, centrale di ruolo con una buona familiarità anche sulla corsia destra. Nelle giovanili nerazzurre ha attraversato tutte le tappe formative fino all’ingresso tra i pro, poi la solita gavetta di chi non ha fretta e preferisce imparare: Renate, Piacenza, Alessandria; in mezzo esperienze che lo hanno temprato come Imolese e Vibonese, quindi piazze calde e pressanti come Foggia e Taranto, fino alla Casertana e, nell’ultimo anno e mezzo, al Potenza. Quel che resta, al netto delle maglie cambiate, è un identikit preciso: difensore da linea a tre o a quattro, abituato a giocare «sul contatto», forte nelle letture preventive, pragmatico nella gestione del primo passaggio. Non è un difensore «da highlights», ma uno che fa respirare la squadra perché accorcia i tempi del dubbio. Anche il curriculum con le Nazionali giovanili è un dettaglio che pesa: Italia U16, U17, U18, U19 e U20 con un totale di diverse presenze tra 2011 e 2016.
I BISOGNI DELL'ALBINOLEFFE E PROFILO TECNICO
La scelta dell’AlbinoLeffe arriva in un momento in cui la squadra di Lopez ha bisogno di certezze nell’area più sensibile del campo. Il tecnico romano, da sempre allenatore pragmatico, ha alternato la linea a 3 e a 4 in funzione di uomini e contesto, cercando compattezza orizzontale e verticalità immediata. In questo quadro, un difensore «squadra-centrico» come Sciacca è l’incastro naturale: concentra l’attenzione sull’occupazione delle mezzelune, sulla gestione delle seconde palle e su un concetto chiave spesso trascurato in C, cioè il «tempo del corpo» nei duelli. In una linea a 3, Sciacca può giocare braccetto di destra o centrale «copertura e uscita», facilitando gli scivolamenti sul lato palla e le uscite aggressive sul trequarti. In una linea a 4, offre una coppia equilibrata con un compagno più dominante nel gioco aereo, mentre lui si prende volentieri l’uomo che attacca la profondità, accorciando con decisione.
IL CONTESTO: PERCHÈ A ZANICA SERVIVA UNO COME LUI
I numeri raccontano il bisogno. L’AlbinoLeffe, reduce da un avvio complicato e da una classifica che impone prudenza, ha alternato gare solide ad altre troppo condizionate dagli episodi. La recente sconfitta per 2-0 a Fontanafredda contro la Dolomiti Bellunesi ha fotografato il punto: squadra generosa, ma vulnerabile su palloni sporchi e seconde giocate. Quel pomeriggio ha lasciato i blucelesti al 16° posto a 21 punti, obbligando il club a intervenire per alzare la soglia d’attenzione nel cuore dell’area. In questo senso, l’arrivo di Sciacca è una «scelta che parla»: meno estetica, più geometria difensiva.
COSA LASCIA A POTENZA, COSA RITROVA ALL'ALBINOLEFFE
A Potenza, la traiettoria di Sciacca si era fatta in salita: minuti a intermittenza e un ruolo progressivamente ridimensionato nel progetto tecnico. Il difensore era comunque legato ai lucani da un accordo in scadenza al 30 giugno 2026, elemento che rende l’operazione con l’AlbinoLeffe doppiamente significativa: il club seriano non prende un «fine contratto», ma investe su un profilo che può essere anche un asset per la prossima stagione. Per Sciacca, invece, l’opportunità è chiara: tornare al Nord, ritrovarsi in un sistema organizzato, rimettere minuti e responsabilità sulle gambe.
DOVE PU ALZARE L'ASTICELLA LA SQUADRA DI LOPEZ
1) Transizioni difensive: Sciacca è abituato ad accorciare in avanti e a «rompere» la linea sul portatore avversario quando serve. In un girone dove molte squadre ricercano immediatamente la verticalità, questo anticipo mentale può trasformare un’azione potenzialmente pericolosa in una ripartenza a favore. 2) Lettura del secondo palo: punto storicamente sensibile per chi difende a zona in C. L’esperienza accumulata in contesti diversi suggerisce una certa attenzione alle spalle, riducendo i gol «facili» nati da una rotazione mal fatta. 3) Gestione emotiva: Sciacca non è un leader «da megafono», ma uno che guida con la ripetizione di gesti puliti. Può aiutare a togliere ansia dai compagni, soprattutto nelle partite tese. In sintesi: profilo adatto, momento giusto, esigenza chiara. Se le premesse saranno confermate dal campo, l’AlbinoLeffe avrà inserito nel cuore della propria linea un difensore che non promette fuochi d’artificio, ma un bene spesso sottovalutato in Serie C: la normalità. Quella che, alla lunga, fa la differenza.